La nostra Gerusalemme, la nostra speranza

da | 26 Marzo 2026 | Attualità, Esperienze, Opportunità

Ieri, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, la dottoressa Samah Jabr, psichiatra e scrittrice palestinese, ha raccontato la sua esperienza di vita e di lavoro in un contesto di occupazione e di resistenza. La sua voce è stata un soffio di speranza e di umanità in un mondo che spesso dimentica la sofferenza e la resilienza del popolo palestinese.

“La speranza è il sogno di un uomo sveglio”, diceva Aristotele. La dottoressa Jabr è una di quelle donne che ha deciso di lanciare un grido di allarme contro l’ingiustizia e la violenza. La sua storia è un esempio di come la psicologia e la politica possano essere unite per promuovere la comprensione e il rispetto dei diritti umani. La collaborazione tra la dottoressa Jabr e l’attrice e autrice siciliana Teresa Mannino è un segno importante del potere del dialogo e della testimonianza diretta.

Il ciclo di incontri “La nostra Gerusalemme” si è concluso con un evento dedicato a circa 300 studenti dei licei di Palermo. È un segno importante che le giovani generazioni siano interessate a comprendere e a impegnarsi per un mondo più giusto e più umano. La dottoressa Jabr ha parlato della resilienza (Sumud) del popolo palestinese, di come la speranza e la determinazione possano aiutare a superare anche le situazioni più difficili.

La sua esperienza è un esempio di come la psicologia possa essere uno strumento di liberazione e di emancipazione. In un mondo che spesso sembra dimenticare la dignità e i diritti umani, il messaggio della dottoressa Jabr è un richiamo importante a non arrendersi, a non perdere la speranza.
Come diceva Nelson Mandela, “La nostra libertà non sarà mai completa fino a quando la Palestina non sarà libera”. Samah Jabr è stata a Palermo per parlare della sua esperienza e del suo libro: ‘Dietro i fronti. Cronache di una psichiatra psicoterapeuta palestinese sotto occupazione’. Un’opera che raccoglie le sue esperienze di terapeuta sotto occupazione, un inno alla resistenza e alla speranza.

Teresa Mannino, attrice e autrice siciliana, ha introdotto il libro con parole commoventi, descrivendo la scrittura di Samah Jabr come una ‘stratificazione di racconti molto semplice di memorie dell’infanzia e della giovane età di questa donna’. Ha poi iniziato con una nota che recita: ‘Ho scritto queste pagine sulla mia infanzia e sulla Palestina di un tempo per i miei figli e per le generazioni future perché forse non sapranno niente di noi e del nostro mondo di vivere. Mi sembra importante preservare la memoria di quei giorni scomparsi, la speranza in un avvenire migliore si può costruire solo su una vera conoscenza del passato. Mi preme dire che non eravamo diversi dal resto del mondo ma che diverso è stato il nostro destino.’

Le parole di Samah Jabr sono un richiamo importante alla memoria e alla resistenza, un invito a non dimenticare le storie e le esperienze di un popolo che lotta per la sua libertà e la sua dignità.

Dietro i fronti è un libro che ti farà riflettere sulla giustizia, sui diritti umani e sulla resilienza del popolo palestinese. Parole che ti accompagneranno nella comprensione di una realtà complessa e ti ispireranno a prendere posizione. Leggere il libro di Samah Jabr vuol dire unirsi al dialogo di un popolo speculare al nostro per umanità, ma separato da un destino divergente. Fratelli di anima, estranei alla fortuna, stessa carne, stesso sangue, ma condannati a un orizzonte diverso. Un’umanità parallela alla nostra, cui la Storia ha assegnato un alfabeto di sofferenza diverso dal nostro.

Stefania Lo Piparo

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This