Amiche ed Amici carissimi, uno dei problemi più diffusi nella coppia è identificabile neglierrori di comunicazione, seguito dalloscarso controllo delle emozionie dallarefrattarietà maschile ad affrontare le contrarietàche inevitabilmente si manifestano e che, se ignorate per amor di quieto vivere, minano il “vivere quieto”, ossia la serenità del rapporto.
A fronte di uno stato di malcontento che aleggia nella relazione,tendenzialmente è la donna a sollecitare un dialogo chiarificatore, ma spessosi scontra con la resistenza dell’uomo che, per atavico costrutto mentale, si percepisce attaccato e reagisce ponendosi sulla difensivarifuggendo il confronto, sminuendo o addirittura smentendo il problema, con il risultato di potenziare l’incomprensionesino a provocare il conflitto.
Di seguito, a scopo esemplificativo,vi riferisco gli aspetti più rilevanti – tratti dalla mail pervenutami da una lettrice– Alessandra(nome di fantasia) – inerenti il problema che l’affligge nel rapporto con Marco (ovviamente, altrettanto nome di fantasia),una relazione a distanza lunga quasi quattro anni. Preciso che il loroultimo dialogo, qui sotto parzialmente riportato, è avvenuto tramitetelefonata su richiesta di Alessandra.
Alessandra:“Marco, da un po’ di tempo ti sento distante”
Marco:“non è vero”
Eccoil grave errore di Marco: negare la sensazione di Alessandra,anziché chiederlecon atteggiamento comprensivo e rispettosoil motivo che le induce quell’impressione,alimenta in lei unareazione degenerantein un rabbioso elenco di rinfacci delle manchevolezze subìte. Le sensazioni sono personali e insindacabili, tuttavia, al fine di agevolare un confronto costruttivo è corretto condividerle, affinché l’altro possa prenderne atto.
Infatti…
Alessandra:“come non è vero??!! E’ pressoché svanito il tuo coinvolgimento, Per“noi” non hai mai tempoe non mi riferisco all’impegno che profondi nel lavoro, bensì al tuotempo libero interamente dedicato ai tuoi amici, al fatto chea fine giornata m’inoltri un laconico messaggiosempre identico “io stanchissimo, ora faccio una doccia ed esco a cena con amici e colleghi” alternato da “io stasera stanchissimo, crollo. Buonanotte”.Il fine settimana neppure ti fai sentire,ad eccezione del messaggio del “Buongiorno” e dell’oramai “copia-incolla” del consueto messaggio serale. Ti ho espresso quanto avverto la mancanza di “noi”, il desiderio di condividere i nostri momenti d’intimità, sopperendo alla distanza geografica con telefonate e/o chat, che, possibilmente superino i dieci secondi, ma resti impassibile. Impossibile ignorare tanto affievolimento.Vuoi dirmi cosa ti sta succedendo?
Marco:“ma non succede niente! Non lo so perché,sono fatto così,lo sai che il sabato è l’unico giorno che dedico alle varie commissioni e la domenica mi isolo da tutto e da tutti e vado in campagna.Sono fatto così”.(In realtà, Alessandra sa benissimo che non si isola “da tutto e da tutti”, bensì si ritrova con i suoi amici campagnoli e, qui emerge tutto il suo sconcerto, nel constatare la sua assoluta, totale esclusione.
Solo a tarda sera, Marco le inoltra un messaggio del genere “io tutto ok, sono tornato ora dalla campagna, stanco morto. A domani”.
La mail prosegue con particolari evidenze di malcontento che oso definire “oggettive” e Alessandra, che mi pare una donna consapevole delle difficoltà insite nella distanza, è determinata a vivere un rapporto appagante e, per quanto ancora sentimentalmente coinvolta, è fermamente convinta cheamare non significa lasciarsi calpestare,dunque non temendo di perdere Marco, gli ha paventato, pur con sincero dispiacere, l’ipotesi di porre fine alla loro storia.Tuttavia, nell’ambito della stessa telefonata,Marco ha tentato di dissuaderla, ma non scusandosi e rinnovandole il suo amore, bensìsemplicemente asserendo con tono che malcelava perentorietà, esasperazione e arroganza, che per lui non è cambiato nullae ribadendo che per lei – come le ha scritto in un recente messaggio – stravede, esortandola ad “accettarlo così, perchéè fatto così”.
Ovviamente questo (non) dialogo meriterebbe un’adeguata disamina, ma è evidente chei loro sentimenti – auspicandone la sincerità – sono altamente penalizzati da una comunicazione distonica e priva di empatia, che ha generato in entrambi laperdita di controllo sulle loro emozioni.
Augurando ad Alessandra e Marco di ritrovare la preziosa armonia, vi saluto caramente.
Daniela Cavallini




