Gelosia: il prodromo della violenza. Dialoghi simulativi e riflessioni con Andrea Giostra Psicologo Clinico e Criminologo

da|07 Dicembre 2025|Attualità,Libri,Salute e benessere

Amiche ed Amici carissimi, oggi parliamo di gelosia. L’atavico sentimento, coinvolge da sempre entrambi i sessi ed è causa di trepidante inquietudine, induttiva di manifestazioni morbose e rovinose, quali meschinità, petulanza, impeti precipitosi – non di rado violenti – le cui conseguenze sono catastrofiche.

Un sentimento, animato dapossessoemancanza di autostima, ma chesi appalesa enfatizzando la differenza emotiva tra i sessi, come vedremo nelle simulazioni che seguono.

É un impulso da sempre associato all’amore – “amore vuol dir gelosia” -, ma in realtàè solo l’espressione del possesso e della paura di perdere chi riteniamo nostro,alla stregua di una proprietà, di un “oggetto”.“Mi ha rubato il marito”, asserisce inviperita la moglie nei confronti dell’amante, “dimenticandosi” che “lui” – il marito – è un essere consapevole delle proprie azionied ha scelto di proseguire il suo percorso di vita accanto ad un’altra donna.

“Lo consideravo un amico e guardate sto mascalzone, se la intendeva con mia moglie, quella sgualdrina la pagherà cara”.

Nessuna assunzione di responsabilitàpersonaleè insita in queste frasi cosiddette “fatte”, ma sologiudizioe risentimentoverso chi, per qualsivoglia motivo è, al momento presente, considerato un partner più allineato all’evoluzione (o involuzione) raggiunta dal proprio compagno/a. Non sempre i due partner crescono o desiderano crescere nella stessa direzione.

In ogni caso,l’esternazione della gelosianon funge da deterrente al tradimento.

A questo, aggiungo che una persona dotata di autostima non accetta da sé stessa di scadere nell’attuazione dicomportamenti irrisori.La sofferenza non è una giustificazione atta ad arrogarsi il diritto  d’insulto e diffamazione e, men che meno diviolenza agìta in ogni sua forma sino all’estremo.

Cosa significa “comportamenti irrisori”?La soggettività della percezione non consente una definizione, tuttavia,con il Dott.Andrea Giostra– Psicologo Clinico e Criminologo –affrontiamo il delicato tema, simulando alcuni atteggiamenti ascrivibili a tipiche manifestazioni sia maschili che femminili,dunque correlabili all’incoerente noiosità, alcontrolloed allaproibizione/violenza verbale e/o  fisica.

Andrea e Daniela: dialogo simulativo di gelosia maschile

Andrea interpreta la parte “peggiore”, simulante un uomo geloso, meschino e coercizzante.

Andrea:  Dove stai andando vestita così?

Daniela:  Vestita come?

Andrea: Con questo vestitino aderente, tacchi alti e truccata di tutto punto…

Daniela:Sto andando in ufficio, come tutte le mattine… Abbiamo una convention e mi sono vestita un po’ meglio per quello…

Andrea: Una convention? Da quando fate convention?

Daniela: Le facciamo da sempre… quando sono necessarie per l’attività dell’azienda… ci saranno moltissimi buyers e imprenditori da tutta Italia…

Andrea: Ecco qual è il motivo… perché ci saranno tantissimi uomini che ti metteranno gli occhi addosso e ti spoglieranno mentre cammini… Ecco perché… Tu vestita così non vai da nessuna parte… Ok?

Daniela: Ma stai scherzando spero… È un semplice vestitino e neanche aderente come dici tu… Un vestito che ho messo altre volte per andare al lavoro…

Andrea:Un vestitino che appena ti siedi mostrerà le tue gambe… È questo che vuoi? Mostrare le tue gambe ai buyer e agli imprenditori?

Daniela: Ma Andrea, cosa stai dicendo? Smettila di dire scemenze… Sono in ritardo e devo andare…

Andrea:  Tu così conciata non vai da nessuna parte… È chiaro?

Daniela: Smettila e non farmi innervosire… Basta… Vado…

MentreDaniela sta per uscire, Andrea la strattona con rabbia, urlando:

Ti ho detto che così non esci da questa porta… Non mi lascio prendere per il culo da  te come fanno le tue amiche con i loro mariti… Ok?

