Un professore di filosofia, eccentrico, ma mite e amato da tutti, viene trovato morto. Il vicequestore Vanina Guarrasi inizia le sue indagini che la portano ad indagare indietro nel tempo. Il professore la Barbera in gioventù ha fatto parte di una comune.
Negli anni si è dedicato molto ai giovani drogati, tentando di allontanarli da ambienti pericolosi. Vi sono stati avvenimenti nel passato che possono aver causato l’omicidio, ma anche le relazioni recenti di La Barbera, potrebbero avere influito.
La protagonista, che ritroviamo in più romanzi, è una figura simpatica e che fa piacere incontrare, assieme alla sua squadra. Tutti i personaggi sono piacevolmente descritti, a cominciare dal vecchio commissario in pensione Biagio Patané, ai vari poliziotti come Fragapane, Spanò, Marta e la vicina Bettina. L’indagine si sviluppa con l’incontro di molti testimoni. Tra l’altro sembra che la mafia minacci la vita del vicequestore. La Guarrasi riuscirà, come sempre, a venire a capo della vicenda.
Il romanzo è ben scritto e la Cassar Scalia è molto abile nel costruire le trame e far agire i personaggi. Si legge piacevolmente, anche, se a dire il vero, questa volta non è molto difficile individuare l’autore dell’omicidio.




