Il libro: “NevichiAMO” di Angela Caputo | Intervista

da|20 Febbraio 2026|Interviste,Libri

Tanti cristalli di neve, ognuno unico nel suo genere. Insieme, fanno gruppo e l’unione fa la forza. Nel bianco, caratteri e personalità si delineano, si distinguono, fino a definire due individualità.

Nel manto bianco si dispiega in versi la vicenda di Nives e Gius, i personaggi diNevichiAMO di Angela Caputo, Delta 3 Edizioni. Si legge nell’introduzione di Giovanna Santarsiero: “Ogni passo risulta essere un gioco di attrazione e repulsione, mosso da una fatale attrazione, difficile da domare, ma che a stento riesce a trovare un equilibrio, come un castello di carte cheteme continuamente l’arrivo di un leggero soffio di vento, capace di distruggere tutto quanto”. La distesa innevata è il contesto, l’ambientazione di questo romanzo. Ma è anche nei personaggi e nelle azioni. La neve è nelle cose e cade continuamente, nel corso della lettura: “Un vuoto infinito/come la neve perenne /sulle cime più alte/irraggiungibili e irte”. Abbiamo raggiunto e intervistato l’autrice, scrittrice di molti libri,ognuno con un ambito e un tono peculiare, originale e inaspettato. Queste sono le sue parole.

In Giappone ci sono diecimila modi diversi per dire “neve”. Come nasce l’ispirazione per questa ballata?

“Grazie per questa opportunità, la neve in questo caso nasce da Nives, da un nome latino legato al culto della Madonna della Neve, non è un caso che abbia scelto questo termine, perchéquando ho scoperto questa tradizione poco conosciuta ho iniziato a documentarmi. La versione mariana della Madonna come la vediamo non comprende la presenza della neve, però in alcuni luoghi esiste questo culto. E da lì ho pensato: “Se si prega sotto la neve, si può anche amare”. Poi ho costruito il personaggio di Nives,come una donna pura e libera da schemi che esprime i suoi sentimenti in libertà.”

La neve al microscopio. Non c’è un fiocco di neve uguale all’altro: è così per i personaggi che hai ideato?

“Esattamente, come i fiocchi i miei personaggi sono opposti, Nives è la purezza, la parte sentimentale, dolce, forse anche fragile, Gius è la razionalità, la giustizia, la parte meno dolce e più dura in un certo senso. Ho immaginato il fiocco,lieve quando scende, ma duro e rigido sul ghiaccio, quando cade e si attacca al suolo”.

La poesia è lo strumento più adatto a celebrare la neve. Ma queste poesie sono anche racconti: quali sono i passaggi del tuo percorso creativo, quando scrivi?

“I passaggi della mia scrittura poetica sono diversi da quella in prosa.Per quest’ultima accendo il computer o tablet e vado libera a scrivere per qualche ora. Poi mi devo fermare, perché rivedo e correggo. Per la poesia no, ho bisogno di carta e penna anzi ancora meglio matita,sul foglio totalmente bianco scrivo, annoto parole anche senza senso, disegno ma non coloro, perché saranno i versi e le metafore a colorare i miei pensieri”.

Che cosa avviene nella vita dei protagonisti quando il ghiaccio si scioglie?

“Sappiamo che in fisica gli stati della materia quando passano al successivo comportano delle trasformazioni, ecco mi sento di dire che le stesse mutazioniavvengononon solo a livello reale, ma anche interiore”.

Hai nuovi romanzi in cantiere? Parlaci del tuo futuro di scrittrice.

“Sta per uscire un lavoro scritto a quattro mani con una mia amica artista, “Alchimie di smalto e inchiostro”, un lavoro molto importante per me che segna la scrittura per le visualizzazioni.L’artista ha donato le sue ceramiche, la sua manodopera, io ho plasmato e adattato le mie parole ai suoi tratti.Nel mio futuro di scrittrice ci sono lavori in cantiere, di cui per ora mantengo il riserbo. Grazie per questa intervista e complimenti per il vostro lavoro di divulgazione culturale”.

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