La complessità dell’anima

da | 16 Novembre 2025 | Attualità, Libri

Il 13 novembre 2025, il programma televisivo “Psiche Criminale” su CUSANO MEDIA TV Canale 122 ha dedicato una puntata intensa e coinvolgente al caso dell’omicidio di Anna Villani, esplorando con acume e profondità la complessa questione della capacità di intendere e volere dell’autore del reato.

Andrea Giostra, noto psicologo e criminologo, ha condiviso il suo prezioso contributo con un panel di esperti di alto profilo, tra cui Federica Di Pietrantonio, criminologa, Giuliano Ferrari, psicologo, Carmen Iunco, criminologa, Gianluca Lombardi, criminologo, e Giorgia Butera, sociologa.

La discussione ha offerto una riflessione approfondita e articolata sulle dinamiche psicologiche e criminologiche sottostanti al caso, illuminando la complessità del sistema giudiziario e la necessità di un approccio multidisciplinare per comprendere e prevenire fenomeni di violenza. La cronaca nera italiana è al centro di un tragico evento che ha sconvolto la piccola comunità di Montepiano, nel comune di Vernio in Toscana, vicino a Prato. Anna Villani è stata uccisa con 50 coltellate dal figlio di 22 anni, affetto da sordità e mutismo e con una storia di disturbi mentali. Il giovane è stato ritrovato in stato confusionale mentre vagava intorno alla villetta e, davanti alla Procura della Repubblica, ha confessato l’omicidio, parlando di un piano progettato da tempo e motivato da rancori e umiliazioni.

Questo tragico episodio richiama l’attenzione sulla complessità dei rapporti familiari e sulla difficoltà di riconoscere i segnali di allarme che possono precedere una tragedia. La storia di questa famiglia, già segnata dall’abbandono del padre, solleva interrogativi sulla capacità di intendere e di volere del giovane e sulla pericolosità sociale che può derivare da certe condizioni psichiatriche.

La decisione della Procura di affermare la capacità d’intendere e di volere del giovane e di dichiararlo socialmente pericoloso solleva questioni importanti sulla responsabilità individuale e sulla tutela della società. In questo caso, il gesto estremo del giovane, che ha anche incendiato la casa dopo l’omicidio, evidenzia la gravità della situazione e la necessità di una riflessione approfondita sulle misure di prevenzione e di intervento in casi simili. Alla base di queste questioni, la dottoressa Butera individua spesso problemi economici, ma Andrea Giostra contesta fermamente questa affermazione, sostenendo che altrimenti si arriverebbe all’assurdo di considerare tutti i poveri come potenziali criminali o assassini. Giostra richiama la teoria di Cesare Lombroso, che alla fine dell’Ottocento cercò di identificare segni e caratteristiche fisiognomiche e comportamentali dell'”uomo criminale nato”. Tuttavia, la comunità scientifica dell’epoca respinse fortemente queste teorie, tanto da isolare ed espellere Lombroso.

Giostra conclude che è quasi impossibile prevedere con certezza che un essere umano possa commettere un omicidio così efferato. Sebbene ci siano segnali di allarme, soprattutto in relazione ad atti violenti, il materiale a disposizione non è sufficiente per trarre conclusioni definitive. In particolare, non ci sono diagnosi funzionali o terapie che suggeriscano la somministrazione di psicofarmaci.

La dottoressa Iunco interviene precisando che, a seguito delle indagini, sono stati trovati documenti che attestano un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) per il ragazzo, che comunque viveva in una situazione estremamente difficile e disastrosa. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore livello di complessità alla vicenda, evidenziando la necessità di considerare tutti gli aspetti della vita dell’individuo per comprendere le dinamiche che possono portare a certi esiti tragici. Secondo la dottoressa Butera, esiste una sottovalutazione della presa in carico dei pazienti con problemi psichiatrici. Il dottor Lombardi sottolinea l’importanza dei parametri di compensazione come risultato dei Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO), che consentono il reinserimento del soggetto nella società, previa terapia farmacologica.

