Il libro: “Un altro tempo” di Giovanna Rosadini | Recensione

da|26 Aprile 2026|Libri

La vita è un “valore comunque e nonostante”, questo è il messaggio pieno di speranza e fiducia che trasmette il piccolo libro ( “il librino” come lei  stessa lo chiama) di Giovanna RosadiniUn altro tempo ed. Internopoesia.

Messaggio  particolarmente apprezzabile in questo contesto di pandemia. Il titoloUn altro tempoindica il tempo vissuto dall’autrice nel coma e nella riabilitazione, altro, diverso,  da quello  da lei vissuto prima dell’incidente, altro anche da quello vissuto insieme  ai suoi familiari che ora le sono vicini, altro ancora nella  ripresa della scrittura con cui ordinare e raccontare la sua straordinaria esperienza.

Nel racconto presente, passato e futuro s’intrecciano e cercano la fluida continuità di quando Giovanna erala donna di quella foto appesa alla parete, abbronzata e sorridente…Un incidente dal latino incĭdo(a sua volta da caděre in) ha spezzato lo  svolgimento  della sua  vita quotidiana. L’incidente è percepito nel testo  come un qualcosa di misterioso  :Ma cosa sia successo, che tipo di incidente, ancora non  me lo hanno detto, o io non l’ho capito.

Dopo lanotte spessa e densaGiovanna Rosadini  ritorna lentamente  alla vita apprezzata con gratitudine  anche nelle sue limitazioni. Come suggeriscono i versi di Roberto Cescon in esergo:Saprai l’estate a perdita d’occhio/quando nudo ti coglierai nella nebbia.Così Giovanna sicoglieprogressivamenteal risveglio dal comae entra del tutto nel nome  suo, Giovanna, che allude  alla sorpresa di ritrovarsi, compiendopassi certi verso tenella citazione di Paul Celan. 

I trenta brevi capitoli e le due poesie che racchiudono le prose, quasi incipit e explicit,  ripercorrono in prima persona  questo  cammino  verso la ripresa  della vita  attraverso l’azione maieutica  dei medici e dei terapisti della clinica Sant’Anna che insegnano  a ricordare quello che già siamo.

Lo sguardo della scrittrice è fermo e lucido nelle descrizioni , anche nel cogliere le deficienze del corpo inerme e depotenziatoe nella ricostruzione  con paziente tenacia dei  bagliori di vita ritrovata.Il linguaggio è semplice e poetico, anch’esso rinnovato e ritrovato, comelucidatodaquel buio fermentato di nostalgia.

Il libro:

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