Giornata di festa il 14 febbraio: Daniele Gatti sul podio per il ritorno in Sala Bibiena. Inaugurazione della Stagione d’Opera il 2 marzo con Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi/Dallapiccola nella nuova produzione firmata da Daniele Abbado e diretta da Fabio Biondi. 7 i titoli in forma scenica, dal wagneriano Tristan und Isolde con la direzione di Robert Treviño e le voci di John Matthew Myers, Angela Meade e Daniela Barcellona ad Accabadora di Francesco Filidei in prima rappresentazione italiana, da Vanessa di Barber con Corinne Winters a un nuovo Nabucco verdiano ideato da Pier Luigi Pizzi con Amartüvshin Enkhbat come protagonista.
2 le opere in forma di concerto: La straniera di Bellini con Vasilisa Berzhanskaya e I due foscari di Verdi con Luca Salsi, Anastasia Bartoli e Fabio Sartori, per celebrare i 30 anni di carriera del baritono emiliano. Si alza il sipario sulla Danza il 13 marzo con La sagra della primavera di Stravinskij interpretata da Sergio Bernal con l’Orchestra del Comunale. Tra i 4 spettacoli proposti Il lago dei cigni di Čajkovskij con il Balletto dell’Opera di Tbilisi, il flamenco folklorico della Compañía Antonio Najarro con Querencia e l’immaginario contemporaneo di TAO Dance Theater. Con Elias di Mendelssohn diretto da Sebastian Weigle si apre la Stagione Sinfonica il 10 gennaio: 14 appuntamenti tra grandi ritorni – Andris Poga, Wayne Marshall, Oksana Lyniv, Daniel Oren, Ton Koopman, Roberto Abbado, Hartmut Haenchen – e il debutto di Alevtina Ioffe
«Il 14 febbraio 2027 riapriremo il Teatro Comunale di Bologna e quel giorno, probabilmente, molti parleranno del traguardo. Io credo invece che penserò soprattutto al viaggio, al percorso che abbiamo simbolicamente chiamato “Verso Itaca”. Penserò a tutte le persone che, in modi diversi, avranno contribuito a renderlo possibile. Perché nessuno arriva a Itaca da solo, e forse è questa la lezione più bella che un teatro possa insegnarci». Con queste parole la Sovrintendente Elisabetta Riva conferma l’attesa riapertura della sede storica del Teatro Comunale di Bologna, nel giorno di San Valentino, dopo gli ingenti lavori di riqualificazione e restauro avviati nel dicembre 2022. Sarà un giorno di festa, celebrato con un concerto in Sala Bibiena diretto da Daniele Gatti – che è stato Direttore musicale del Teatro felsineo per un decennio dal 1997 al 2007 e oggi ricopre i ruoli di Direttore principale della Sächsische Staatskapelle Dresden e Direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino – che coinvolgerà tutti i complessi artistici. In programma pagine sinfoniche e corali di alcuni dei compositori che hanno fatto la storia della civiltà musicale bolognese e del Comunale come Christoph Willibald Gluck, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi e Richard Wagner. Ma la festa non finirà qui. Diverse le iniziative anche fuori dal Teatro in quella stessa data, e per un mese – dal 14 febbraio al 14 marzo – ogni giorno verrà proposto un appuntamento in onore della riapertura. «Oggi non stiamo semplicemente restaurando un teatro, – prosegue Riva – stiamo cercando di ripensare il modo in cui il teatro dialoga con la città. Oltre al restauro della volta e degli stucchi, il nuovo modulo che si affaccerà su via del Guasto nasce da una richiesta molto chiara della città: rendere il Comunale più aperto, più accessibile, più intrecciato alla vita urbana. Il ritorno nella sede storica sarà quindi un nuovo inizio, un’occasione per ripartire da capo, rafforzando ciò che rende unico questo Teatro e aprendoci a nuove forme di partecipazione, di produzione culturale, di dialogo con le imprese, di attrattività turistica e di sostenibilità economica. Nei prossimi anni continueremo a investire nel restauro, nel rafforzamento dell’organizzazione, nella crescita delle relazioni con i privati e nella costruzione di un modello sempre più solido».
