Domenica 12 aprile alle ore 10:30 alla Valle della Luna di Capo Testa torna Yoga Nāda Flow, un progetto creato in Gallura da Camilla Pusateri, insegnante di yoga e fondatrice del metodo Sea Yoga Revolution, e Mario Uda, operatore olistico, insegnante e ricercatore del suono attivo da anni in Sardegna.
Dopo il primo incontro del 22 marzo, che ha riunito partecipanti provenienti da diversi centri della Gallura, il progetto prosegue con nuovi appuntamenti in alcuni dei luoghi naturali più suggestivi del nord Sardegna.
Yoga Nāda Flow nasce dall’incontro tra Vinyasa Flow, basato su respiro e movimento fluido, e Nāda Yoga, lo yoga del suono e della voce, all’interno di paesaggi in cui natura, ascolto e percezione diventano parte integrante della pratica.
L’idea alla base del progetto è semplice ma radicale: restituire allo yoga la sua dimensione originaria di esperienza diretta, in cui corpo, respiro, suono e paesaggio entrano in relazione.
Il primo incontro, alla Valle della Luna, ha confermato l’interesse che questa ricerca sta suscitando: 25 partecipanti provenienti da Santa Teresa, Tempio, Calangianus, Santa Maria e Rena Majore hanno preso parte a una pratica collettiva immersa tra rocce, vento e mare.
Per Camilla Pusateri, che insieme a Mario Uda ha dato vita al progetto, Yoga Nāda Flow si inserisce in un momento storico particolarmente significativo. «Stiamo vivendo un momento storico molto interessante, in cui cresce il desiderio di recuperare una relazione più profonda con la natura e con le tradizioni spirituali dei luoghi – spiega – In Sardegna questa dimensione è particolarmente evidente, il paesaggio conserva una memoria antica fatta di rocce, vento, acqua e siti sacri. Quando il corpo entra nel paesaggio naturale cambia la qualità dell’ascolto. Nel mandala di Yoga Nāda Flow il respiro si accorda con ciò che lo circonda — il mare, la roccia, il vento — che non sono semplicemente uno sfondo, ma diventano parte della pratica».
Durante gli incontri il movimento dello yoga si sviluppa insieme a una dimensione sonora inedita. Strumenti ancestrali come didgeridoo, tamburo, flauto e gong diventano elementi attivi della pratica, creando un campo di vibrazione condiviso tra corpo, respiro, canto e ambiente.
Per Mario Uda, pioniere in Sardegna nell’uso del didgeridoo in contesti di ricerca sonora e pratica corporea, Yoga Nāda Flow rappresenta un modo per riportare la sacralità dei luoghi dal piano teorico alla percezione diretta: «Alcune cose non si imparano nei libri: si riconoscono attraverso l’esperienza – racconta – Ogni luogo ha una propria frequenza e il suono può renderla percepibile. Quando strumenti come il didgeridoo entrano in dialogo con il paesaggio, con il respiro e con il movimento del corpo, le persone iniziano a sentire il luogo in modo diverso. In quel momento lo yoga smette di essere una moda e torna ad essere ricerca».
In questo senso Yoga Nāda Flow non nasce come una semplice contaminazione tra discipline, ma come un percorso di ricerca che mette in relazione tradizioni yogiche, studio del suono e ascolto del paesaggio naturale.
Il paesaggio della Gallura — con le sue rocce granitiche, il vento e il mare — diventa così parte integrante della pratica, trasformando ogni incontro in un’esperienza unica e irripetibile.
Dopo l’appuntamento di domenica 12 aprile alla Valle della Luna, il calendario proseguirà con altri incontri:
3 maggio — Rena di Matteu (Rena Majore)
17 maggio — Valle della Luna (Santa Teresa di Gallura)
21 giugno — Solstizio dello Yoga al Pozzo Sacro di Santa Cristina
Un percorso che unisce pratica, ricerca e relazione con il territorio, nato in Gallura e capace di dialogare con il paesaggio e con la memoria culturale dei luoghi.

