Gaetano Lanfaloni, avvocato rotale e consulente familiare | INTERVISTA

da | 22 Dicembre 2025 | Attualità, Interviste, Libri

di Aurora d’Errico

Sono cinquant’anni che Lei, avvocato, si occupa della famiglia e della coppia, essendo stato uno degli avvocati rotali ad esercitare presso il Tribunale Apostolico della Rota Romana, e avendo offerto la sua professionalità per anni come volontariato e presso i consultori UCIPEM (Unione Consultori Italiani Patrimoniali e Matrimoniali) e CIF (Consultorio Italiano Femminile di Pescara), allora a livello embrionale, oltre ad aver partecipato a centinaia di incontri con giovani coppie che si preparavano a contrarre matrimonio. Non dimentichiamo che lei ha anche insegnato Diritto Matrimoniale presso l’Università Toniolo di Pescara, ha scritto sin dal 1998, libri sempre sul matrimonio, oltre ad essere stato, insieme allo psicologo, Dott. Claudio Merini, il primo in Abruzzo ad avere aperto a Pescara nel lontano 1979, uno “Studio per la consulenza dei problemi della coppia e della famiglia”. La famiglia in ogni epoca ha sempre rappresentato il fulcro della società, il suo cuore, l’epicentro, crede sia completamente cambiato il concetto di “famiglia” nell’era moderna?

Purtroppo, della famiglia dei nostri bisnonni, nonni ed anche quelle che sono state le nostre, rimane ben poco. Il primo colpo profondo è stato inferto alla famiglia nel dicembre del 1970 con l’introduzione del divorzio che ha frantumato l’indissolubilità del matrimonio e quindi la permanenza del vincolo matrimoniale. Una legge che seppur laicamente giusta non è stata capita e soprattutto male interpretata da noi Italiani perché ha creato, nel corso degli anni, una convinzione del “matrimonio a prova” che mal si concilia con quanto esige e richiede la famiglia fondata sulla continuità, stabilità, tempi di crescita, sacrificio, finalizzazione ad uno scopo comune tra i coniugi, fosse solo quello della procreazione, educazione dei figli e della loro futura realizzazione nella società. L’introduzione del divorzio era stata preceduta da un movimento che ha interessato il mondo intero quale quello della filosofia Hippy improntata alla massima libertà in ogni espressione della persona: dal totale anticonformismo e rigetto dei valori tradizionali, all’amore libero ed alle droghe, prima leggere e dopo sempre più pesanti. Negli anni 80 ma già era iniziata un paio di decenni prima, c’è stata una profonda rivoluzione culturale e sociale della donna, giustissima, ma anche in questo caso, male interpretata ed applicata da noi perché si è giunti, non a far progredire e valorizzare la donna in tutti i suoi aspetti, ma a contrapporla in modo, direi aspro e violento, all’uomo. Così facendo quest’ultimo ha perso il suo primitivo ed “errato ruolo” e non ha “capito proprio niente” di quanto stava accadendo, preoccupandosi solo del lavoro in un mondo industriale che osannava solo il dio denaro. Andando avanti nel tempo, vuoi per la rivoluzione culturale di cui ho parlato vuoi per le necessità economiche che il mondo consumistico esigeva, l’uomo e la donna non hanno avuto la possibilità materiale, la voglia ed il tempo per stare insieme fisicamente o fare progetti comuni. Si sono sempre più allontanati da loro e la casa coniugale è stata lasciata “in gestione” alle colf, quasi sempre straniere. Nel frattempo, i figli piccoli sono cresciuti affidati alle babysitter, sottoposti alla massacrante frequentazione di molteplici sport che li tenevano impegnati dopo le ore scolastiche, per non rubare il tempo ai genitori dediti alle proprie occupazioni, propri interessi e svaghi. Poi è giunta in modo travolgente e sconvolgente l’era digitale, anche questa accolta e messa in pratica in modo errato ed ha avuto un effetto dirompente per la famiglia, raggiungendo il suo apice negativo durante e dopo il Covid. Mogli, mariti, figli sono stati totalmente assorbiti dal web. Sono stati ancor di più interrotti i discorsi tra loro ed i messaggi hanno sostituito le parole. La coppia e la famiglia è stata risucchiata dallo smartphone; le relazioni personali, gli interessi, i progetti e la vita comune è stata spazzata via dal silenzio e dallo sguardo fisso sul video. Anche il sesso è diventato virtuale, sia per gli uomini che per le donne. Pertanto, il concetto di famiglia non è solo cambiato, ma andrà sempre di più modificandosi nel futuro fino a non esistere nel modo tradizionale da noi inteso. Facciamocene una ragione.

Nel mondo odierno, in cui le separazioni e i divorzi proliferano sempre di più, assistiamo alla creazione di nuove tipologie di famiglie con figli avuti da precedenti matrimoni e, quindi, alla presenza di più figure, sia genitoriali che quella dei nonni. Lei cosa ne pensa delle cd. “Famiglie allargate”?

