Il libro: “Sulla poesia” di Marco Onofrio | Recensione

da | 01 Giugno 2026 | Libri

Sulla poesia, ed. Acab 2026, è un saggio magistrale ed antidogmatico in cui Marco Onofrio dichiara la sua poetica e esprime una concezione dinamica dell’estetica. L’opera unisce teoria della poesia e citazioni poetiche di autori dell’’800, del ‘900  ùe odierni che non soltanto fanno da esempio alla teoria, ma offrono al lettore l’invito  a leggere la poesia, ed implicitamente anche un valido strumento per la composizione.

Marco Onofrio vi ha riversato tutta la sua vasta esperienza di poeta, di critico, di saggista. Il saggio Sulla poesia giunge necessario in un momento storico molto complesso, rattristato da violenza e guerra in cui ci si sente smarriti.

Generosa resistenza, quella di Marco Onofrio, che mira a comunicare valori umani e affabilità, estranei a qualsiasi scopo di comunicazione utilitaristica perché la poesia rammemora l’originaria dimensione del linguaggio, ed è perciò vero sapere, come ha detto Massimo Cacciari. L’opera è costituita da 13 capitoli in cui l’autore argomenta di poesia, cogliendone tutta la complessità, facendosi da lei guidare.

Marco Onofrio

Marco Onofrio, da poeta autentico, non giunge a una definizione di poesia, ma soltanto indica  da che cosa  può avere origine: entusiasmo, una forma di delirio, θεία μανία, riallacciandosi alla concezione platonica e all’estetica romantica; ferita del mancante e del possibile; ricerca dell’armonia nascosta; tensione verso la dicibilità del mondo; presenza del mondo fuori di sé..del mondo dentro di sé; silenzio; sapere-sapore; approccio fenomenologico del poeta –acrobata, alla vita sorgente di poesia; suono che produce conoscenza; la poesia-sguardo; sentimento delle stagioni.. attimo fugace attraverso poche parole essenziali ed evocative proprie dello haiku.

L’ampio excursus sulla poesia è propedeutico alle conclusioni dell’opera che riguardano propriamente la poetica di Marco Onofrio : “C’è bisogno ormai di una poesia di sintesi e di sincretismo, a un tempo classica e moderna, in grado di riunire..l’età dell’oro e la terra desolata…non rinunciare alla trascendenza a cui il poeta moderno giunge attraverso un’immanenza trasparente…che può liberare in filigrana alcune iridescenti epifanie..Perchè altrimenti scrivere ?”.

La poesia è quindi, secondo Marco Onofrio, rivelatrice dell’umano nel silenzio e nel mistero che lo circonda e universale in quanto attinge a verità che sono di tutti. Soltanto, però, se è autentica poesia. Il saggio Sulla poesia è la risposta positiva di Marco Onofrio alla ricorrente domanda se la poesia contribuisca a difendere i valori umanistici.

Il libro:

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Gabriella Maggio

Prof.ssa Gabriella Maggio 02

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