di Meri Lolini
Oggi abbiamo il piacere di incontrare Giorgia Butera, lei è autrice, tecnico della comunicazione e oratrice alle Nazioni Unite, Manager del Benessere Sociale insieme ad Organizzazioni Nazionali ed Internazionali. Dal 2014 è Difensore dei Diritti Umani, Advocacy ed interviene nella Diplomazia Culturale. Vorrei che tu ci dicessi qualcosa per presentarti ai nostri lettori ed alle nostre lettrici.
Sono una donna liberale, che sin da bambina ha interiorizzato il Valore Umano, l’aiuto verso chi soffre, la cultura dei popoli (in particolare, quella africana) ed il diritto di affermarsi.
Faccio parte di quelle persone, che hanno avuto la fortuna di capire subito le proprie attitudini, ed ho indirizzato la mia esistenza in tal senso. Ho sempre ritenuto fondamentale la propria formazione, per me è un processo in continua evoluzione. Sono una studiosa della società, osservo le dinamiche, le analizzo utilizzando la Tecnica Sociale fattorelliana e stabilisco l’azione di intervento.
Curo personalmente la mia comunicazione e condivido il Management del lavoro insieme a Sara Baresi (Direttrice Generale OIDUR e Vicepresidente Comitato Scientifico METE, entrambe le Organizzazioni sono da me presiedute).
Il mio è un cammino costante tracciato da circa un trentennio, dove l’intervento sui Diritti Umani, la Tutela della Vulnerabilità e l’Affermazione della Persona, sono Atti di Praticabilità Concreta.
Nel 2014 a Siracusa durante la presentazione di un tuo libro “Per quanto mi riguarda ho fatto la mia scelta” inizia la storia di METE (Multiculturalism, Earth, Territory, Education). Da quell’incontro, è nata la volontà di creare un percorso dedicato alla tutela delle vittime di matrimoni precoci e forzati. Pochi mesi dopo, nel febbraio 2015, l’associazione è stata formalmente costituita. Ora questa organizzazione METE APS ha tutelato diritti ed ha sollevato battaglie civili ponendo la Sicilia al centro del dibattito globale sui diritti. Che cosa ha significato per te questo tuo grande impegno e che cosa ti ha motivata in questo percorso sociale ed umanitario così importante?
È una realizzazione profonda, accarezza vari aspetti della mia persona: emotiva, professionale, relazionale, personale e di affermazione. Un impegno di costruzione costante, non ho mai spostato l’attenzione e mai in questi anni ho creduto che altro fosse possibile. Certamente, è avvenuta una evoluzione grandiosa, penso al ‘Programme Femmes Plus’, attivo in questo momento in due territori differenti, come il Congo e Gela (Sicilia). Parliamo di formazione, educazione, sostenibilità, benessere organizzativo e sociale.
Questi anni, caratterizzati, altresì, da un impegno scientifico e di studio, hanno reso possibile l’istituzionalizzazione del mio impegno, della mia figura e questo mi rende profondamente orgogliosa.
La motivazione è alla base di tutto: ed è quella di contribuire ad un mondo di Pace, frutto di uguaglianza globale in perfetta sinergia con la Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
In questi dieci anni, METE ha raggiunto traguardi significativi. Tra i più importanti, due audizioni al Senato nel 2019 che hanno contribuito all’introduzione del reato di costrizione o induzione al matrimonio all’interno della legge sul “Codice Rosso”. Le iniziative di rilievo sono:
- La campagna di sensibilizzazione “Sono Bambina, Non Una Sposa”, che ha dato vita a una comunità internazionale oggi intitolata in ricordo di Saman Abbas.
- Il progetto sul Sexting e Revenge Porn, la cui locandina è stata distribuita in 19.000 farmacie italiane.
- La campagna contro il turismo sessuale minorile, patrocinata da FIAVET.
- Progetti di welfare culturale in oncoematologia pediatrica e partnership internazionali, come quella nella Repubblica Democratica del Congo per porre fine ai matrimoni precoci.
