Palermo, al “Palazzo Reale” la mostra di Elliott Erwitt: lo sguardo che ha raccontato il mondo

da | 07 Luglio 2025 | Arte, Eventi, Mostre

Appena entri nelle sale della mostra di Elliott Erwitt al “Palazzo Reale” di Palermo, ti ritrovi immerso nel buio. Una scelta precisa, che funziona: le foto spiccano, senza distrazioni. Ti guidano loro, una dopo l’altra, come fari. E da lì in poi non puoi fare altro che seguirle. Scatto dopo scatto, sei dentro un racconto fatto di volti, gesti, sorrisi, momenti. Ho camminato in silenzio tra le foto, cercando di non perdermi nulla. Alcune mi hanno fatto sorridere, altre mi hanno sorpreso. C’è poesia, c’è ironia, c’è umanità. E alla fine, uscendo, resta addosso una sensazione semplice: quella di aver visto il mondo con altri occhi. Occhi curiosi, attenti, sinceri. Erwitt non si spiega. Bisogna vederlo. Sentirlo. La mostra vale il tempo e il viaggio.

Chi è Elliott Erwitt?

Elio Romano Erwitz nacque il 26 luglio 1928 a Parigi da genitori russi di origine ebraica. Morì nel sonno nella sua casa di New York il 29 novembre 2023. A più di novant’anni, e fino alla sua morte, ha continuato a osservare il mondo con occhi curiosi, catturando con la sua inconfondibile miscela di umorismo e profondità l’essenza della condizione umana. Il suo lavoro resta una prova concreta di quanto la fotografia possa parlare a tutti, superando lingue e culture, arrivando dritta al cuore. La sua carriera inizia dopo gli studi di fotografia al Los Angeles City College. Le sue capacità non passarono inosservate: nel 1948, quando incontrò Robert Capa, fu invitato a unirsi alla Magnum, dove lavorò con Henri Cartier-Bresson e Marc Riboud. Quel contesto e quei confronti furono fondamentali per formare la sua visione, sempre in bilico tra reportage e poesia. La sua forza sta proprio lì: nella capacità di trovare momenti di bellezza e senso anche nelle cose più comuni. Nelle sue immagini c’è ironia, c’è l’assurdo, ma anche il sorriso e la riflessione.

La mostra, aperta da fine maggio, è un evento importante per Palermo e per tutta la Sicilia: è la prima esposizione di questo livello dedicata a Erwitt sull’isola. Voluta dal presidente della “Fondazione Federico II”, Gaetano Galvagno, è curata da Biba Giacchetti e Gabriele Accornero.

Non è solo una raccolta di immagini. Le fotografie – tra le più iconiche del Maestro – parlano un linguaggio semplice e diretto. Ci sono cani, persone comuni, grandi volti della storia: Marilyn Monroe, John F. Kennedy, Muhammad Ali. Alcune immagini sono ormai parte del nostro immaginario collettivo. Oltre 190 opere in totale: 110 esposte, le altre proiettate in HD.

 L’allestimento è pensato per accompagnarti passo dopo passo, con grandi stampe e un’atmosfera in penombra che avvolge tutto. A volte leggere le didascalie può non essere immediato, ma non toglie nulla alla forza delle immagini.

C’è spazio anche per l’inclusione: quattro persone con disabilità sono state assunte con contratto stagionale per accogliere e assistere i visitatori. Un gesto concreto, che dà valore anche umano alla mostra. Una sezione è dedicata alle donne, un tema caro a Erwitt, che nel 2015 gli aveva dedicato un libro. Il percorso è accompagnato dalla musica del concerto di Simon & Garfunkel a “Central Park”, luogo dove Erwitt visse e lavorò. In una videointervista proiettata in mostra, l’artista si racconta in prima persona. Catalogo ufficiale e merchandising completano l’esperienza.

La mostra è visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 16.30 (ultimo ingresso); domenica e festivi dalle ore 8.30 alle ore 12.30 (ultimo ingresso) fino al 30 novembre 2025.

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