Ciao Renato, benvenuto e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittore e poeta?
Sono nato a Palermo alcuni anni fa, forse molti ma non entriamo nel merito, mi è sempre piaciuto scrivere fin da giovane. Sono stato un paroliere in erba, un poeta, uno scrittore, ho fatto di tutto ma praticamente per gioco. Nulla di serio fino a quando ho deciso di scrivere romanzi o racconti brevi.
Chi è invece Renato al di là della sua passione per la scrittura, per la letteratura, per la poesia e la lettura? Cosa puoi raccontarci di te e della tua quotidianità?
Sono un commercialista in pensione anche se prima ho lavorato in ambito bancario, ma nonostante sia in pensione cerco di ritagliarmi degli spazi per tenermi impegnato. La scrittura è uno di essi, poi sono nel Consiglio di amministrazione di due associazioni che fanno capo ad Unicredit, insomma il cordone ombelicale con la banca non l’ho mai tagliato e mi piace rendermi utile in qualche modo.
Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni dello scrittore e del poeta?
Sono laureato in economia aziendale e come ho detto prima ho fatto il commercialista ma ho lavorato principalmente nel settore giudiziario dove ho collaborato principalmente con i Tribunali di Palermo ed Agrigento. Ecco i diversi viaggi in treno, in un tragitto di circa due ore, mi hanno portato spesso a scrivere storie per passare quel periodo in treno. Prendevo appunti inizialmente sul telefonino poi a computer e lo faccio tutt’ora quando mi balena una storia. La scrivo e poi la amplio e la modifico.
Come nasce la tua passione per scrittura, per la poesia e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato ad amare i libri, le storie da scrivere e raccontare, la lettura e la scrittura?
Sono un divoratore di libri ma da quando scrivo più intensamente ho un po’ rallentato il ritmo. Mi sono piaciute sempre storie intriganti, gialli, storie di azione o avventure. I miei scrittori preferiti sono Ken Follett e Dan Brown e fra i film ho un debole per Indiana Jones. Le mie storie subiscono molto l’influenza delle storie raccontate da questi autori. Mi piacciono anche i gialli ma non quelli violenti, dove in qualche modo cerchi di capire chi possa essere il colpevole e trai delle tue conclusioni che spesso e volentieri sono errate. Credo che sia una cosa normale perché uno scrittore può scrivere finali diversi e pertanto fino all’ultimo l’assassino può essere chiunque.
Ci parli del tuo libro, “LA MONACHELLA IL FANTASMA DEL TEATRO MASSIMO” Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato?
Quando scrivo le mie storie mi documento cercando qualcosa di interessante che possa farmi scattare la fantasia. Spesso sono fatti storici e pertanto mi documento su quello che devo raccontare per non incorrere in errori temporali, poi lo adatto al romanzo che vado a scrivere. Nelle mie letture di preparazione, fra le tante, mi ha colpito questa storia di una monaca fantasma, sorta ai tempi della costruzione del Teatro Massimo. Una storia vera o quasi vera che risale anche alla presenza dei garibaldini a Palermo. Ci sono cenni storici realmente accaduti che io ho ripreso e adattato alle mie esigenze di trama e credo che ne sia venuto fuori una bella storia coinvolgente dove non manca anche la storia d’amore. Mi sono piaciuti tanto i personaggi che già ho un seguito pronto ed aspetto che me lo pubblichino.
Qual è il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale i temi e le storie che ci racconti, senza ovviamente fare spoiler?
La storia d’amore che ho inserito nel romanzo e che fa da corollario al giallo della monaca, nasce da due diverse storie di delusioni amorose ed il nascere di un nuovo amore dalle ceneri dei precedenti; secondo me da un segnale di speranza, nel senso che quando pensi che tutto sia finito si trova sempre un modo per ricominciare lasciandosi tutto alle spalle e guardare avanti con positività. Anche il personaggio principale era andato via da Palermo da dove è mancato per venti anni, ritorna e inconsapevolmente l’aspetta qualcosa di inaspettato che gli cambia la vita.
Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?
In genere non scrivo pensando a chi dovrà leggerlo, penso ad una trama e butto giù pagina dopo pagina, pensando solo a centellinare le informazioni, in modo tale da tenere incollato il lettore. Credo sia lo scopo di tutti. Purtroppo non sempre ci si riesce, ma vale la pena provare. Il target di questo penso siano i giovani delle scuole medie, perché oltre ai due innamorati un altro protagonista del romanzo è la città di Palermo, i suoi monumenti, le particolarità e le abitudini dei palermitani che nel corso del tempo si sono modificate.
Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “La Monachella il fantasma del Teatro Massimo? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.
La Monachella è un libro che parte da una storia che di per sé ha dello straordinario, io stesso, lo so sembra assurdo, credo di averla vista immortalata in qualche foto del teatro Massimo. Sarà suggestione non so, ma spesso mi è capitato. Stava lì, dietro una tenda di una finestra o nella scalinata di ingresso al teatro. Questa monaca nel Teatro Massimo, dove pare che stazioni e che credono di aver visto in molti, mi sembra intrigante ed io alla fine do delle spiegazioni che ovviamente non posso citare in questa sede. Parlare di Palermo e dei suoi monumenti che vengono sciorinati nel corso della trama permette ai giovani di conoscere attraverso il libro la propria città.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare la tua ultima opera letteraria? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?
Devo ringraziare particolarmente il pittore Emilio Matera, che ha realizzato la copertina. Ha creato il quadro appositamente, riportando la storia del fantasma sui colori, contribuendo credo ad impreziosire l’opera.
Come vuoi concludere questa chiacchierata?
Credo di avervi detto tutto quello che è possibile, ma trattandosi di un giallo non si possono svelare completamente i fatti. Tengo particolarmente a questo romanzo che è il sesto della mia produzione, perché parla della mia città e mi ricorda la mia giovinezza. Ecco in qualche modo il personaggio principale Carlo Bisso lo identifico con me.




SINOSSI DEL LIBRO:
Durante la costruzione del Teatro Massimo, nel radere al suolo le chiese della zona per fare posto alla sua costruzione, pare sia stato profanato il sepolcro di una Badessa delle Clarisse e questa, disturbata dal sonno eterno, abbia maledetto il teatro e chi l’ha disturbata e che ancora oggi vaghi come fantasma dentro l’edificio. La Chiamano la Monachella del Massimo. Una sera durante una rappresentazione di un’opera viene commesso un omicidio e i testimoni sostengono che a commettere quell’assassinio sia stata una suora e che scappando abbia fatto perdere le tracce di sé, passando apparentemente attraverso il muro del corridoio. Carlo Bisso, cronista di nera e scrittore di gialli, testimone casuale dell’omicidio da una parte, e il sensuale commissario, Laura Morales, dall’altra: sono un’accoppiata vincente, per districare un’indagine così intricata. Fogli di giornale d’epoca, articoli, porte segrete, mappe misteriose e codici apparentemente indecifrabili porteranno, pagina dopo pagina, alla risoluzione di un delitto che nasconde la verità fra passato e presente. Un passato che rievoca il periodo del Risorgimento italiano, ex garibaldini e i primi casi di mafia-malaffare, ovvero la futura attuale mafia, la quale, in quel lontano periodo, mosse i suoi primi passi proprio in Sicilia fino ad arrivare sempre più potente ai giorni nostri. Un mistery che abbraccia secoli versando un sangue reclamato dalla maledetta forza di una piaga sociale, la quale purtroppo non ha ancora avuto fine.
I libri di Renato Castagnetta:
– Il segreto della pietra dei Re edito da La Zisa editore
– Gli occhi del giaguaro edito da Aulino editore
– Il diario di nonna Elvia edito da Kubera editore
– Il giardino dei Melograni edito da Atile Edizioni
– Meridiana Jones e l’allegra brigata edito da Atile edizioni.
Il libro:
Renato Castagnetta, “La Monachella il fantasma del Teatro Massimo”, Atile ed., 2025