Il libro: “Il contratto. La danza del potere” di Chiara Domeniconi | Presentazione e intervista

da | 30 Ottobre 2025 | Interviste, Libri

“Il contratto. La danza del potere”, pubblicato da SBS Edizioni, mette in scena il viaggio di Sofia dentro il labirinto dell’identità e delle relazioni di dominio.

Tra camerini, contratti e miraggi d’Oriente, il romanzo indaga la dignità del corpo e la ricerca di libertà con un linguaggio visivo e cadenze quasi coreografiche. La tensione narrativa si intreccia con riflessioni sullo sguardo, sul desiderio e sulla possibilità di riscatto. L’autrice, Chiara Domeniconi, sarà a Più libri più liberi per incontrare il pubblico e firmare le copie allo stand SBS Edizioni G05 dal 4 all’8 dicembre; presentazione venerdì 5 dicembre alle 14:30 in Sala Nettuno.

Qual è l’asse tematico che sostiene la trasformazione di Sofia lungo il romanzo?

L’asse tematico è il tema dell’identità, di cui ci viene fornita una prima bozza quando nasciamo e poi con l’accumularsi dell’esperienza, l’incontro, lo scontro con le persone, il mondo, gli oggetti si va via via definendo ma mai in modo definitivo e stabile fino alla morte. Così come il carattere e il corpo che invecchia si fortifica o indebolisce a seconda del tempo, del nutrimento, della salute o della malattia.

In che modo la cornice contrattuale e la dinamica di potere orientano ritmo e struttura della narrazione?

Dall’inizio alla fine tramite il linguaggio e gli oggetti che intervengono sulla scena della storia. A partire dalla collana offerta a Sofia all’inizio del libro, l’atteggiamento delle concubine nei confronti del sultano e le piccole debolezza del sultano che increspano la sua apparente corazza di incontrastato e incontrastabile dominio.

Quali riferimenti culturali o simbolici hanno guidato la costruzione degli ambienti e dei personaggi?

Tutta la descrizione dei quartieri del nuovo paese in cui Sofia arriva descrive una cultura differente dal suo posto d’origine: i mercati di strada, la disposizione di cibi e bevande, gli spettacoli cittadini. All’interno della Città Dorata, i banchetti sontuosi che definiscono il potere e il comando del sultano, la gerarchia del servizio d’ordine delle donne di casa. La cura meticolosa del corpo delle odalische come sottomissione e mezzo di sopravvivenza all’interno del palazzo e anche per ottemperare al “contratto”. Tutti simboli di ambienti e personaggi “nuovi”.

Che ruolo attribuisce al corpo e allo sguardo nella definizione dell’identità della protagonista?

Un ruolo chiave e centrale, dapprima basso e quasi di sottomissione o perlomeno di timore. Poi via via, attraverso la curiosità e la sfida, un progetto passato ben preciso che si rianima, Corpo e occhi diventano mezzo e strumento assieme alla mente per un preciso scopo. Quasi primari, perché silenziosi e “mimetici ” tra gli uomini e le donne di palazzo.

Quale passaggio sceglierebbe per la presentazione del 5 dicembre e quale traccia desidera lasciare ai lettori dopo l’incontro?

Credo sceglierei l’incontro con l’anzianza delle governanti. l’apice della curiosità di Sofia e forse la svolta dal timore passivo al progetto attivo. Mi piacerebbe lasciare l’idea che c’è sempre la possibilità di un cambiamento, a qualsiasi età e in qualsiasi luogo o situazione. Anche dove sembra non esserci spazio, tempo o possibilità. Là, abbiamo pur sempre un corpo, uno sguardo e un’anima. Qualcosa succederà.

https://amzn.eu/d/8Q1amEk 15,00 euro

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This