L’urgenza di dirti “Ti amo” estasi e rabbia. Quando il disallineamento emotivo raggela!

da | 02 Maggio 2026 | Attualità, Libri

Amiche ed Amici carissimi, spesso accade di sentirci pervase dal desiderio di comunicare una nostra sensazione al partner, ma non sempre vi è coincidenza fra il “nostro momento” ed il suo… Quante volte è capitato di telefonare a “lui” in preda all’urgenza emotiva di dirgli “amore ti penso intensamente, sei stupendo” e sentirci rispondere asetticamente “ciao, ti richiamo, sono in riunione”. Razionalmente ineccepibile, tuttavia emozionalmente raggelante!!

In simili situazioni, data l’ovvietà, non si tratta certo di stabilire torti o ragioni. Tuttavia, a prescindere dallo stato “logistico” dell’altro, di per sé risolvibile,  (peraltro, anche contestualmente, è molto più superabile di quanto possa apparire) e’ importante comprendere accettare e rispettare il possibile disallineamento emotivo con il nostro desiderio di  romanticismo.  Mediocri manifestazioni di insofferenza, risentimento, accuse, altro non suscitano in lui che il compatimento insito nella ricerca dell’alibi.

Un esempio? La riunione è terminata da tre ore e… “lui” non ha richiamato. “Che str…o!”, pensiamo in preda allo sconforto, in prominente stato di vendetta. “Questa me la paga, adesso lo richiamo per dirgliene quattro”, seguita dall’altrettanto classica espressione “chi si crede di essere?”, altro non è che una reazione  impulsiva che, se palesata, sortisce nell’altro il solo effetto dell’indisponenza… precorritrice della sterile polemica.  Impulsività ed efficacia sono inconciliabili.

Bandito lo  scadere  in  comportamenti squallidi e grezzi del genere richiamarlo per dirgli “accidenti (leggi “caxxo”!!) perché non mi hai richiamata?”. No! Per favore… no. Evitiamo!!!

Personalmente, mi diverto nell’ individuare con “perfida malizia” il dispetto più consono al punto debole del “destinatario” e… appalesarlo con disarmante grazia.

Il concetto di disallineamento emotivo è spesso frainteso con il rifiuto o addirittura con la mancanza di amore ed è causa di sconcerto… il migliore amico del dolore per adire al conflitto

Dallo sconcerto al litigio trascorrono ben pochi secondi… Ed ecco che la rabbia e soprattutto l’incoerenza si impadroniscono di noi… Quante volte a fronte di una situazione simile a quella sopracitata, che ricordo essere stata esortata da un sentimento di “venerazione”per “lui”, emerge  la tanto consueta, quanto incoerente, tipica lamentela femminile “ti sento distante!”: ops, qual era il motivo per cui l’avevamo chiamato per esprimegli la nostra ammirazione? Se siamo state sincere e spontanee, scevre dall’idea di escogitare uno stratagemma per “far cascare l’asino”, è il caso di frenare la tendenza al qualunquismo. 

Poiché è noto che ad un’azione, corrisponde una reazione, non tarderà certo a manifestarsi da parte del nostro partner, l’immediata, evasiva e difensiva risposta: “non è vero!”, che, tradotta contestualmente,  è l’emblematica espressione antistante l’estremo tentativo maschile di evitare la zotica frase “non mi rompere i c……i”. Quando si dice capovolgere e far degenerare una situazione…

Come ovviare alla sgradevole sensazione di percepirci “inopportune” a posteriori di uno slancio oggettivamente gratificante, scaturito peraltro da una manifestazione da parte di lui? (Doveva aver fatto qualcosa di speciale per meritarsi di essere considerato splendido…) Evitare questo genere di iniziative? No, reprimerci equivale alla  mortificazione del  nostro entusiasmo. Reiterare il nostro comportamento “gratificante” nella speranza che “questa volta sia diverso”? Penso sia sconsigliabile utilizzare la “matrice” di un insuccesso…  E allora?  Per la prossima volta, che ne dite di ripristinare l’antica usanza della scrittura  su pregiata carta personalizzata, impregnata del nostro profumo? Beh, forse ho un po’ esagerato – sono un’inguaribile romantica -, tuttavia, aggiornando il concetto, possiamo considerare che abbiamo a disposizione la magnifica possibilità di scrivere e, grazie alla tecnologia, di inviare simultaneamente le nostre emozioni, ma, grazie alla discrezione della differita, possono essere letti in altro momento, a discrezione del destinatario, preservando l’autenticità emotiva del “nostro” momento. Aspettare il “suo” momento giusto per esternare un pensiero in noi divampante equivarrebbe  a privarlo di significato. Sono una fervida sostenitrice dell’emozione in diretta!

Daniela Cavallini

Daniela Cavallini

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