«La riapertura del Teatro Comunale di Bologna rappresenta un momento storico per la nostra città – commenta il Presidente della Fondazione Teatro Comunale e Sindaco di Bologna Matteo Lepore –. Restituiamo ai cittadini uno dei luoghi più importanti della nostra identità culturale, un patrimonio che appartiene a Bologna e che da quasi tre secoli ne accompagna la vita civile, artistica e sociale. Questi anni di lavori sono stati un grande impegno collettivo, sostenuto dalle istituzioni, dai lavoratori del Teatro, dagli artisti, dagli abbonati e da tutti coloro che hanno continuato a credere nel futuro del Comunale anche durante il periodo del trasferimento. A loro va il mio ringraziamento. Oggi vediamo il risultato di questo percorso: un teatro restaurato, più accessibile, più aperto alla città e capace di affrontare le sfide del futuro senza rinunciare alla propria storia. Il Teatro Comunale torna a essere pienamente il teatro di tutti i bolognesi, un luogo aperto dove la città continua a riconoscersi, incontrarsi e immaginare il proprio futuro. La Stagione 2027 racconta perfettamente questo spirito. Il tema “Tante storie un filo comune” parla di Bologna: una comunità che cresce attraverso il dialogo tra generazioni, culture e linguaggi diversi. La presenza di grandi artisti internazionali, nuove produzioni, prime italiane, progetti dedicati ai giovani e iniziative diffuse sul territorio conferma il ruolo del Teatro Comunale come motore culturale della città e punto di riferimento nel panorama europeo. La cultura è uno dei principali investimenti sul futuro di Bologna: genera conoscenza, inclusione, lavoro qualificato, attrattività e qualità della vita».
«La riapertura del Teatro Comunale non è soltanto un traguardo per Bologna: è un evento che appartiene all’intera regione – commenta l’Assessora alla Cultura della Ragione Emilia-Romagna Gessica Allegni –. La Sala Bibiena torna ad essere quello che è sempre stata, un luogo dove la comunità si riconosce, dove la cultura non è privilegio di pochi ma patrimonio condiviso. La stagione che è stata costruita per questo ritorno lo dimostra con chiarezza: una programmazione che abbraccia secoli di storia senza voltare le spalle al presente, che accoglie grandi nomi senza dimenticare le nuove generazioni, che parla alla città senza smettere di guardare al mondo. Come Regione siamo orgogliosi di aver accompagnato questo percorso, e ancora di più lo saremo quando, il 14 febbraio, le luci della Sala Bibiena si riaccenderanno per tutti. Ringrazio la sovrintendente Elisabetta Riva, il direttore artistico Pierangelo Conte, tutte le lavoratrici, i lavoratori e le maestranze che rendono possibile tutto questo».
Tante storie un filo comune è il titolo della Stagione 2027, presentata in anteprima nei tre cartelloni principali, che racconta l’identità del Teatro alla sua riapertura proseguendo nel solco della narrazione allegorica legata ad Itaca e al mito omerico, scelta lo scorso anno per accompagnare il rientro in Largo Respighi. Ed è proprio con Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, nella trascrizione e riduzione per le scene moderne di Luigi Dallapiccola, che si inaugura la lirica il 2 marzo. Il filo immaginario che attraversa la nuova Stagione è quello della tela di Penelope – simbolo di attesa, perseveranza e ritorno – che legaidealmente il Teatro, la sua programmazione e la città di Bologna. Le “tante storie” del titolo racchiudono un mondo: sono quelle che vengono messe in scena sul palco, ma anche quelle che attraversano i foyer, i corridoi, le scale, i palchi, la piazza e le vie circostanti il Teatro: perché il Comunale è un luogo dove generazioni e pubblici diversi hanno condiviso emozioni, scoperte, trasformazioni. È una identità rinnovata quella della Fondazione lirico-sinfonica felsinea, che ritrova la consapevolezza delle proprie radici, della propria storia e del proprio ruolo nella vita culturale cittadina – tra tradizione e innovazione – mettendo in relazione epoche, linguaggi, generazioni, repertorio e contemporaneità, tra memoria e futuro. Lo racconta la nuova veste grafica che recupera il logo istituzionale storico del Teatro – con lo stemma del Comune di Bologna che ne richiama le origini pubbliche, di “simbolo” della comunità – e fa dialogare due linguaggi: quello antico delle illustrazioni medievali e quello moderno dei writers. Creata da “Venti caratteruzzi”, alias del musicologo e designer Carlo Fiore, la nuova immagine visiva combina all’impianto formale modernista un corredo illustrativo (svelato nel corso della stagione) che s’ispira a una rete di relazioni storiche: dai “giochi di penna” della calligrafia rinascimentale e barocca alla street art, al Novecento dell’ironica “Linea” di Osvaldo Cavandoli e del tratto poetico di Saul Steinberg. Con un’esperienza quasi trentennale, “Venti caratteruzzi” opera nella vita musicale italiana collaborando con istituzioni come l’Accademia di Santa Cecilia, i Pomeriggi Musicali e il Festival di Ravello, dopo esperienze anche con il Teatro Massimo di Palermo, i festival di Macerata, Urbino, Matera e Martina Franca, l’Istituto Italiano di Cultura di New York. Al rinnovamento grafico fa eco anche il rinnovamento del sito del TCBO, per una fruizione più intuitiva e in linea con il nuovo tratto stilistico della Stagione 2027.
