Nelle giornate di novembre tristi e nebbiose
Quando malinconia e solitudine bussano più forte
La vita ch’era un sogno senza crisantemi e con rose
Ora che la puoi solo immaginare, disprezzi la morte.
Il suo arrivo è veloce, senza preavviso
Ovunque vai lei ti segue come un’ombra
Ha un sorriso beffardo che non sa di paradiso
Morire bisogna, ma non è facile come sembra.
Libera da tutti i mali, ma è terribile morire
Il ricordo di chi non c’è più è senza conforto
I buoni muoiono prima, si è soliti dire
Al colpo di falce che distrugge il giardino e l’orto.
Da qui a cent’anni più non vivremo
Ma è come se fossimo certi di vivere per sempre
Tutti indistintamente all’altro mondo andremo
Ché non ci sono miracolose cure né forti tempre.
La vita sulla terra è solo un breve passaggio
Il pensiero dell’addio per sempre quello più amaro
Allo stesso calice si beve tutti alla fine del viaggio
Il cielo non ha preferenze e non può nulla il denaro.
Solo la fede in qualche modo l’abbellisce
Ma non è possibile guardarla fissamente
Camminiamo nel buio e poi la luce ci riunisce
Nell’eternità dei secoli a Dio padre onnipotente.
Maria Rosa Bernasconi




