La tela dell’amore

da | 02 Novembre 2025 | Cinema

Nel firmamento del cinema biografico, “Bright Star” di Jane Campion brilla come una stella luminosa, sospesa tra la bellezza visiva e la crudezza esistenziale.

Questo film del 2009, dedicato agli ultimi tre anni di vita del poeta John Keats, è un omaggio alla potenza dell’amore e dell’arte. La regia di Campion è un delicato equilibrio tra la fedeltà storica e l’invenzione poetica, che ci invita a riflettere sulla natura dell’amore e della creazione artistica.

Il film è un viaggio nell’anima di Fanny Brawne, la giovane donna che ha ispirato alcune delle poesie più belle di Keats, tra cui la famosa “Bright Star”. Questa poesia, che dà il titolo al film, è un’espressione dell’amore e del desiderio del poeta per la sua amata, e il film la utilizza come metafora della sua storia d’amore con Fanny. La Campion ci mostra come l’amore possa essere un atto creativo, una forma di ispirazione reciproca che nutre la poesia e ne è al tempo stesso figlia.

Nel film “Bright Star” di Jane Campion, con Paul Schneider, Thomas Sangster, Abbie Cornish e Ben Whishaw, Fanny recita la poesia “Fulgida Stella” (Bright Star) di John Keats:

“Fulgida stella, come tu lo sei fermo foss’io, però non in solingo splendore alto sospeso nella notte con rimosse le palpebre in eterno a sorvegliare come paziente ed insonne Romito di natura le mobili acque in loro puro ufficio sacerdotale di lavacro intorno ai lidi umani della terra, oppure guardar la molle maschera di neve quando appena coprì monti e pianure. No, eppur sempre fermo, sempre senza mutamento sul vago seno in fiore dell’amor mio, come guanciale; sempre sentirne il su e giù soave d’onda, sempre desto in un dolce eccitamento a udire sempre sempre il suo respiro attenuato, e così viver sempre, o se no, venir meno nella morte.”

La figura di Fanny è una moderna eroina, che si innamora, soffre, cresce e si scopre musa, lettrice, custode della memoria di Keats. La sua storia è un tributo alla vulnerabilità e alla creazione, e ci ricorda che le grandi storie non sono solo quelle scritte nei libri, ma anche quelle vissute tra le mura di una casa, nei sospiri di una lettera, nei gesti silenziosi di chi resta.

Il loro addio è un momento di struggente intensità:

_Fanny Brawne_: “Ci desteremo, e scopriremo che è stato un sogno? Ci deve essere un’altra vita. Non possiamo essere stati creati per una tale sofferenza.”
_John Keats_: “Dubito che ci vedremo ancora su questa terra.”
_Fanny Brawne_: “Perché devi andare?”
_John Keats_: “Abbiamo tessuto una tela, tu ed io, attaccata a questo mondo. Ma è un mondo separato di nostra invenzione. Dobbiamo tagliare i fili.”
_Fanny Brawne_: “No. No. Non posso. Non lo farò mai.”

In questo finale struggente, la Campion ci consegna la profondità dell’amore e della perdita, e ci invita a riflettere sulla natura della nostra esistenza. Non perdetevi “Bright Star”, un film che vi lascerà un segno nel cuore e nella mente, e vi farà sentire la bellezza e la potenza dell’arte.

Stefania Lo Piparo

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