La Donna impegnativa: affascinante o imbarazzante? Gratificante o avvilente?

da | 02 Novembre 2025 | Attualità, Libri

Ne parliamo con il Dott. Matteo Sinatti – Psicologo esperto In ipnosi e Programmazione Neurolinguistica

Amiche ed Amici carissimi,  all’espressione “donna impegnativa”  è spesso  correlata l’accezione   identificativa di un atteggiamento rigido e selettivo che si manifesta in comportamenti alto-giudicanti, intrisi d’intolleranza e pretenziosità, ovvero la sintesi rappresentativa di “un’altezzosa incontentabile”, pronta ad umiliare chi non corrisponde al soddisfacimento dei suoi  standards.

Tuttavia, partendo dall’assunto che ogni giudizio estrinseca in primis le credenze personali, ne consegue l’istintiva percezione di affinità  o  rifiuto.

Lapalissiano dunque che la definizione “donna impegnativa” assuma una connotazione positiva o negativa  sulla base di un’ attribuzione soggettiva. Certamente non è una donna ordinaria e, per istintiva avversione, rifiuta rapporti superficiali, così come frequentazioni di ambienti e persone inneggianti la  mediocrità.

Ne parliamo con il Dott. Matteo Sinatti – Psicologo esperto In ipnosi e Programmazione Neurolinguistica – nell’intervista che segue.

Dott. Sinatti, grazie per affrontare con me questo tema molto discusso, oggetto di giudizi e fraintendimenti spesso preclusivi allo sviluppo di  rapporti armoniosi, sia in ambito amicale che – soprattutto –  sentimentale.

Grazie a te, Daniela. Innanzitutto una premessa: le attribuzioni rivolte alla donna impegnativa, così come alle altre tipologie che sto per annoverare, sono estensibili anche all’uomo, sia pure caratterizzate da esternazioni talvolta differenti. Detto questo, è di fondamentale rilevanza la disquisizione tra tre tipologie di donne, le cui caratteristiche sono spesso erroneamente  confuse e genericamente accomunate alla definizione “impegnativa”, tralasciando così il prezioso distinguo tra donna “impegnativa”, “faticosa” e “bisognosa”.

La disamina delle tre tipologie, atta all’individuazione sin dai primi approcci, è dunque essenziale per riconoscersi ed interagire con consapevolezza

Assolutamente sì, soprattutto in ambito sentimentale, onde evitare spiacevoli fraintendimenti, arrecanti delusione e dolore. In primo luogo si evidenzia una distinzione di base tra la donna impegnativa e la donna faticosa.

La donna “impegnativa” possiede il fascino dell’autenticità, non si atteggia, non indossa maschere e non percepisce insicurezze. E’ una donna che, nel suo vissuto ha già pianto tutte le sue lacrime in solitudine,  acquisendo familiarità con questo stato destabilizzante e con esso la consapevolezza della propria capacità di superare il dolore – trasformandolo in forza – e,  da questa esperienza ne deriva l’abbandono della condiscendenza: è divenuta intollerante ai maschi che prediligono rapporti occasionali, promisqui, ecc., preceduti da goffi e scontati corteggiamenti. Lei aborrisce la volgarità, la sua classe è innata e percepibile in ogni manifestazione, a partire dal suo look per poi manifestarsi in ogni comportamento; seduce con grazia colui che percepisce essere un Uomo di valore e da lui esige – ed offre – chiarezza in ogni senso, non è bisognosa e “non te ne fa passare una”, tuttavia è una costante fonte di stimolo per la crescita del rapporto e definirei un privilegio esserle accanto.  Sì, lei è impegnativa,  ma molto appagante.

A differenza della donna impegnativa, la  “donna faticosa” tende all’ambivalenza, mostrando alternativamente emozioni contrastanti, quali bisogno e ribellione. Lei ha una costante necessità di essere al centro dell’attenzione, di ottenere continue conferme da parte di chiunque, anche da chi non riscuote il suo benché minimo interesse. Istrionica, pur di appagare il suo estremo bisogno di piacere, non si mostra mai per ciò che è, bensì per quello che ritiene possa  impressionare gli altri, è provocante, seduttiva, eccessivamente disponibile solo per rendersi amabile e, soprattutto, è priva di autenticità.

Nel profilo che hai delineato in merito alla donna “faticosa” noto una concomitanza con la “bisognosa”, della quale abbiamo ampiamente parlato Tu ed io, tuttavia vi è una  differenza non lieve…

L’attinenza tra le due tipologie di donne è, sì, l’essere accomunate dal bisogno, ma è sostanziale la differenza insita nel bisogno: la “faticosa” si attiva costantemente nella sua recita per ottenere l’ammirazione altrui, mentre la “bisognosa” è affamata d’amore, pertanto il suo atteggiamento è condizionato dalla paura di perderlo. La donna “faticosa” si ribella verso ciò che ritiene inaccettabile ed esplode; la donna “bisognosa” implode le sue emozioni negative perché ritenendosi immeritevole di amore, reputa che la sottomissione, esternata accondiscendendo a comportamenti – anche deplorevoli – e subendo passivamente persino le peggiori umiliazioni,  sia l’unica possibilità di preservarsi dalla perdita di quel ripugnante surrogato che per lei rappresenta il “tutto”.

Nell’introduzione, hai menzionato l’analogia con le manifestazioni maschili ed io credo sia molto interessante sviluppare anche questo tema, pertanto confido nella Tua disponibilità per una nuova intervista.

Un cordiale saluto.

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