Daniela: Tu devi essere impazzito…

Andrea a quel punto le molla uno schiaffo in pieno volto…

Daniela rimane immobile e non riesce a dire neanche una parola.Poi inizia a singhiozzare e a tremare… Con le mani tremule, prende il cellulare dalla borsetta, einvia un messaggio al suo capo nel quale gli scrive che sta molto male e non potrà andare alla convention…si dirige verso la camera da letto, chiude la porta a chiave e vestita si butta piangendo sul letto…

Andrea, senza un minimo di senso di colpa, la guarda soddisfatto, e subito dopo prende la sua borsa da lavoro ed esce di casa per recarsi in ufficio…

La sera alle 20:00 Andrea rientra a casa.

Daniela si è ricomposta, adesso è in cucina, lo sente entrare, ma non dice una sola parola.

Andrea le si avvicina lentamente guardandola indaffarata a preparare la cena. In mano ha un mazzo di 25 bellissime rose rosse, si ferma dietro la sua schiena curva sul piano cottura ele porge il mazzo di rose implorandola di perdonarlo…

Perdonarlo significa ritrovarsi nell’identica condizione alla prossima occasione.

Un’ulteriore simulazione subdola e molto pericolosa:

Andrea costruisce una gabbia dorata, fatta di premure, sorprese, regali…Per Daniela è difficile accorgersi delrapporto malatoche si rivelerà quando lei sarà potenzialmente divenuta dipendente – o co-dipendente – da Andrea eduscire dalla “gabbia” sarà devastante oltreché potenzialmente pericoloso.

Daniela:Andrea é un po’ che non usciamo, che ne dici se andiamo a trovare i miei amici Bianchi?

Andrea:No, dai tesoro, restiamo a casa, tu ed io da soli… Ho in mente una bella cenetta e poi…

Daniela:Tesoro, amo te e le nostre sere intime, ma sono mesi che non usciamo…

Andrea:Vuoi dire che non ti basto più?

Daniela:Andrea, scherzi? Sei il mio unico amore, ma vorrei che frequentassimo anche gli amici, anzi dovrei andare a trovare i miei genitori…

Andrea:Gli amici, i genitori e poi? Chi altri ancora? Credevo che tu ed io ci completassimo a vicenda, ma, evidentemente, per te non è così… Non mi ami più?

Daniela, che inizia a comprendere cosa sta succedendo, ma non vuole ammetterlo, tenta di rassicurare Andrea: ok amore, se ti fa piacere, restiamo a casa.

Da questo momento Daniela comprende che Il proseguo del loro rapporto sarà caratterizzato da un crescendo di limitazioni, cui, come è oramai noto, seguiranno manifestazioni sempre più violente. Lapalissiano che Daniela deve trovare la forza di lasciare Andrea.

Dialogo simulativo di gelosia femminile

In questa seconda simulazione dedicata alla gelosia femminile,tocca a me il ruolo della donna emotiva, priva di autocontrollo ed inefficace.

Andrea, interpreta un fedifrago che, pur mentendo, mostra equilibrio e coerenza, tanto da ribaltare la situazione in suo favore, sino a smascherare la mia paura di perderlo. Molto spessoè proprio la debolezza dell’uno la fonte di sicurezza dell’altro, a prescindere da torti e ragioni.

Daniela:

– Oggi avevi il cellulare sempre spento… ti ho cercato in ufficio e mi hanno detto che non ti hanno visto. Dove sei stato?

Andrea:

– Ero ad un convegno… lo sapevi…

Daniela:

– No. Non lo sapevo… non me l’hai detto…

Andrea:

– Allora vuol dire che ho dimenticato di dirtelo… qual è il problema?

Daniela:

– Come qual è il problema? Sparisci tutto il giorno, spegni il cellulare, in ufficio non so come rintracciarti, ma per te rimane… “qual è il problema?”

Andrea:

– Daniela, che ti prende? cosa succede?

Daniela:

– Niente… niente… lascia perdere…

Andrea:

– E invece no! Dimmi qual è il problema! Spiegami… Fammi capire… Ti rendi conto che sei aggressiva nel chiedermi le cose? Ti rendi conto che sei prevenuta? Oppure no?

In realtà,Andrea, ha trascorso una bellissima giornata con Francesca, tuttavia va da sé che non saranno certo le assurde recriminazioni – che sottintendono una malcelata pretesa di controllo –da parte di Daniela ad intimorire Andreae men che meno lo indurranno a rivelare il suo peccaminoso segreto.

Daniela, dal canto suo, pur magari grazie al suo intuito femminile,avverte che lui le sta mentendo, ma sbaglia tattica,offrendo così di sé stessa un’immagine squallida, da “gendarmina” priva del coraggio di esternare il suo recondito pensiero oltre a non essere pronta – anzi a temere – la chiusura del rapporto. E questo,oltre ad allontanare il partner, lo fortifica emotivamente: comprende che lei “sbotta”, ma poi si ritira.Il massimo dell’inefficacia!