«Abbiamo scelto di inaugurare la Stagione della riapertura con Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, – commenta il Direttore artistico Pierangelo Conte – titolo che da un lato evoca la metafora del mito classico che abbiamo utilizzato per raccontare il viaggio verso la riapertura e dall’altro si presta al dialogo tra epoche e partiture che ci interessa indagare e che fa da filo comune attraversando tutta la programmazione: proponiamo infatti la trascrizione e riduzione per le scene moderne dell’opera realizzata da Luigi Dallapiccola trecento anni dopo la creazione del capolavoro barocco. Anche quest’anno i tre cartelloni – Opera, Danza e Concerti – si snoderanno attorno a un unico filo che tiene insieme storie, estetiche e stili diversi, per un’offerta artistica che possa intercettare pubblici eterogenei: il grande repertorio e le creazioni contemporanee, il balletto classico e la ricerca coreografica di oggi, artisti blasonati e nuove generazioni di interpreti. Abbiamo infine dato spazio a talenti del podio con la rassegna domenicale “Gioia”, molto apprezzata nella scorsa stagione, e a giovani cantanti grazie al progetto Career development dell’Accademia del TCBO».
Quasi quattrocento anni di storia separano Il ritorno di Ulisse in patria diMonteverdi, il “padre del melodramma” (opera proposta nella trascrizione e riduzione di Dallapiccola) da Accabadora di Francesco Filidei, compositore tra i più apprezzati di oggi, le due opere che aprono e chiudono la Stagione lirica 2027 composta da 9 titoli – 7 al Comunale in forma scenica e 2 al Manzoni in forma di concerto – con 6 nuovi allestimenti, una co-commissione in prima italiana e tre opere mai rappresentate nel Teatro del capoluogo emiliano. Il grande repertorio è presente con Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Carmen di Georges Bizet e Nabucco di Giuseppe Verdi; c’è il ritorno di Richard Wagner con Tristan und Isolde e una pagina delsecondo Novecento, Vanessa, di Samuel Barber.Nella Sala Bibiena, con la sua iconica pianta “a campana” che le restituisce un’acustica tra le migliori in Europa, si potranno ascoltare voci di respiro internazionalecome quelle di Vasilisa Berzhanskaya, Anna Pirozzi, Piero Pretti, Corinne Winters, Luca Salsi, Anastasia Bartoli, Fabio Sartori, John Matthew Myers, Angela Meade, Daniela Barcellona, Amartüvshin Enkhbat. Prosegue il progetto Career development dell’Accademia del TCBO, che affianca agli interpreti principali giovani professionisti che hanno concluso il percorso formativo alla Scuola dell’Opera. Alla testa dell’Orchestra bolognese si avvicendano grandi direttori come Fabio Biondi, Francesco Lanzillotta, Robert Treviño, Renato Palumbo e Antonino Fogliani, mentre tra i registi si assisterà alle creazioni di Daniele Abbado, Leo Muscato, Yannis Kokkos, Pier Luigi Pizzi e Valentina Carrasco.
