Con calma ho ascoltato minuto dopo minuto l’intervista che Lombardia TV ha fatto ad Andrea Giostra, noto psicologo, criminologo e saggista, sulla importante questione della letteratura contemporanea, dei nostri giorni, in rapporto al marketing e alla comunicazione, tenuto conto del fatto che in Italia oggi ci sono molti più scrittori che lettori e che il livello medio della qualità scrittura, rispetto ai grandi scrittori del Secolo scorso, si è abbassata notevolmente.
L’intervista ad Andrea Giostra, della quale trovate i link di Facebook e YouTube a seguire, su questa questione dà una visione dissonante rispetto al mainstream di editor, agenti letterari (più o meno improvvisati!) case editrici a pagamento, correttori di bozze, etc.. etc….
Questa a seguire la mia riflessione.
Andrea Giostra, con grande lucidità e onestà intellettuale, ci regala una fotografia potente e sincera del mondo della scrittura contemporanea. Il suo non è uno sfogo, né un giudizio severo, ma un dipinto fatto con coraggio, in cui espone il proprio punto di vista in prima persona, senza cercare consensi e soprattutto senza tornaconti. Lo dimostra fin dall’inizio, quando dichiara di non sentirsi scrittore, pur scrivendo. Una posizione rara oggi, in un’epoca in cui molti si definiscono autori senza forse averne la piena consapevolezza o la reale preparazione.
Giostra si definisce “editorialista culturale”, un termine che ha scelto e che lo rappresenta meglio perché mette al centro non l’ego dell’autore, ma il valore della cultura e della condivisione del sapere.
Scrive per dire, non per apparire. Scrive per restituire al lettore qualcosa che abbia senso, profondità, emozione.
Nel suo discorso emerge una critica netta ma giustificata nei confronti di una parte della produzione letteraria attuale, troppo spesso priva di solide basi culturali. Giostra richiama alla necessità, oggi quasi dimenticata, del leggere prima di scrivere, dell’assorbire prima di esprimere. Senza una vera educazione alla lettura – quella che lui ha costruito negli anni anche da semplice lettore appassionato – non si può pretendere di emozionare chi legge.
Colpisce molto anche la sua riflessione sul ruolo della scrittura: scrivere bene non significa solo raccontare una storia interessante, ma riuscire a trasmettere emozioni, lasciare una traccia, creare un ponte invisibile ma reale con il lettore. E questo – come lui stesso sottolinea citando Bukowski – o funziona o non funziona. Non ci sono vie di mezzo.
In definitiva, la sua è una visione rispettosa e consapevole del mestiere di scrivere, che mette al centro il rispetto per il lettore. Un rispetto che oggi manca spesso, dove la pubblicazione è alla portata di tutti, ma la qualità, la profondità e l’autenticità rimangono merce rara. Ecco perché questo intervento, nella sua immediatezza, lascia il segno.
Valeria Tufariello
“Letteratura, marketing e comunicazione” | “Lombardia TV canale 80” di Milanointervista Andrea Giostra | “UNA AUTORE DIETRO LE QUINTE”, programma ideato e condotto da Claudio e Valentina | martedì 8 aprile 2022 ore 15:30
Per vedere la puntata, clicca qui:
da YouTube:
da Facebook Watch:
Valeria Tufariello
https://www.facebook.com/valeria.tufariello
https://www.instagram.com/valeria_tufariello