Oltre ai figli avuti nei precedenti matrimoni ci sono tanti altri nati dalle unioni di fatto e penso che questa situazione andrà sempre più crescendo di numero. Più di 20 anni fa fui interpellato e pressato dall’allora Decano della Rota Romano e da alcuni miei professori del Pontificio Ateneo Salesiano, ove per tre anni, in precedenza, avevo studiato Psicologia della Coppia e della Famiglia affinché mi dedicassi a tempo pieno a seguire la grande e sempre più crescente problematica delle coppie di fatto che a Roma erano di gran lunga più numerose di quelle sposate. Stesso problema esisteva a Milano. Non è da stupirsi, quindi, che da quel tempo, lo stesso fenomeno sia esploso anche da noi. Ritengo, pertanto, che tale situazione aumenterà sempre più e, mentre in passato c’erano grosse conflittualità tra gli ex coniugi con conseguenti ripercussioni negative sui figli, oggi c’è una “implicita accettazione” da parte degli stessi e dei loro figli di queste situazioni. Anche i nonni i quali inizialmente erano scandalizzati e ostili a queste “sconcertanti novità”, riscontrando più serenità nei figli e nipoti, hanno cominciato ad accettare queste situazioni. Teniamo presente che all’ estero, il fenomeno delle famiglie allargate non costituisce alcun problema già da almeno 40 anni!

Molti giovani decidono sempre di più di non mettere su famiglia. Cosa bisognerebbe fare per riavvicinare i giovani alla famiglia?

Individuerei due situazioni sostanziali: l’incapacità dei giovani ad affrontare sacrifici non essendo abituati a farli o non conoscendoli affatto perché sono stati sempre aiutati e sollevati da ogni peso e responsabilità dai genitori e l’aspetto economico. Mentre il primo è un serio problema culturale, sociale e psicologico, il secondo è costituito da un fatto concreto. Come fanno i giovani a trovare un lavoro che possa permettere loro di pagare l’affitto di una casa o di un mutuo con tutte le relative spese che ci sono? Se lavora uno solo di loro, a malapena riescono a vivere. Se lavorano entrambi e non ci sono i nonni o la famiglia di origine, chi segue la crescita di un neonato e di un figlio? Meglio non metterli al mondo! I nostri giovani dove trovano i soldi per pagare le primarie loro necessità e quella della eventuale famiglia? Lo Stato è latitante nel venir loro incontro perché non riesce a capire che “la famiglia è la prima cellula di sé stesso”. Preciso: famiglia in ogni sua accezione!

Cosa bisognerebbe fare per cambiare questa tendenza che penalizza non solo la famiglia, ma anche i giovani e la società?

Con saggezza ed umiltà, lo Stato dovrebbe semplicemente COPIARE da altre Nazioni che offrono ai nostri giovani emigranti, già dopo due anni di permanenza sul loro territorio, la possibilità di avere un lavoro ben pagato, una casa, di mettere al mondo dei figli e mantenerli bene per poi  godere della loro famiglia.

Oggi, si può scegliere di avere figli anche senza essere sposati o fidanzati, mentre, una scelta del genere era impensabile nella cultura di un tempo, per questo esistevano i cd. “matrimoni riparatori”. Crede che anche nell’era moderna, tali tipi di matrimoni possono avere ancora spazio?

Ceto che sì e ciò che mi risulta personalmente per le numerose cause di “annullamento” che presento presso i Tribunali Ecclesiastici in tutta Italia ed in specie qui in Abruzzo. I matrimoni riparatori esistono ancora, sono numerosi anche se si manifestano sotto differenze sembianze. Infatti, mentre in passato i genitori per indurre i figli a sposare, soprattutto quando c’era una gravidanza, li costringevano con minacce tipo “se non ti sposi ti caccio di casa” o addirittura con forme di violenza fisica o atteggiamenti pesanti per piegare la loro volontà, al giorno d’oggi si ricorre ad atteggiamenti “soft ma subdoli” da parte di genitori ma che vanno ad incidere a livello psicologico, creando una colpa, un vulnus nella volontà dei figli. Sostanzialmente si è in presenza di una grave costrizione psicologica che incide nella decisione di contrarre le nozze pur non volendole. Prova ne è che, mentre fino a circa 15 anni fa le nullità di matrimonio si chiedevano a norma del Canone 1103 del C.I.C., cioè per grave timore incusso e subito mentre già da anni si ricorre al Canone 1095 n. 2, cioè al grave difetto di discrezione di giudizio, dal momento che viene a mancare una piena e libera volontà a sposare.  È superfluo dire che tali “matrimoni non matrimoni” nella maggior parte dei casi hanno un cattivo esito e la famiglia, soprattutto i figli, ne subiscono le gravi conseguenze. Per concludere, la situazione della famiglia” comunemente” intesa è talmente grave che non si può solo stare a guardare ed aspettare, non possiamo lasciare che uomini, donne e soprattutto i figli si distruggano. È necessaria una rivoluzione culturale, sociale, economica, psicologica, un modo di affrontare la vita di coppia e matrimoniale con seria preparazione e maturità. Studiamo anni per prepararci ad un lavoro, quanto tempo dedichiamo per costruire una famiglia? Tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo offrendo la competenza, l’esperienza e la professionalità per evitare di riempire le nostre città di “panchine rosse “e di “bare bianche”. Io ci sono, ricomincio! Ho deciso di abbandonare la mia grande pratica “chirurgica” per gli annullamenti di matrimonio ed immergermi totalmente nel lavoro di “corsia”, in mezzo alla gente e sviluppare in pieno ciò che avevo iniziato con tanti buoni risultati già dal 1979 nel mio “studio di consulenza per i problemi della coppia e della famiglia” magari, adattandomi ad una terminologia moderna per essere compreso.

Grazie infinite, collega, e Buon Natale in famiglia!

Avv. Aurora d’Errico

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This