Anche la Stagione di Danza si sviluppa nel segno dell’incontro tra tradizione e innovazione, accostando grandi classici del repertorio a linguaggi contemporanei e a nuove letture della danza d’autore, con protagonisti una star come Sergio Bernal e compagnie di primo piano come quella di Antonio Najarro,TAO Dance Theater e il Balletto dell’Opera di Tbilisi. Al centro della proposta capolavori senza tempo come Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij e La sagra della primavera di Igor Stravinskij. Particolare rilievo assume la scelta di accompagnare 3 dei 4 spettacoli in cartellone con la musica dal vivo eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna: un investimento artistico e produttivo che riafferma il valore dell’esperienza dal vivo e del dialogo profondo tra musica e movimento.
Graditi ritorni sul podio caratterizzano il cartellone di concerti, che presenta 14 appuntamenti, di cui 12 con l’Orchestra del Comunale e 2 con la Filarmonica. Tra i protagonisti Sebastian Weigle, Andris Poga, Wayne Marshall, Oksana Lyniv, Daniel Oren, Ton Koopman, Roberto Abbado e Hartmut Haenchen, cui si aggiunge il debutto della direttrice Alevtina Ioffe. Il Coro della fondazione lirico-sinfonica felsinea – preparato dal nuovo maestro Claudio Marino Moretti – è presente per l’apertura e chiusura di stagione con due oratori: l’Elias di Felix Mendelssohn-Bartholdy e il Messiah di Georg Friedrich Händel nella versione di Wolfgang Amadeus Mozart. Si rinnova la rassegnadelle matinée domenicali “Gioia”: 11 concerti divisi in due cicli, per valorizzare giovani direttori d’orchestra vincitori di concorsi prestigiosi e omaggiare Ludwig van Beethoven nel bicentenario della scomparsa con l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra.
OPERA
Ad inaugurare la Stagione del rientro in Sala Bibiena il 2 marzo (repliche fino al 7 marzo) è un nuovo allestimento del capolavoro barocco di Monteverdi, Il ritorno di Ulisse in patria, titolo mai andato in scena nel Teatro felsineo, proposto nella revisione e trascrizione per le scene moderne curata da Luigi Dallapiccola per il Maggio Musicale Fiorentino nel 1942, che segnò una tappa fondamentale nella riscoperta del genere, ancor prima che lo studio filologico e della prassi esecutiva si sviluppasse. Lo spettacolo è firmato da Daniele Abbado per la regia – al ritorno dopo l’apprezzato dittico Dido&Aeneas/Die Sieben Todsünden di Purcell/Weill del 2024 – e vede sul podio uno specialista come Fabio Biondi; Ulisse è il baritono Stefan Astakhov.
Segna il debutto alla regia lirica di Monica Manganelli – già scenografa di Roberto Devereux di Donizetti proposto nella scorsa stagione – Madama Butterfly di Puccini, allestimento inedito in scena dal 30 marzo al 4 aprile con Stefano Ranzani sul podio e la voce di Anna Pirozzi come Cio-Cio-San – soprano drammatico tra i più acclamati a livello internazionale – accanto a Piero Pretti come Pinkerton, Aoxue Zhu nei panni di Suzuki e Alessandro Luongo in quelli di Sharpless, in alternanza rispettivamente con Maria Teresa Leva, David Esteban, Benedetta Mazzetto e Gustavo Castillo.
Rilegge invece Carmen di Bizet il regista Pier Francesco Maestrini – che torna al Comunale dopo Andrea Chénier di Giordano e il Trittico pucciniano –in una nuova produzione diretta dal francese Emmanuel Villaume, Direttore musicale dell’Opera di Dallas e Direttore principale della Filarmonica di Praga per la prima volta al TCBO, messa in scena dal 7 al 14 maggio. Protagonisti sul palco sono Caterina Piva nel ruolo del titolo, Jean François Borras come Don José, Karen Gardeazabal nelle vesti di Micaela e Andrii Kymach in quelle di Escamillo, mentre nel cast alternativo troviamo Martina Belli, Roberto Aronica, Giulia Mazzola e Alberto Petricca.
Produzione pronta per il battesimo a Spoleto per l’inaugurazione del 69° Festival dei Due Mondi – con protagonista l’Orchestra della fondazione lirico-sinfonica felsinea – arriva per la prima volta a Bologna dall’11 al 16 giugno Vanessa di Barber su libretto di Gian Carlo Menotti, l’opera che valse al compositore statunitense il “Pulitzer” dopo il debutto al Metropolitan di New York nel 1958. Lo spettacolo con la regia di Leo Muscato, co-prodotto dal TCBO con il Festival stesso e con la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, è diretto da Francesco Lanzillotta e vede nel ruolo del titolo una stella internazionale come il soprano americano Corinne Winters, per la prima volta ospite del Teatro felsineo.
