Tutela dei minori in Sicilia, il Garante regionale avvia il nuovo gruppo di management funzionale

da|14 Giugno 2026|Attualità,Eventi

Costruire una visione condivisa per la tutela dei minori, capace di superare la frammentazione degli interventi e di mettere in rete competenze, istituzioni e territori. È questo l’obiettivo che ha animato l’incontro promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Siciliana, svoltosi il 12 giugno presso il Rettorato dell’Università Kore di Enna nell’ambito del progetto itinerante“In viaggio con il Garante dei Minori Regione Sicilia”.

L’appuntamento ha segnato l’avvio del nuovoGruppo di Management Funzionale, organismo chiamato ad affiancare la Garante regionale, professoressaGiovanna Perricone, nella definizione di strategie e azioni concrete rivolte ai circa settecentomila minori presenti nell’Isola, numerosa la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della magistratura e degli enti locali.

Ad accogliere i partecipanti è stato il prof.Sergio Severino, ordinario di Sociologia Generale presso l’Università Kore e coordinatore del Corso di Laurea in Servizio Sociale in contesti disagiati e criminogeni.

Tra i presenti il dott.Francesco Micela, Presidente della Prima Sezione Civile Famiglia e Minori del Tribunale di Palermo; il prof.Giuseppe Vecchio, già Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza; il dottorFabrizio De Nicola, già Direttore Generale sanitario e docente del Corso di Formazione Manageriale in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria per Direttore Generale, Direttore Sanitario e Direttore Amministrativo delle Aziende Sanitarie e degli altri Enti del SSR organizzato dal CEFPAS; il professorCarlo Colloca, docente di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Politiche e Servizi Sociali dell’Università di Catania; la dottoressaMarisa Scavo, già procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

Presenti inoltre numerosi amministratori locali e garanti comunali dell’infanzia, tra cui il sindaco di CefalùDaniele Tumminello, il sindaco di MisterbiancoGiuseppe Corsarocon la Garante comunaleAgata Gessica Salerno, il sindaco di SerradifalcoLeonardo Burgio, l’avvocatoIlaria Spoto Puleo, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Catania, e la professoressaFrancesca Di Silvestri, Garante del Comune di Capo d’Orlando.

Nel suo intervento la Garante regionale ha evidenziato la necessità di promuovere una vera cultura della rete, fondata sulla collaborazione tra le diverse professionalità impegnate nella tutela dei minori. Al centro della riflessione il concetto diterzietà, elemento essenziale dell’azione del Garante, chiamato a svolgere un ruolo di raccordo e di garanzia al di sopra delle singole competenze istituzionali.

Particolarmente significativo il confronto sul ruolo della magistratura minorile, che non può limitarsi alla sola funzione giuridica ma è chiamata a svolgere anche una fondamentale funzione educativa. È emersa con forza l’importanza della collegialità e della corresponsabilità tra tutti gli attori coinvolti nei percorsi di protezione e crescita dei minori.

Un messaggio condiviso da tutti gli intervenuti: la cura delle fragilità non può essere affidata esclusivamente alle aule dei tribunali. Occorre una rete stabile composta da assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, educatori, medici di famiglia e pediatri, professionisti in grado di intercettare precocemente i segnali di disagio e di accompagnare famiglie e bambini lungo percorsi di sostegno efficaci.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla prevenzione. Secondo quanto emerso nel corso dei lavori, il benessere dei minori si costruisce già prima della nascita attraverso il sostegno alla genitorialità e l’accompagnamento educativo delle famiglie. Intervenire nella prima infanzia significa infatti prevenire molte delle criticità che, se trascurate, tendono a manifestarsi con maggiore complessità durante l’adolescenza.

L’incontro di Enna rappresenta così il primo passo verso la costruzione di unPiano Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, fondato sulla condivisione delle responsabilità, sulla valorizzazione delle competenze presenti nei territori e sulla creazione di una comunità educante capace di mettere realmente al centro i diritti e il futuro delle nuove generazioni.

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