Buongiorno, e finalmente! Disperavo davvero di vederti questa mattina.
Mi scuso per il ritardo, ma, come ben sai, non riesco mai a liberarmi per tempo.
Tutti mi reclamano, mi usano a getto continuo, e così non so mai quando finisco.
Sei pronta? Possiamo cominciare la nostra intervista?
No, a dire il vero non sono pronta per niente, non so che cosa tu voglia sapere da me.
Sono “un arnese” così insignificante, che sinceramente, di essere intervistata, proprio non me l’aspettavo.
Va bene, ti aiuto io… anzi, faccio qualcosa che non ho mai fatto prima: tu mi fai le domande ed io ti
rispondo, così ti facilito il compito. Va bene? Sei tranquilla?
Procediamo con l’intervista… scambiamoci dunque i ruoli.

Perché proprio io?
Perché sei l’utensile più sexy della cucina cara amica Moka. Il tuo nome è già un richiamo erotico,
è breve, facile da ricordare, ti si addice particolarmente: un nome per tutte le stagioni della vita.
Tracce dell’origine del tuo nome Moka si trovano anche nel romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni”.
Io sexy? Erotica? Ma quando mai?
Guardati: la tua parte esterna è molto femminile, sembri una donna che indossa uno chemisier plissettato con il punto vita in bella mostra. Quel manico di bachelite sembra un braccio posto sul fianco, quasi un segno di sfida. Il vezzo di quel piccolo cappellino nero è indice di vera eleganza. Hanno cercato in tutti i modi di copiarti, di trasformarti, di ricorrere ad accessori colorati e forme a dir poco stravaganti, anche carine se vogliamo, ma resti originale, unica e inimitabile.
Sei quel “Made in Italy” di cui tutti andiamo ancora fieri, nonostante siano passati più di novant’anni dalla tua nascita. Sei nella collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano, del MoMA di New York.
Va bene, stai cominciando a convincermi, continua ti prego…
Sei manipolata con cura, c’è un rituale d’amore ogni volta che vieni toccata. Quasi un corteggiamento. Quando vieni posta sul fuoco, finalmente completa, piano piano ti scaldi e… avviene il miracolo.
Quale miracolo?
Lo splendore della tua parte maschile in tutta la sua prorompente bellezza. Tutti noi abbiamo una componente maschile e una componente femminile. Proprio come ci sono indiscutibili differenze fisiche tra un uomo e una donna. Entrambe le qualità sono presenti in ogni persona: la donna ha nascosto dentro di sé l’uomo, e l’uomo dentro di sé nasconde la donna. Anche tu sei provvista di questi componenti. La tua parte esterna è femminile mentre quella interna è totalmente maschile.
Sei riempita di liquido fino alla valvola di sicurezza… il tuo filtro metallico a forma di imbuto sembra un pene… a riposo, e in quest’ultimo si introduce il caffè macinato.
L’attesa del piacere è già un piacere: La fiamma brucia… e il culmine… è raggiunto dall’uscita attraverso l’imbuto eretto del secondo filtro. L’eccitazione e l’emozione è tanta, e quel lieve borbottio di piacere lo dimostra ampiamente.
Sono davvero senza parole, mai avrei immaginato di procurare questo tipo di piacere.
Non solo procuri questo tipo di piacere, ma poi, con quella tua boccuccia, generosamente ti offri a tutti, e quel tuo profumo inebriante quasi stordisce; ma è solo quando beviamo il tuo “nettare” che finalmente ci sentiamo felici ed appagati.
Sono riuscita a farti sentire quanto tu sia importante per noi? Mi raccomando, non permettere ad alcuno di chiamarti “caffettiera” o “macchinetta del caffè”. Presentati sempre accompagnata dal tuo caro amico “l’omino coi baffi” così ti rispetteranno di più.
Ti ringrazio di avermi fatta sentire bella, sexy e desiderata, mai avrei immaginato. Incomincerò anch’io a darmi delle arie.
Adesso ti saluto e ricordati che un buon caffè va sempre gustato: caldo… seduto… e… gratis.
Maria Rosa Bernasconi