Non potevano, poi, mancare per il ritorno “a casa” due compositori che sono stati significativamente legati alla Sala Bibiena. Uno è Wagner, del quale viene proposto Tristan und Isolde(dal 7 al 13 ottobre) nell’allestimento firmato nel 2022 per il Petruzzelli di Bari da Yannis Kokkos – regista che ha una collaborazione di lungo corso con il TCBO – e con Robert Treviño per la prima volta sul podio dell’Orchestra bolognese. Il Direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai guiderà un cast di sicuro prestigio capitanato dal tenore John Matthew Myers come Tristan e dal soprano Angela Meade – al debutto bolognese – come Isolde, insieme a Evgeny Stavinsky (Re Marke), Daniela Barcellona (Brangäne) e Leonardo Lee (Kurvenal). Nel cast alternativo si possono ascoltare Daniel Brenna, Soojin Moon-Sebastian, Simon Lim, Bernadette Fodor e Valdis Jansons. L’altro è Verdi, di cui risuonerà Nabucco (dal 3 al 9 novembre) in una nuova produzione del Comunale, con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Carlo Felice di Genova, ideata da Pier Luigi Pizzi per regia, scene e costumi, e diretta da Renato Palumbo. Tra i protagonisti voci verdiane di spicco come il baritono Amartüvshin Enkhbat nei panni di Nabucco, tra i più apprezzati interpreti del ruolo, Marta Torbidoni come Abigaille, Davide Tuscano come Ismaele e Angela Schisano come Fenena, che si scambiano rispettivamente con Ariunbaatar Ganbaatar, Olga Maslova, Kazuki Yoshida, Benedetta Mazzetto.
È invece una pagina di oggi come Accabadora di Francesco Filidei, compositore reduce dal successo alla Scala con Il nome della rosa,la nuova co-produzione in co-commissione realizzata dal TCBO con il Festival d’Aix-en-Provence – dove vedrà la luce questa estate – e con Théâtres de la Ville de Luxembourg, Tiroler Festspiele Erl, Opéra de Dijon e Opéra National de Lyon. Lo spettacolo tratto dal romanzo omonimo di Michela Murgia, in prima italiana dal 26 al 30 novembre in chiusura del cartellone lirico bolognese (e l’11 dicembre anche al Teatro “Valli” di Reggio Emilia), è diretto da Leonhard Garms – specialista della musica di Filidei – e vede la regia di Valentina Carrasco. Entrambi gli artisti sono ospiti per la prima volta del Teatro bolognese. Sul palco Noa Frenkel come L’accabadora, Hugo Brady come Andria Bastiu e Francesco Leone come Santino Littorra.
La Stagione si completa, infine, con due opere in forma di concerto all’Auditorium Manzoni. La straniera di Bellini – quale anteprima il 22 e il 24 gennaio – con una star del belcanto come Vasilisa Berzhanskaya nel ruolo del titolo, accanto a Iván Ayón Rivas (Arturo), Vito Priante (Il barone di Valdeburgo) e Raffaella Lupinacci (Isoletta), guidati da Antonino Fogliani, specialista del repertorio belcantistico. Ancora Verdi, poi, il 23 e 26 settembre con I due Foscari per celebrare i trent’anni di carriera Luca Salsi, baritono verdiano tra i più acclamati al mondo, che debuttò proprio al Comunale nel 1997 con La scala di seta di Rossini. Accanto a lui grandi voci come quelle del soprano Anastasia Bartoli (Lucrezia Contarini), per la prima volta al TCBO, e del tenore Fabio Sartori (Jacopo Foscari). Sul podio Francesco Ivan Ciampa.