Sarebbe interessante conoscere questi tuoi progetti.
Il mio obiettivo è quello di intervenire nella tutela della vulnerabilità, in particolare, donne e bambine.
Non accettiamo in alcun modo, che possano avvenire degli abusi, che le bambine possano unirsi (in costrizione) in unione sentimentali/sessuali, o che debbano essere abusati per dei viaggi esteri.
Parliamo di violazioni umane, la parte ricca abusa della miseria, della povertà, della guerra e della fame. Questo non posso tollerarlo.
Interveniamo nel contrasto alla violenza di genere, anche nella sfera digitale. Siamo una rete di partenariato tecnica. Il primo passo è, indubbiamente, la prevenzione.
Così da paziente oncologica, ho indirizzato iniziative in Oncoematologia Pediatrica, come portare la danza, la narrazione teatrale. Abbiamo anche realizzato una Campagna di Prevenzione multilingue.
Ora vorremmo conoscere i progetti futuri di METE e magari condividerli con chi vorrà partecipare a queste imprese sociali di grande rilievo.
Il lavoro di sensibilizzazione, diffusione della conoscenza ed advocacy ha da sempre ritenuto fondamentale la finalizzazione giuridica. Il Credo di METE/OIDUR è quello di contribuire ad un mondo di pace attraverso regole e leggi giuste. Tutto ciò che in questi anni è stato portato avanti è avvenuto grazie al dialogo istituzionale, quale strumento della più alta forma di democrazia.
Ai 10 anni si arriva con una delibera direttiva, la quale stabilisce che la parte internazionale è relegata quasi esclusivamente all’OIDUR. METE, mantiene saldo l’impegno di tutela e contrasto nell’ambito dei matrimoni precoci, forzati, temporanei e le spose bambine, l’ambito della discriminazione razziale e dei viaggi all’estero con la finalità dell’abuso sessuale minorile. Questo interviene nelle Giornate ONU di interesse ideologico ed agire concreto.
L’indirizzo programmatico di METE (Ente del Terzo Settore) è rivolto a differenti progettualità dedicate alla ‘Cura della Società’ per dinamiche riguardanti aspetti psicologici, giuridici, educativi, formativi, sociali, di salute, sensibilizzazione ed informazione.
Insieme a Sara Baresi, lavoriamo all’impegno internazionale con grande soddisfazione, competenza e sano attivismo per il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra e per i diversi Forum mondiali.
Grande alleanza con Rosa Iudici (Amministratore Unico DiMARCA SERVICE), con la quale si condivide il ‘Programme Femmes Plus’, basato su tre assi: Formazione, Sostenibilità, Benessere Organizzativo.
Così il prestigio, oggi, d’avere il Dottor Francesco Ghirelli (già Presidente Lega Pro e Segretario Generale Federcalcio) Presidente Onorario dell’Organizzazione.
Per me, è iniziata la scrittura del 37esimo Testo, il titolo è preciso: ‘Attacco alla Vulnerabilità’. Una Pubblicazione autobiografica, ma che interviene con precisa analisi sociale in dinamiche comuni.
In ambito nazionale, lavoriamo intensamente al Programma di Educazione Sociale, dal titolo: ‘Il Valore Umano’. Abbiamo ritenuto che si dovesse agire su un principio insindacabile: ‘Trasmettere la cultura delle regole, l’attenzione verso la vita, il valore delle persone e la pratica della cura. La cura verso il sentimento del mondo, il senso delle relazioni, la conoscenza dell’altro. Attribuire valore genera rispetto e protezione. Il Valore Umano accresce nel tempo, ma può anche disperdersi se smettiamo di nutrirlo correttamente
Salutiamo Giorgia Butera per averci dedicato il suo tempo e le auguriamo che tutti i suoi nuovi progetti si possano realizzare con la sua grande dedizione e grande competenza.




