Il 10 gennaio alle ore 18, presso la libreria Colacchi de L’Aquila, l’on Stefania Pezzopane già parlamentare e Presidente della Giuria del Premio letterario “Laudomia Bonanni” terrà a battesimo il romanzo “Mara da una luna all’altra”, seguito di ‘Mara diventa un alieno’, scritto da Isabella Lopardi.
Il nuovo romanzo racconta non una fuga dal mondo, ma anzi, un ritorno sulla Terra, da Europa, luna di Giove, dopo 120 anni. Un viaggio per riprodursi e diventare immortali. Mara vede i contorni delle cose del suo pianeta di origine come figure sconosciute. È tornata, dunque. A cercare facce scolpite nel marmo e avvolte nel cristallo, perché vuole rivederle vive. Natale, Capodanno e il buio che fa ombra alla luce: il valzer dei tasselli mancanti, delle figure che non arrivano sulla porta, della Love Story: “Dal tuo bicchiere come al solito berrò”. Lo sguardo dove “ci sono i più numerosi”. Sono gli scomparsi che sono tornati. Io sono “lo spirito del Natale passato” (Charles Dickens). Ma in questo scritto, “Mara da una luna all’altra” non c’è niente di sepolcrale, nel sentiero traslucido, da percorrere da una luna all’altra. In realtà, è un fuoco pirotecnico, con i colori che assumono significato perché c’è il buio. Le voci di coloro che non sono più, sono la schizofrenia di Mara, che li riporterà sulla Terra. Con sogni, ologrammi, creazioni luminescenti, fino a farli continuare dove si erano fermati e a dare loro un futuro tangibile. L’atto creativo con un messaggio positivo, che riporta pagine scritte di assenti nella trama della vita di tutti i giorni. Guarda il presente dal punto di vista del cosmo e il suo sguardo abbraccia ogni cosa, girando in tondo, fino alla deflagrazione. È come guardare il globo dall’alto, le stelle sono frammenti di pirite nelle tue mani. Stelle a pezzi, raccolte e ricomposte. Io che sono un gigante con mani grandi e un universo come fili di ragnatela tra le dita. Emerge con forza quell’interiorità che avrebbe voluto imporre e che non si è imposta, se non nella memoria. Applicata al giorno per giorno, avrebbe cambiato il mondo. Perché Mara è la cariatide che sopravvive a se stessa. “Vieni da me, vieni a cercarmi, ti aspetto”. Ovunque e chiunque tu sia.
Appuntamento al 10 gennaio ore 18 presso la libreria Colacchi.
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