DANZA
Con il balletto “scandale” del 1913 firmato da Vaslav Nijinskij e Igor Stravinsky, La sagra della primavera, interpretato dalla star della danza spagnola Sergio Bernal per il 69° Festival dei Due Mondi, si leva il sipario sulla Stagione il 13 e 14 marzo, in prima assoluta con l’Orchestra del Comunale dal vivo. Nella nuova creazione della Sergio Bernal Dance Company la forza del gruppo, il battito primordiale e il legame con le radici assumono un ruolo prioritario: rituale, sacrificio ed energia della terra diventano, così, materiale coreografico. Presenza frequente sul palcoscenico felsineo negli ultimi anni, Bernal propone con la sua compagnia un’altra coreografia: si tratta di Rango, lavoro ispirato a La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca con la coreografia di Rafael Aguilarsu canti gregoriani e musiche del chitarrista spagnolo di flamenco José Jiménez “El Viejin”. Presentato in prima italiana alla 37ª edizione del Ravenna Festival, è un ritratto coreografico della Spagna degli anni ‘30 incentrato sulla condizione femminile, la repressione sociale, il peso dell’onore e la silenziosa lotta tra desiderio e autorità.
Il 10 e 11 aprile la Compañía Antonio Najarro è protagonista conlo spettacolo Querencia:un viaggio visivo e sensoriale nell’anima della Spagna attraverso l’unione della Escuela Bolera, della danza stilizzata, della danza tradizionale e del flamenco, con l’intento riscoprire le radici e la tradizione dei grandi balletti coreograficiarricchendoli con una sensibilità contemporanea, dando vita a un dialogo tra memoria e innovazione perfettamente in sintonia con il filo narrativo della stagione. Lo spettacolo – proposto in prima italiana con l’Orchestra del TCBO – è un affresco della danza spagnola contemporanea: quattordici danzatori attraversano undici quadri coreografici di forte impatto visivo, sulle note di Moises Sánchez.
Lo spirito contemporaneo, che ha caratterizzato anche le recenti stagioni, è assicurato grazie all’arrivo per la prima volta a Bologna della celebre compagnia cinese TAO Dance Theater, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, il 17 e 18 settembre. Fondata nel 2008 dai coreografi Tao Ye e Duan Ni – invitati sui maggiori palcoscenici del mondo, dal Lincoln Center Art Festival di New York al Sadler’s Wells Theatre di Londra, passando per la Sydney Opera House e il Théâtre de la Ville di Parigi – la compagnia si caratterizza per il suo approccio innovativo al movimento grazie alla tecnica del “Circular Movement System” e presenta due lavori tratti da Series of Numbers, una serie coreografica che con la sua estetica minimalista ha ulteriormente codificato il metodo di Tao Ye e Duan Ni: l’idea di una danza pura, raggiunta attraverso la “ripetizione ritualistica dei movimenti naturali del corpo”, chiamando in causa la capacità dello spettatore di concentrarsi sul gesto ripetuto nella sua essenzialità.
Il cartellone si chiude “sulle punte” dal 17 al 23 dicembre con il balletto classico più iconico e amato: Il lago dei cigni di Čajkovskij, Marius Petipa e Lev Ivanov, con il Balletto dell’Opera di Tbilisi – diretto da Nina Ananiashvili – compagnia georgiana che torna al Comunale dopo il debutto nel 2023 al Nouveau con Don Chisciotte di Ludwig Minkus. La versione coreografica e la messinscena, proposta in prima italiana con l’Orchestra del Comunale, è quella firmata dalla stessa Ananiashvili e da Alexey Fadeechec che ha debuttato a Tbilisi lo scorso maggio. Programmato nel periodo delle festività natalizie, Il lago dei cigni è pensato come un grande appuntamento per la città e per le famiglie: un capolavoro senza tempo capace di parlare a pubblici di ogni età e di trasformare il rito condiviso dello spettacolo dal vivo in un momento di incontro e partecipazione.
