Il libro: “Un giornalista di inchiesta”, quando l’inchiesta è visione sociale e filosofica | Recensione di Rita Saccone

da | 27 Dicembre 2025 | Libri

di Rita Saccone

Confesso di essere stata una grande lettrice appassionata, forse compulsiva, ma, nel corso del cammin di nostra vita, sono rimasta sempre più delusa: le moltissime pubblicazioni locali, nazionali, internazionali, lasciavano il mio encefalogramma piatto o quasi, per quanto a volte acclamate da “bombardamenti” o gonfiature mediatici e numeri di vendita da “beati loro” o ci vuole sorte.

Niente, il cervello resta ultrapiatto!

Invece con Un giornalista di Inchiesta, Linea edizioni, del magistrato palermitano di lungo corso Fabio Pilato, semplicemente, si ritrova, balzando dalla sedia, un libro straordinariamente ricco e profondo come le mie letture di una volta, degno del nome di libro.

È il sequel de Il Magistrato Ipocrita, e il protagonista è un giornalista che dalla pagina culturale viene “violentemente” e senza scelta riportato alla realtà sociale drammatica del giornalismo di inchiesta. Dopo varie vicende, Carlo si ritrova a dirigere un giornale a Roma: le sue e inchieste scoprono un ‘Italia inquietante, dove logge e relazioni insospettabili senza scrupoli dominano con una nuova piovra ogni aspetto importante della vita sociale e politica.

“Nemmeno Platone avrebbe immaginato che proprio i calzolai incapaci e corrotti (con rispetto per i pochi calzolai rimasti) potessero diventare finti Custodi della legalità e classe dirigente di uno Stato, e tantomeno che detti calzolai pretendessero di giudicare l’altrui moralità, essendo i primi a violarne sistematicamente i precetti”, Un Giornalista di Inchiesta, p 16.

Ma il libro è molto più di un’analisi acuta e istruttiva sulla società corrotta e ipocrita in un giallo avvincente. C’è invece lo spessore di mille riflessioni e di mille riferimenti culturali, la vita  interiore di tanti personaggi, fra cui quella autodiegetica dello  smarrito e insieme eticamente determinato  Carlo detto Platone  ,per le sue propensioni  per il pensiero  astratto filosofico .È spesso  un monologo con l’anima, ritratto   serrato  di  personaggi di viva ,attentissima  e varia connotazione , un incrocio di mille generi e un continuo riferimento, con “arte allusiva” come nella letteratura classica, a luoghi della letteratura colti e popolari, con  personaggi realistici  o dai  generi anche    più stereotipati  e diffusi anche in tv .Credo sia un unicum, per il linguaggio, spigliato, ironico, in cui la moderna quotidianità viene mescolata   alla  profondità di eredità culturali millenarie,(ahimè da molti dimenticate ), in un originale riuscitissimo pastiche di autentica se non sofisticata cultura umanistica e lessico e smarrimenti attuali, in uno stile sorprendentemente spiazzante e mai piatto.

Un bel libro: un ‘analisi davvero assai inquietante della vita sociale (no, non sono barzellette! …), e mille incredibili acuti spunti di riflessioni in mille direzioni.

Mi piace ricordare tra tanti momenti e personaggi il gruppo della sgangherata osteria degli “apoti”, in cui  amanti della cultura classica filosofica e poetica si rifugiano e  comunicano più autenticamente il loro sentire ,in un mondo in cui sempre i migliori si ritirano   e  si perde ogni connotazione culturale più  profonda  .Ringrazio in particolare per il personaggio della poetessa detta Saffo, che cita direttamente  i miei versi e tante volte li riecheggia, restituendo forse qualche  attenzione alla vibrante realtà della comunicazione poetica, i passi in cui la comunicazione tra  i due avviene solo con i versi sono stati un balsamo per la mia attività  di poetessa, convinta ,con Heidegger, che niente riesca a rendere la complessità dell’essere come il linguaggio poetico. Il libro è un grido” urgente” di coscienza, un invito rapido a “svegliarsi”, ed essere eticamente, culturalmente cittadini impegnati e non imbrogliati, e pronti a rischiare, netti e, sempre, uomini capaci di essere pienamente e profondamente se stessi. Con tante pagine fitte di riflessioni memorabili, in una struttura narrativa e linguistica originale, è un autentico arricchimento o spero abbia, in un mondo spesso incapace, l’attenzione mediatica e critica che merita.

“Bisogna accecare il genere umano, privarlo del discernimento, del libero arbitrio al punto che non sappia interpretare la realtà. Creare l’illusione della democrazia […] Attraverso l’educazione scolastica e un martellamento mediatico occorre costruire nuove generazioni che accettino l’appiattimento […]. Si intraprenda una guerra semantica per modificare il linguaggio e ridurre la conoscenza dei vocaboli […] classe docente e intellettuali siano umiliati, frustrati, svuotati di ogni funzione” op.cit. p194.

Grazie davvero Fabio Pilato, speriamo per questo libro di autentica formazione.

Rita Saccone

poetessa e docente di letteratura italiana

Rita Saccone

Il libro:

Fabio Pilato, “Un giornalista di inchiesta”, Linea edizioni, 2025:

https://amzn.eu/d/5EAAJ9y

Fabio Pilato

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