Un romanzo intenso che attraversa il dolore per riscoprire il coraggio di un nuovo inizio. Tra i campi da tennis di Roma, legami inaspettati e la penna emozionante dell'”autore scalzo”.Nel panorama dellarecensione libricontemporanea, l’ultima fatica letteraria di Lorenzo Zucchi riesce a spiazzare e sorprendere il lettore.
Ancora una volta, è impossibile non lodare la sua sintassi curata, la grammatica pulita e la straordinaria linearità con cui dipana la narrazione. A questo si unisce un talento raro e prezioso: la capacità di passare con naturalezza e stile da un genere all’altro senza mai inciampare, dote che non appartiene a tutti gli scrittori di oggi. Nel suo testo, Zucchi porta al centro della scena quattro donne profondamente diverse: Camilla e la sua bimba Viola, Margherita, Makino e la protagonista assoluta, Marina. Il libro si apre con un evento drammatico, la morte della madre di Camilla.
Grazie al flusso di pensieri di Marina, il lettore viene immediatamente catapultato nella scena, vivendola in prima persona, come se fosse seduto accanto a lei. Scopriamo così che le protagoniste si conoscono da poco e che il collante iniziale è un progetto di sei mesi che le ha condotte tutte a Roma. O meglio: Marina è giunta nella Città Eterna da Milano, alla ricerca di un coraggioso e nuovo inizio.
QUATTRO DONNE, QUATTRO VITE, UN SOLO CUORE
Se ami le storie al femminile in ognirecensione libriche sfogli, questo romanzo saprà catturarti. All’apparenza così distanti, le quattro donne sono in realtà guidate da un unico, sottile filo conduttore: il dolore, la perdita, la sensazione di vivere in una gabbia ormai troppo stretta e, di conseguenza, il bruciore del desiderio di tornare a galla, di combattere per riprendersi la propria vita. Marina, più di tutte, cerca di sconfiggere il suo nemico più spaventoso, un mostro che si cela dietro la facciata e che per lei ha un nome ben preciso:la solitudine. La solitudine può logorare i cuori più impavidi, ma anche le menti più eccelse. Per esorcizzare, Marina decide di lanciarsi in una sfida inedita: il tennis. Lezione dopo lezione, maestro dopo maestro, capirà una verità fondamentale: a volte, il mostro più grande da sconfiggere si trova proprio dentro di noi.
Accanto a lei c’è Camilla, una donna costretta a fare i conti con una famiglia distrutta dal tradimento e dal dolore, ma dotata di una straordinaria forza di rinascere. Ogni singola riga di questo libro grida alla volontà di rimettersi in gioco.
IL CORAGGIO DI RIPARTIRE E NUOVE LETTURE
Continuando questarecensione libri, arriviamo al cuore pulsante del messaggio dell’autore: sono proprio questi nuovi inizi ad aver spinto Marina a partire, ad abbandonare il nido sicuro per un luogo sconosciuto; Makino a viaggiare; Camilla a ricominciare senza la presenza del marito. Il dolore, ci ricorda la narrazione, non è quasi mai solo una fine, ma il seme di un nuovo inizio. Gli inizi possono spaventare e paralizzare, ma quando il cambiamento chiama, l’unica via possibile è la trasformazione. Marina lo imparerà sulla propria pelle colpo dopo colpo, pallina presa o persa. Dopo fallimenti relazionali con i furbi insegnanti di tennis e dopo aver aperto il cuore ad amiche che non avrebbe mai pensato di incontrare, se solo non avesse accettato di fare il primo passo verso Roma.
L’autore scalzo
La scrittura di Lorenzo Zucchi colpisce dritto al cuore ed emoziona. Lui ama definirsi un autore “dai piedi scalzi”: cammina scalzo in giro per la città, e forse è proprio questo contatto diretto e viscerale con la terra a dargli quel briciolo in più di sensibilità. Una capacità sensoriale unica che gli permette di comprendere i sentimenti umani più nascosti e di descrivere con la maestria di cui è ampiamente capace.