CONCERTI
STAGIONE SINFONICA
È costellato di grandi ritorni sul podio il cartellone sinfonico 2027, che verrà annunciato nei dettagli del programma e dei solisti successivamente. Si parte con Sebastian Weigle, Direttore musicale dell’Opera di Francoforte e Direttore principale della Yomiuri Nippon Symphony Orchestra di Tokyo, che apre la Stagione con una grande pagina sinfonico-corale come l’oratorio di Mendelssohn Elias il 10 gennaio – con il Coro del TCBO preparato da Claudio Marino Moretti –, seguito il 31 gennaio dal direttore lettone Andris Poga, entrambi particolarmente applauditi quest’anno. Sempre nel solco del dialogo tra tradizione e innovazione che attraversa tutta la Stagione, troviamo una pagina di oggi in prima europea co-commissionata dalla fondazione lirico-sinfonica felsinea e dal festival “Belt and Road” di Shenzhen, Suona Fortissimo! di Nicola Campogrande (compositore in residenza del TCBO), che vede tornare l’eclettico Wayne Marshall alla testa dell’Orchestra il 5 febbraio, mentre il 16 e il 23 aprile sono nuovamente protagonisti Andrey Boreyko – recentemente ospite della Chicago Symphony e della Boston Symphony Orchestra – e Aziz Shokhakimov – Direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Strasbourg e Direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Tekfen in Turchia. Il 21 maggio sale poi sul podio un direttore d’esperienza come Donato Renzetti, già protagonista del concerto inaugurale del 2025 e della tournée a Hong Kong. Sulla scia del progetto che vuole richiamare direttori che hanno avuto un incarico stabile al TCBO, è nuovamente ospite Oksana Lyniv il 28 maggio, Direttrice musicale dal 2022 al 2024. L’ultimo concerto prima della pausa estiva – il 15 giugno – è invece diretto dall’ungherese Henrik Nánási, ospite di istituzioni prestigiose quali il Metropolitan di New York e la Royal Opera House di Londra. L’autunno vede ancora graditi ritorni sul podio con Daniel Oren (25 settembre), presenza costante delle ultime stagioni, Ton Koopman (21 ottobre), fresco dell’inaugurazione del 2026, e del giovane talento Diego Ceretta (12 novembre), Direttore principale dell’Orchestra della Toscana. Chiusura il giorno di San Silvestro (31 dicembre) con Hartmut Haenchen che dirige il Messiah di Händel nella versione di Mozart,con il Coro istruito da Claudio Marino Moretti.
I due concerti con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna sono invece caratterizzati dal debutto di Alevtina Ioffe, Direttrice principale dell’Opera di Berna (26 aprile), e dalla presenza del Direttore principale della compagine Roberto Abbado (13 dicembre).
“GIOIA”. MATINÉE DOMENICALI
Dopo il successo della rassegna domenicale introdotta nella scorsa stagione, ripartono i concerti dedicati alle famiglie con l’Orchestra del TCBO, in programma dal 3 gennaio al 12 dicembre alle ore 11.00 all’Auditorium Manzoni, divisi quest’anno in due cicli. 6 appuntamenti valorizzano giovani direttori vincitori di concorsi prestigiosi, come Matteo Dal Maso e Niklas Benjamin Hoffmann (rispettivamente primo premio al “Donatella Flick” della London Symphony Orchestra del 2025 e del 2016), Mojca Lavrenčič (primo premio alla Quarta edizione di “La Maestra”), e ancora talenti del podio come Azzurra Steri, Nicolò Azzena e Rotem Nir, quest’ultimo al ritorno dalla scorsa stagione. Ancora una volta nei concerti saranno impegnate le Prime Parti dell’Orchestra del TCBO. Inaugurazione il 3 gennaio, con Matteo Dal Maso e il Primo Violino di Spalla Paolo Mancini impegnati in un programma incentrato sulla musica dei compositori della cosiddetta Prima Scuola di Vienna: Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. 5 appuntamenti proposti in collaborazione con la Fondazione Accademia Internazionale di Imola “Incontri col Maestro” – i cui solisti saranno svelati prossimamente – sono invece dedicati all’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, per celebrare il bicentenario della morte del grande compositore. Ad eccezione del primo appuntamento, che vede sul podio un direttore di chiara fama come Marco Boni (docente del Corso di Direzione d’Orchestra dell’Accademia Internazionale di Imola), i concerti sono diretti dai giovani emergenti Anna Bottani e Ruben Micieli e da due artisti noti al pubblico bolognese come Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani.
