In un’epoca in cui l’informazione è a portata di clic e le opinioni si moltiplicano come funghi, il valore creativo rischia di essere ridotto a un semplice oggetto di consumo. Ma creare è molto più di questo: è un’espressione della condizione umana, un tentativo di comprendere il mistero dell’esistenza.
Come scrive Jorge Luis Borges, _”Chi dice che la creatività non deve propagandare dottrine si riferisce di solito a dottrine contrarie alle sue.”_ Questa frase ci ricorda che ogni forma artistica è sempre un’espressione di idee e valori, anche quando non è esplicitamente politica o ideologica. Può essere un potente strumento di propaganda, ma anche un mezzo per trasmettere una visione del mondo e influenzare gli altri.
Pensiamo a opere come _Il Settimo Sigillo_ di Ingmar Bergman, _La Gioconda_ di Leonardo da Vinci, _La Sinfonia n. 9_ di Ludwig van Beethoven o _La Tempesta_ di William Shakespeare. Questi capolavori non sono solo espressioni di talento e creatività, ma anche specchi che riflettono le nostre speranze, paure e aspirazioni.
Il diritto di creare e di esprimersi è fondamentale. È il linguaggio con cui comunichiamo con gli altri, con cui lasciamo una traccia nel mondo. Ma c’è anche un diritto di essere spettatori, di goderne, di lasciarsi ispirare, di essere trasformati. Tuttavia, in un mondo in cui tutto è ridotto a un gioco di parole e immagini, il valore di ciò che produciamo rischia di essere dimenticato, relegato in un angolo oscuro della nostra coscienza.
Eppure, proprio ciò che nasce dalla mente e dal cuore ci aiuta a comprendere noi stessi, il mondo e il nostro posto in esso. Per questo dobbiamo ricordare che non è un privilegio, ma un diritto. Un diritto che deve essere protetto, promosso e celebrato, accessibile a tutti, senza distinzioni di età, sesso, razza o classe sociale.
Essere spettatori significa vivere ciò che ci viene offerto con umiltà, ascoltare e lasciarsi trasformare. Non serve essere critici o giudici; serve essere presenti, aperti, umani. La tecnica e l’analisi appartengono a chi crea o critica, ma il cuore di ciò che viene prodotto è nelle emozioni che trasmette.
Creare e osservare sono linguaggi universali. Cerchiamo di viverli, di celebrarli e di ricordare che tutto questo ci appartiene. È un diritto che ci rende vivi. Guernica – di Pablo Picasso è un richiamo potente all’arte come espressione universale di emozioni, idee e diritti.

