Il romanzo di Marco Abbagnara ci introduce in un universo denso di ombre, dove la bellezza si scontra con l’orrore. Al centro di tutto c’è Lucrezia Montecadì, una contessa di origini napoletane che incarna l’eccellenza e il potere: amante dell’arte, mecenate e imprenditrice di successo alla guida della casa farmaceutica Radesa.
Tuttavia, dietro la facciata di successo si nasconde un impegno civile che somiglia più a una crociata personale: Lucrezia ha fondato una Onlus dedicata alle donne vittime di violenza, con l’obiettivo di renderle economicamente autosufficienti e restituire loro la dignità strappata.
Un’anima divisa tra luce e oscurità
Lucrezia non è un personaggio lineare; è un’anima a metà che si muove in un perenne chiaroscuro. Se da una parte appare come una salvatrice, dall’altra nasconde un passato che “sa d’inferno”. Il suo cuore, sebbene sanguinante, non rinuncia alla ricerca di un legame autentico, trovando rifugio in Adama, una donna affascinante che vive di emozioni pure. Ma l’ombra di Alejandro e il mistero sulla sua scomparsa continuano a gravare sulla contessa, alimentando il dubbio centrale dell’opera: chi è davvero Lucrezia Montecadì? Una spietata vendicatrice che tenta di anestetizzare il proprio dolore attraverso la violenza, o una reale purificatrice del male?
Analisi psicologica: Il trauma come motore del destino
L’aspetto più profondo del romanzo emerge attraverso i flashback che squarciano la narrazione. L’autore scava nel passato di Lucrezia, rivelando una ferita primordiale: il trauma subito per mano del padre quando era ancora una bambina. Questo evento non è solo un ricordo, ma la genesi di una metamorfosi psicologica. La rabbia e il ribrezzo verso il genere maschile non nascono da un capriccio, ma da un meccanismo di difesa che ha trasformato la vittima in carnefice dei carnefici. A livello psicologico, Lucrezia sembra soffrire di una scissione:
- La Donna di Luce: Colei che costruisce, che sostiene le donne e crede nell’amore per Adama.
- La Dea Vendicatrice: Una figura mitologica moderna che si macchia di sangue per ristabilire un equilibrio morale che la legge ordinaria non riesce a garantire.
Tra New York e Napoli: Un Noir senza confini
Ambientato in una trilogia che spazia tra l’energia frenetica di New York e le radici viscerali di Napoli, il romanzo di Abbagnara esplora il confine sottilissimo che separa il bene dal male. La scrittura è immersiva, carica di pathos, capace di trascinare il lettore nei meandri di una mente complessa.
La missione “elevata” di Lucrezia si scontra inevitabilmente con la morale: è possibile fare del bene utilizzando il male come strumento? Il paradosso della contessa risiede proprio qui: nel tentativo di purificare il mondo, finisce per sporcarsi le mani del medesimo sangue che vorrebbe lavare via.
La Dualità Geografica: Il Sangue di Napoli e il Cemento di New York
Il viaggio di Lucrezia tra Napoli e New York non è solo uno spostamento fisico, ma una proiezione esterna del suo conflitto interiore. Queste due metropoli rappresentano i due poli della sua psiche:
- Napoli, il Ventre del Trauma: Per Lucrezia, Napoli è la terra delle radici e del sangue. È il luogo dove il trauma ha avuto origine, una città fatta di vicoli stretti e segreti antichi, che rispecchia la visceralità del suo dolore. Qui Lucrezia è la Contessa, legata a un retaggio aristocratico e a una vendetta che ha il sapore arcaico del “sangue che lava il sangue”. È la Napoli del passato che le impedisce di dimenticare, mantenendo viva la ferita.
- New York, l’Armatura di Cristallo: Al contrario, New York rappresenta la sua proiezione verso il futuro e il potere. Tra i grattacieli di Manhattan e i laboratori della sua casa farmaceutica, Lucrezia indossa i panni della impeccabile. La verticalità e il pragmatismo della “Grande Mela” le offrono lo schermo perfetto dietro cui celare la sua missione punitiva. Se Napoli è il luogo del sentire, New York è quello dell’agire strategico.
Questo pendolarismo geografico enfatizza la sua natura di “anima a metà”: a New York cerca la redenzione attraverso il successo e l’indipendenza delle donne, ma è sempre richiamata dalle ombre di Napoli, che le ricordano che la sua missione non sarà finita finché l’ultimo demone del passato non sarà stato purificato. Napoli è per la contessa anche un luogo in cui tornare perché detto con le sue parole: “necessità di un vulcano sotto ai piedi per ricaricare le energie” Napoli è quindi il cuore pulsante della contessa.
Conclusione
Lucrezia Montecadì è un personaggio che non permette neutralità. È una figura che ci interroga sulla natura della giustizia e sul peso del trauma. Se sia una donna da condannare o da santificare, è una scelta che spetta solo al lettore, addentrandosi tra le pagine di questo thriller psicologico firmato Marco Abbagnara.
Sinossi
A New York spariscono nel nulla degli uomini che non riconoscono affatto la propria condotta violenta sulle proprie compagne. Non ritorneranno mai più nelle loro case.
– Chi li ha sequestrati? Che fine hanno fatto?
Il detective Carlos Diabo deve dare una spiegazione a questo mistero. La contessa Lucrezia Montecadi, potente imprenditrice e mecenate dell’arte, guida la Radesa, un impero della farmaceutica da oltre 200 miliardi di dollari di fatturato. Fonda una onlus che agisce contro la violenza sulle donne, finalizzata a rendere ogni donna economicamente indipendente, valorizzata, ed autorevole.
«Purificare i loro cuori
per la gravita’ delle loro azioni impure,
divorare i loro peccati
affinché la loro anima
ritrovi la pace eterna»
Contessa Lucrezia Montecadi
Biografia
Marco Abbagnara nasce a Catania. Steward di volo, pittore e curatore d’arte di terra.
Nel 2023 pubblica Lucrezia, purificatrice del male (Pathos Edizioni), primo capitolo della trilogia che vede protagonista la misteriosa giustiziera Lucrezia. Il trionfo della morte è il secondo capitolo. Nel 2026 si concluderà la sua prima trilogia.