Andrea Giostra solleva una questione fondamentale, chiedendo come funzioni esattamente il TSO e chi lo autorizza. Il processo è complesso e inizia generalmente con una segnalazione del medico di base, del 118 o di alcuni familiari, che redigono una prima certificazione. Questa certificazione viene inviata all’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) o al Dipartimento di Psichiatria, dove uno psichiatra incaricato valuta la necessità di un TSO e redige una seconda certificazione.

Queste due certificazioni vengono poi inviate al sindaco del paese in cui risiede il soggetto, che ha la libertà istituzionale e politica di disporre o meno il TSO. Il TSO è un procedimento coatto, nel senso che la persona non viene informata preventivamente dell’arrivo dell’ambulanza per un colloquio. Al contrario, l’ambulanza arriva e preleva il soggetto anche contro la sua volontà, per ricoverarlo presso una struttura psichiatrica dove verrà sottoposto a colloquio, diagnosi e eventuale somministrazione di farmaci.

Giostra sottolinea la complessità e la delicatezza di questo processo, che richiede una valutazione attenta e responsabile delle autorità competenti. La procedura di TSO è infatti prevista per garantire la sicurezza e la salute del soggetto e di coloro che lo circondano, ma richiede anche un’attenta considerazione delle libertà individuali e dei diritti dei cittadini. Andrea Giostra sottolinea che oggi molte situazioni vengono psicopatologizzate, anche nelle scuole, dove qualsiasi problema, anche quelli tipici dell’adolescenza, vengono immediatamente etichettati come problemi psicologici che richiedono l’intervento di uno psicologo. Giostra lamenta la perdita della capacità della famiglia e della scuola di farsi carico di situazioni normali per gli adolescenti, sottolineando la mancanza di quella protezione familiare che un tempo era più presente.

Il caso in questione riguarda un ragazzo che è stato giudicato incapace di intendere e di volere al momento del reato, motivo per cui non sarà processato con un procedimento penale ordinario. La perizia psichiatrica lo ha definito socialmente pericoloso, pertanto sarà ricoverato in una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), una struttura sanitaria dedicata a persone con disturbi mentali che hanno commesso reati.

Le indagini hanno rivelato un contesto familiare estremamente problematico, caratterizzato da tensioni e disagi, ulteriormente aggravati dal ritardo cognitivo di cui il ragazzo soffriva sin dalla nascita. Questa situazione sottolinea la complessità dei fattori che possono contribuire a certi esiti tragici e la necessità di un approccio multidisciplinare che tenga conto delle molteplici variabili in gioco. Le riflessioni di Andrea Giostra si ergono come un monito lucido e profondo, un invito a riflettere sulla complessità dei meccanismi che governano la nostra società e sulla necessità di un approccio più maturo e responsabile. La sua voce si leva contro la superficialità e la fretta con cui oggi si tende a psicopatologizzare i problemi, riducendo la complessità dell’esistenza umana a mere diagnosi e trattamenti farmacologici.

Giostra ci ricorda che la fragilità e la sofferenza non possono essere ridotte a mere questioni di salute mentale, ma richiedono un’attenzione più ampia e profonda, che tenga conto delle dinamiche familiari, sociali e culturali che le plasmano. La sua critica alla mancanza di protezione familiare e alla delega ai professionisti della salute mentale per risolvere problemi che sono anche di natura educativa e sociale, è un appello a recuperare la capacità di prendersi cura gli uni degli altri, di ascoltare e di comprendere senza etichettare.

Nelle sue parole risuona l’eco di una saggezza antica, che ci ricorda che la vera comprensione nasce dall’ascolto profondo e dalla compassione, non dalle diagnosi affrettate e dalle soluzioni farmacologiche. La sua riflessione sulla pericolosità sociale e sulla necessità di strutture adeguate per il trattamento dei disturbi mentali gravi è un invito a trovare un equilibrio tra la tutela della società e il rispetto dei diritti individuali.

In un mondo sempre più complesso e frammentato, le parole di Andrea Giostra sono un richiamo alla responsabilità e alla compassione, un invito a guardare oltre le apparenze e a cercare di comprendere le radici profonde dei problemi che ci affliggono. La sua voce è un contributo prezioso a un dibattito che deve essere condotto con serietà e profondità, senza cedere alle facili soluzioni o alle ideologie.

Stefania Lo Piparo

Stefania Lo Piparo

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