Karen Swan, classe 1948, è una scrittrice inglese, inizialmente giornalista, poi saggista ed infine autrice di romanzi rosa. La lettera di Natale rientra a pieno titolo in quest’ultima categoria.
La storia, con molti spunti anche drammatici e avventurosi, si svolge in due periodi ravvicinati, ma molto diversi. Natasha, una bella ragazza inglese, orfana di genitori, sposata con una figlia, Mabel di tre anni, tornando da un viaggio si ferma a Vienna dove, in una casa vacanze dimentica, nella fretta di prendere l’aereo per l’Inghilterra, un peluche a forma di mucca, compagno inseparabile di Mabel.
Sui social è pubblicato un annuncio che diventa virale. Il peluche è stato trovato da Duffy, che ha sostato nello stesso appartamento di Vienna e che lo porta con sé, come portafortuna, in un viaggio in Nepal, in una scalata sull’Annapurna. Duffy comincerà a inviare delle foto a Mabel, dicendole che la piccola mucca sta facendo un viaggio per fare un salto sulla luna e così riesce a calmare le ansie della piccola. La scalata assume toni drammatici a causa di tempeste e incidenti.
Frattanto Natasha, da una foto, scopre che Duffy è un ragazzo conosciuto quattro anni prima di cui s’era innamorata durante una festa con le amiche sette giorni prima del suo matrimonio con Rob, di cui non era veramente innamorata. Duffy, che l’aveva avvertita di non sposarsi per restare con lui, non compare ad un appuntamento e lei finisce per sposare Rob. Non racconto il resto, ma debbo dire che i colpi di scena si susseguono.
Chi ha visto il film Sliding doors, riscoprirà la stessa atmosfera surreale determinata dalle piccole scelte casuali che possono determinare alternative diverse di vita. Molte coincidenze determinano la scoperta di fatti traumatici, che però saranno la causa del lieto fine del romanzo. Il romanzo è piacevole; le ambientazioni varie e gradevoli, e trasportano il lettore da Vienna, alla campagna inglese e all’aspro paesaggio delle altissime montagne nepalesi.
Simpatico anche l’espediente del peluche viaggiatore che lega le vite dei protagonisti. Alla descrizione della vita di Natasha nel contesto sereno dell’Inghilterra, si contrappone quella difficile e drammatica di Duffy, alle prese con la durissima scalata dell’Annapurna, una montagna dell’Himalaya di oltre 8.000 metri, particolarmente pericolosa.
I protagonisti sono tutti simpatici, dalla tenera Mabel al malinconico Duffy che cova un drammatico ricordo, alla tenace e solare Natasha.
È un romanzo rosa ben scritto, che ricorre ad improbabili coincidenze per intessere una trama accattivante e fa trascorrere piacevolmente e senza impegno alcune ore di lettura.
Mario Bresciano