Si attacca qualcuno– ed il partner non fa differenza –quando si è decise ad andare fino in fondo alla questionee non si lascia il discorso a metà, fingendo compatimento, perché, in tal caso, la compatita è lei,una donna che teme la verità, che non è in grado di controllarsi e sproloquia rendendosi una donnetta ridicola agli occhi di lui.

Non conosconulla di più respingente di una “zecchetta lamentosa”.Infatti…

Andrea:

– Daniela, sto aspettando la tua risposta, non sono disposto a farmi accusare ingiustamente di non so cosa. Anche se non ritengo di doverti giustificare nulla, perché non ne vedo il motivo, ti ribadisco che ero ad un convegno e nei convegni i cellulari si spengono… Quindi?

Daniela, che come prova detiene solo i suoi sospetti, è messa all’angolo.La prevedibile reazione, ancora una volta inadeguata, oscilla tra le lacrime e la plateale dichiarazione“tu non mi ami più”.

Questo è solo uno degli esempi, cui ne facciamo seguire un altro, altrettanto diffuso.

Daniela:

– In tintoria mi hanno restituito la tua giacca con la ricevuta della tua carta di credito, corrisponde al pagamento di un hotel in città, con chi ci sei andato?

Andrea:

– Con chi vuoi che ci sia andato? Sono passato a prendere il mio socio di Palermo all’Excelsior per degli incontri in azienda, e ho pagato il suo hotel com’è giusto che faccia e come fa lui quando io vado nella sua città…

Daniela:

– Ah certo… Il tuo socio… Hai sempre la risposta pronta tu… Il tuo socio… E tu paghi con la tua carta di credito personale…?

Andrea:

– È vietato da qualche norma forse? Pago come mi pare… Qual è il problema? Mi stai forse facendo il terzo grado? Smettila una volta per tutte di farneticare e di essere paranoica… Ok? Mi stanchi così… Mi innervosisci…

Daniela:

– Ti stanco? Ti innervosisco? Davvero?

Andrea:

– Sì… davvero! Smettila per favore… Ok?

Daniela:

– No che non la smetto… Finché non mi dici con chi sei stato…

Andrea:

– Senti Daniela… Sono stanco e ho troppi pensieri per la testa… Stattene a casa che io stasera non rientro… Va bene così?

E così, Andrea, sbatte la porta ed esce di casa, lasciando Daniela in preda all’angoscia.

OvviamenteAndrea ha ricevuto in dono dalla stessa Daniela, l’alibi per trascorrere una romantica serata con Francesca.

Immagino pensiate che Daniela controllerà il cellulare di Andrea… Ebbene:

Daniela:

– Chi è Francesca?

Andrea:

– Francesca chi?

Daniela:

– Quella che ti telefona sempre…

Andrea:

– Quella che mi telefona sempre? Ma che dici?

Daniela:

– Sì, Andrea, ti chiama sempre…

Andrea:

– Ma che stai dicendo… Non mi chiama quasi mai… Sono io che chiamo lei… È l’A.D. della World Enterprise, una società inglese con la quale siamo in trattativa per chiudere dei contratti… Vuoi che lasci perdere perché tu sei gelosa?

Daniela si è rivelata ancora una volta debole:è palese che si è permessa di controllare il cellulare di Andrea, ma questo non le dà alcuna provache effettivamente ci sia un tradimento, una storia tra i due.

Daniela, ancora una volta, non affronta con fatti incontrovertibili Andrea e lo accusa scioccamente.

Chi tradisce, quantomeno a livello verbale, sa anche come gestire eventuali “scoperte” del partner, è preparato a rispondere a tono. Che cosa può far vacillare la sua sicurezza? Direi sostanzialmente due aspetti:prove alla mano, fornite da un detective – provvedimento molto utile anche per noi stesse che avremmo davvero potuto sbagliarci sul conto di un partner fedele – oppureaffrontare con lui l’argomento riguardante la salute del rapporto esprimendo le proprie sensazioni di malessere, senza accusare lui.

Se dico che non mi sento amata, non accuso nessunoe nessuno ha il diritto di contestare la mia affermazione/sensazione;se affermo “tu non mi ami più” sbaglio perché formulo un’accusa,pretendendo di giudicare il sentimento dell’altro.

Ringrazio Andrea Giostra e confido che i nostri dialoghi esemplificativi possano coadiuvare le vostre riflessioni.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

Daniela Cavallini
Andrea Giostra presso il Liceo Scientifico D’Alessandro di Bagheria_01

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