Dove:L’Aquila Palazzo Benedetti Via Sassa – Largo Tunisia
Quando:Dal 5 al 15 settembre ( Per il grande successo di visitatori la mostra è stata prorogata fino al 15 settembre)
Titolo:Riflessi di Pollarte – Ladri di Pollarte
Partrocini:Comune dell’Aquila, L’Aquila Capitale della cultura 2026 – Jazz a L’Aquila
In occasione della manifestazione “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma”,
Francesca Falli ha realizzato degli interventi artistici in dialogo con il tema di quest’anno, “RIFLESSI”.
L’idea nasce dall’incontro tra la ricerca artistica di Francesca Falli, che utilizza lo specchio come materiale
e superficie espressiva, e una storia curiosa legata a una delle figure più importanti della storia
del jazz: Charlie “Bird” Parker, noto anche per la sua straordinaria e quasi ossessiva passione
per il pollo. Secondo una testimonianza riportata da Clyde Bernhardt, questa passione contribuì
persino alla nascita del soprannome “Yardbird”, poi abbreviato in “Bird”.
Da questo incontro nasce Riflessi di Pollarte: una piccola installazione composta da mini opere
(materiale specchiato ambi i lati, spessore 1 mm, stampa solo su un lato) specchiate raffiguranti
il pollo, pensate per essere sospese all’interno del bellissimo palazzo Benedetti in via Sassa
Le mini opere (appese all’interno di questo cortile e non da rubare), leggere e riflettenti, dialogano
con lo spazio architettonico e con le persone che lo attraversano, creando un continuo gioco di
riflessi, presenze e immagini. Lo specchio, in questo progetto, non è soltanto un materiale:
diventa uno strumento per coinvolgere lo spettatore. Guardando l’opera, infatti, il visitatore finisce
inevitabilmente per entrarci dentro, riflettendosi nella superficie e diventando, per un istante,
parte dell’opera stessa. Il progetto trova quindi il suo punto di incontro naturale con il tema
“RIFLESSI”: il riflesso dello specchio, il riflesso del pubblico nelle opere, il riflesso della musica
nella sua ricerca artistica e, infine, il riflesso dell’opera stessa che continua a vivere anche dopo
essere uscita dal luogo in cui è stata esposta. E c’è un ulteriore elemento, ironico e imprevedibile,
che lega il progetto al jazz: il pollo di Charlie Parker.
Una passione tanto particolare da essere entrata nella leggenda del musicista e persino nella storia
del suo soprannome. È proprio da questa coincidenza che nasce il carattere giocoso di Riflessi di
Pollarte: il jazz si riflette nello specchio, lo specchio riflette il pubblico e il pollo di Bird diventa un’opera.
A questo intervento è stato affiancato “Ladri di Pollarte”, una piccola azione
partecipativa attraverso la quale l’opera possa uscire fisicamente dallo spazio espositivo.
Durante il periodo del festival sono state realizzate delle cartoline artistiche su materiale riflettente,
(cartoline su materiale riflettente e cartoncini che sono andate a ruba) raffiguranti il pollo in dialogo
con immagini e suggestioni legate al jazz e a Charlie Parker.
L’obiettivo è stato quello di creare un intervento contemporaneo, ironico e accessibile, capace di mettere
in relazione arte, musica e spazio pubblico.
L’idea dei “Ladri di Pollarte” si ispira liberamente alle pratiche dell’Art Abandonment, reinterpretandole attraverso una modalità
personale e legata al territorio: l’opera non viene semplicemente osservata o acquistata, ma viene affidata al pubblico.
L’obiettivo è creare un intervento contemporaneo, ironico e accessibile, capace di mettere in relazione arte, musica, spazio pubblico e partecipazione,
senza richiedere al visitatore una conoscenza preliminare dell’arte contemporanea.
L’arte, a volte, non chiede di essere ammirata.
Chiede semplicemente di essere rubata.”








