Il libro: “Brevi romanzi da metropolitana” di Adelaide J. Pellitteri | Recensione

da | 21 Marzo 2026 | Libri

Adelaide Pellitteri è una scrittrice molto attenta alla ricezione della sua opera, Nessun ritorno Brevi romanzi da metropolitana-Ed.Distruttori di terre-Attimi; per prima cosa si è presa cura di spiegare il significato del titolo.

Il sintagma “nessun ritorno”, supponendo che l’ esperienza della vita sia simile ad un viaggio, indica che i personaggi cambiano in maniera irreversibile nel corso del racconto.  “Romanzi metropolitani”, chiarisce che l’autrice  ha preferito chiamare le sue narrazioni “ romanzi” (nome probabilmente più apprezzato dai lettori), piuttosto che racconti (termine tradizionale), anche se talvolta si tratta di scritti molto brevi, “metropolitani” perché richiedono una lettura veloce  da potersi inserire nei tragitti in metropolitana o più in generale negli spostamenti e nelle attese cittadine.

L’ obiettivo di Adelaide Pellitteri è quello di attrarre un pubblico giovane, possibilmente studenti. L’opera è costituita da trentadue narrazioni complessivamente brevi o brevissime, come già ho detto, disposte secondo una cronologia temporale che va dal 1321 al 2025. Anche se i testi sono stati scritti in tempi diversi formano un testo unitario. La scrittrice con il suo fine spirito di osservazione ha studiato a lungo situazioni e persone, ha rielaborato le loro storie ricoprendole spesso di un velo di umorismo e talvolta d’ironia che le rende interessanti. La lettura non richiede un’immedesimazione empatica, piuttosto un’osservazione disincantata. Adelaide Pellitteri nell’atto della scrittura mette ordine e dà rilievo   a quel mondo che ci circonda in maniera caotica e per questo poco comprensibile, e gli  attribuisce un senso per quanto relativo. I temi principali son quelli sociali ed esistenziali.

I personaggi si muovono nella quotidianità, vivono i problemi delle persone comuni, desiderano una vita migliore, ma finiscono quasi sempre delusi e perdenti. Ognuno ha una sua peculiarità ed è diverso dagli altri. Adelaide Pellitteri realizza una “commedia umana” in cui emergono menzogne e conflitti spesso meschini. Nella sua visione disincantata la società appare spietata, perfino le amicizie sono governate da rapporti di interesse che si rivela alla prima difficoltà.  Natura e società giocano un ruolo assai importante, soprattutto come fonti di conflitti. Affermando che la natura ha molto rilievo nella narrazione, non faccio riferimento alle descrizioni degli ambienti in cui si svolgono le vicende. La “natura” a cui mi riferisco è quella delle pulsioni biologiche, istintive, a volte inconsce.

I personaggi appaiono spesso ‘agiti’ piuttosto che ‘agenti’, in balia di impulsi interiori ignoti anche a loro stessi finché non esplodono. Il personaggio principale dei racconti è sempre una figura maschile a volte incline alla violenza come si legge Nel cuore di Giuda e in Sparagli , Piero, o protagonista di un fatto spiacevole che si rivela fortunato come quello accaduto  al soldato Lo Brusco. Le donne figurano invece nella maggior parte dei racconti come personaggi secondari, collocati in una posizione spesso negativa, qualunque sia il loro ruolo, moglie, amante o amica o straniera.

Due testi affrontano direttamente il tema dei migranti, Bashir e Stella , storia  di un ragazzo e di una ragazza che emigrano attratti dall’inganno di un  benessere effimero. Ogni singolo racconto si sviluppa nel giro di poche pagine, e nulla concede  che non sia funzionale all’intreccio, dominato spesso da un tono di disillusione, di rassegnata tristezza.

Le storie non suggeriscono al lettore cosa pensare o come agire, non dànno risposte, si limitano a raccontare casi umani. I personaggi si rivelano nello svolgimento dell’azione, appartengono a diversi ceti sociali, per lo più alla piccola borghesia, raramente all’aristocrazia. Il fil rouge che unisce le storie  è il disamore, lo sguardo concentrato  su se stessi più che sul mondo, i rari gesti di gentilezza e di reale comprensione umana a cui fa da contraltare la cattiveria e la violenza. La scrittrice coglie l’attimo in cui il personaggio si svela al lettore : “ Si fregò le mani, l’idea gli si era palesata! Avrebbe tenuto le luci perennemente spente…in capo a un mese amici, parenti e tutto il vicinato lo avrebbero spinto a fare un viaggio…alla fine li avrebbe ascoltati…venduto l’appartamento in centro sarebbe andato a vivere a Cuba per viverci da re”.

Ed è l’attimo che ribalta, senza alcuna preparazione tutta la storia, rendendo così impossibile al personaggio di ritornare al punto di partenza, come se niente fosse stato, come è esplicitato nel titolo della raccolta. L’ occhio ironico di Adelaide Pellitteri ridimensiona i personaggi, sempre assolutamente antieroici, svela l’oltre dei loro comportamenti. Ne è esempio è La strategia dello spaghetto :”Dopo la scorpacciata di baci, carezze e pizzicotti “i protagonisti  lavorano alla nuova campagna pubblicitaria di oli aromatizzati per cucina. ”Direi che funzionano, esordisce Ettore….Funzionano?domando perplessa…Provo uno strano brivido e stringo le lenzuola intorno al corpo…Ettore punta con gli occhi il tavolo e gli avanzi del pranzo…Hai proprio ragione, Ettore…lo spaghetto era schifosamente scotto ma…mi è venuta voglia di scoparmi un coglione”.

La pronta battuta della donna sembra salvare la situazione, ma rivela soltanto che la tristetezza della realtà scivola via senza scalfire il personaggio. Dal punto di vista formale l’esposizione, che si avvale di narratori omodiegetici ed eterodiegetici, è semplice e immediata, così come la lingua, che lascia spazio a tratti tipici del siciliano nel discorso diretto. Il lettore ha l’impressione di un testo scorrevole e piacevole. I racconti della Pellitteri per la varietà di caratteri sono un genere letterario difficile da definire teoricamente anche per la scrittrice stessa che li chiama romanzi.  La conclusione imprevista delle storie, la sorpresa del guizzo della vita  che segue una  sua strada, al di là delle previsioni, rivela l’approccio realistico, di rispecchiamento della realtà, perseguito dalla scrittrice.

Gabrielle Maggio

Il libro:

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