Un romanzo che interroga la Germania del dopoguerra, il corpo, la parola negata e il peso della Storia
Apparso nel 1995 con il titolo originale “Der Vorleser”, “Il Lettore” di Bernhard Schlink si insinua nella Germania postbellica come una lama sottile, dissezionando la relazione ambigua, perturbante, tra Michael Berg — adolescente sospeso sul crinale tra pudore e desiderio — e Hanna Schmitz, donna più anziana che serba in sé un baratro. L’opera non si limita a narrare un legame: affonda le mani nei nodi della colpa, della vergogna, del perdono e di una memoria storica che non concede assoluzioni facili.
Tutto ha inizio quando Michael, quindicenne, viene abbattuto dall’itterizia e soccorso da Hanna, trentaseienne dal contegno severo e dallo sguardo che non ammette repliche. Tra i due si instaura un vincolo clandestino, scandito da un rito che è insieme erotico e liturgico: la voce di Michael, che legge ad alta voce per Hanna, precede invariabilmente l’incontro dei corpi. Un patto muto, in cui la letteratura si fa preludio e alibi. Poi, con la stessa brusca perentorietà con cui era entrata, Hanna si dissolve nel nulla, senza commiato.
Trascorrono anni. Michael, ora studente di giurisprudenza, la riconosce nell’aula algida di un tribunale. Hanna è alla sbarra, imputata di crimini di guerra per il suo passato di sorvegliante in un Lager nazista. È lì, sotto la luce impietosa del processo, che Michael decifra l’arcano che Hanna ha custodito come una condanna: è analfabeta. Quel segreto, difeso con ostinazione fino all’autodistruzione, getta una luce nuova sul desiderio ossessivo di farsi leggere ad alta voce. L’analfabetismo diventa così perno tragico dell’intreccio: ridefinisce la loro intimità, dilata la figura di Hanna oltre il verdetto morale e trasforma il romanzo in un’interrogazione spietata sulla responsabilità individuale che si rifrange in quella collettiva.
Accolto da un plauso corale di critica e lettori, “Il Lettore” si è imposto come bestseller internazionale, mietendo riconoscimenti. La trasposizione cinematografica del 2008, diretta da Stephen Daldry e incarnata da Kate Winslet e Ralph Fiennes, ne ha ulteriormente cementato la risonanza, consegnando all’immaginario collettivo il volto di una vergogna che legge, ma non sa leggere.