PROGETTI SPECIALI
Il Teatro Comunale non racconta soltanto le storie che salgono sul palcoscenico, ma anche quelle che attraversano la vita della città. Nel 2027 molti saranno gli appuntamenti straordinari dedicati a ricorrenze dal valore civile e parte della memoria collettiva come il Giorno della Memoria, la Giornata internazionale della donna, la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, la commemorazione della Strage del “2 agosto” alla Stazione di Bologna, la festa di San Petronio, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le donne e la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Tra le numerose collaborazioni con le istituzioni culturali cittadine si rinnoveranno quelle con Musica Insieme, con il Festival “Respighi”, con Bologna Festival e con la Fondazione Cineteca Bologna per il “Cinema Ritrovato”. Non mancheranno, inoltre, i concerti della rassegna “Jazz on Symphony” che giunge alla sua terza edizione, un progetto dedicato al grande cantautore bolognese Lucio Dalla con “L’anno che verrà” – opera-musical in tournée nei teatri emiliano-romagnoli –, concerti con il Coro di Voci Bianche e il Coro giovanile del Teatro Comunale diretti da Alhambra Superchi, e ancora un ciclo di musica vocale da camera costituito da 7 appuntamenti nel Foyer Rossini con Claudio Marino Moretti al pianoforte, oltre ad attività per le scuole.
Tutti gli abbonati alla Stagione 2027 avranno la possibilità di visitare il cantiere del Teatro durante l’autunno 2026. L’accesso alle visite sarà riservato a coloro che ne faranno richiesta al momento della sottoscrizione o del rinnovo dell’abbonamento presso la biglietteria. L’iniziativa rappresenta un’occasione esclusiva per seguire da vicino il percorso di restauro, in attesa del ritorno nella storica Sala Bibiena. Rispetto ai turni di prelazione di settembre per le campagne di abbonamento, il Teatro intende da un lato premiare la fedeltà di chi ha accompagnato l’istituzione durante gli anni del trasferimento e, dall’altro, riconoscere il valore degli abbonati più recenti, offrendo loro un diritto di precedenza rispetto alle nuove sottoscrizioni.












Info:
INFO ABBONAMENTI
Stagione d’Opera 2027
Prelazioni: dal 9 settembre al 6 ottobre 2026 in vendita presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2).
Nuovi abbonamenti (completi e mini): dal 28 ottobre 2026 in vendita presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2). e online sul sito www.tcbo.it.
I prezzi degli abbonamenti completi per la Stagione d’Opera 2027 vanno da un minimo di 110 euro a un massimo di 945 euro.
I prezzi dei mini abbonamenti per la Stagione d’Opera 2027 vanno da un minimo di 100 euro a un massimo di 325 euro.
Stagione Danza 2027
Prelazioni: dal 09 ottobre al 21 ottobre 2026 in vendita presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2).
Nuovi abbonamenti: dal 04 novembre 2026 presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2). e online sul sito www.tcbo.it.
I prezzi degli abbonamenti per la Stagione Danza 2027 vanno da un minimo di 62 euro a un massimo di 180 euro.
Stagione Sinfonica 2027
Prelazioni: dal 09 ottobre al 21 ottobre 2026 in vendita presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2).
Nuovi abbonamenti: dal 04 novembre 2026 presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2). e online sul sito www.tcbo.it.
I prezzi degli abbonamenti per la Stagione Sinfonica 2027 (14 concerti) vanno da un minimo di 140 euro a un massimo di 430 euro.
Gioia. Matinée domenicali 2027
Prelazioni: dal 23ottobre al 30 ottobre 2026 in vendita presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2).
Nuovi abbonamenti: dal 04 novembre 2026 in vendita presso la biglietteria in vendita presso la biglietteria del Teatro Auditorium Manzoni (Via De’ Monari 1/2). e online sul sito www.tcbo.it.
I prezzi degli abbonamenti per GIOIA! vanno da un minimo di 11 euro a un massimo di 96 euro.
INFO BIGLIETTI
Stagione d’Opera: biglietti da 15 a 110 euro,in vendita dal 27 novembre 2026 presso la biglietteria e online sul sito https://www.tcbo.it/.
Stagione Danza: biglietti da 15 a 75 euro,in vendita dal 27 novembre 2026 presso la biglietteria e online sul sito https://www.tcbo.it/.
Stagione Sinfonica: biglietti da 15 a 45 euro,in vendita dal 27 novembre 2026 presso la biglietteria e online sul sito https://www.tcbo.it/.
Gioia. Matinée domanicali.: biglietti da 1 a 10 euro,in vendita dal 27 novembre 2026 presso la biglietteria e online sul sito https://www.tcbo.it/.
BIGLIETTERIA TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
Teatro Auditorium Manzoni (via de’ Monari 1/2)
Dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15
Tel. +39 051529019 / E-mail boxoffice@comunalebologna.it
