Oggi incontriamo Luca e parleremo con lui della sua passione per i viaggi in moto e quindi la prima cosa che vorremmo sapere è quali sono le sue emozioni nell’attraversare in moto luoghi lontani sia culturalmente che geograficamente e come vive emotivamente questi momenti e gli incontri con le persone, con le loro tradizioni e l’immersione in nuovi paesaggi.
La cosa che più mi colpisce nei viaggi in moto è il senso di esposizione al mondo. Non ci sono filtri, non ci sono vetri, non c’è distanza. Prendi freddo, caldo, pioggia, polvere. Senti gli odori, i cambiamenti dell’aria, le persone. Quando attraversi paesi molto lontani dal nostro modo di vivere, all’inizio ti senti quasi spaesato. Poi piano piano scopri che le persone si assomigliano molto più di quanto immaginiamo. Cambiano le lingue, le religioni, i paesaggi, ma certi gesti rimangono identici ovunque: un sorriso, un invito a bere un tè, qualcuno che ti aiuta senza chiederti nulla. Per me il viaggio non è mai stata una prova di resistenza o una sfida sportiva. È soprattutto un modo per avvicinarmi al mondo e cercare di comprenderlo un po’ meglio.
Raccontaci qualcosa di questo libro.
“30 incredibili viaggi in moto” non è un manuale tecnico e nemmeno una raccolta di imprese eroiche. È un libro che prova a raccontare cosa significhi davvero viaggiare. Dentro ci sono strade spettacolari e luoghi estremi, ma anche dubbi, incontri casuali, errori, fatica e momenti molto semplici che poi diventano quelli che ricordi di più. Con Emilio Salvatori e Cristiana Zoli abbiamo cercato di costruire qualcosa che fosse utile a chi sogna di partire, ma anche piacevole da leggere per chi magari non salirà mai su una moto. Perché alla fine il centro del libro non è la motocicletta: sono le persone, i paesaggi e il desiderio di andare oltre i propri confini.
“La moto non ha filtri: quando ti fermi sei in mezzo alla gente”. Cosa significa per te?
Significa che in moto sei vulnerabile e proprio per questo diventi più vicino agli altri. In automobile puoi attraversare un paese senza quasi accorgerti di dove sei. In moto invece devi fermarti spesso, chiedere informazioni, cercare benzina, mangiare nei piccoli posti lungo la strada. E lì succede il viaggio vero. Molte delle cose che ricordo meglio non sono i grandi panorami, ma gli incontri inattesi: una famiglia che ti ospita, un pastore nel nulla, qualcuno che vuole semplicemente capire da dove vieni e dove stai andando. La moto crea una specie di linguaggio universale. Anche senza parlare la stessa lingua, spesso ci si comprende subito.
Qual è il messaggio che arriva ai lettori e alle lettrici?
Spero arrivi soprattutto un’idea semplice: il mondo è molto meno lontano di quanto pensiamo. Oggi spesso conosciamo i paesi attraverso paure, notizie veloci o stereotipi. Viaggiare invece ti costringe a rallentare e a guardare davvero. Non serve necessariamente andare dall’altra parte del pianeta. Anche un piccolo viaggio può cambiare il nostro modo di vedere le cose.
L’importante è partire con curiosità e rispetto. Credo che il libro racconti proprio questo: non l’idea di conquistare luoghi lontani, ma quella di attraversarli con umiltà.
C’è un pensiero finale che vuoi condividere?
Forse una cosa che ho capito negli anni è che il viaggio non ti rende migliore. Però ti rende più consapevole di quanto siamo piccoli dentro un mondo enorme e bellissimo. E forse proprio per questo, quando torni a casa, guardi anche le cose quotidiane con occhi un po’ diversi.
Ringraziamo Luca di averci incuriositi con questo viaggio mondiale e lo salutiamo augurandogli un buon viaggio con la sua profonda passione per la moto e la sua curiosità di incontrare e conoscere sempre nuove persone e nuovi panorami.



Ecco le specifiche del volume:
30 Incredibili viaggi in moto
Collana I piaceri del viaggio
Pagine 320
Formato 17.5×22.5 cm
Prezzo 25 euro
Editore Touring Club Italiano
