La recente esecuzione di adolescenti a Monreale e a Palermo ha scosso l’opinione pubblica, mettendo a nudo la profonda crisi di valori che attanaglia la nostra società.
In un video pubblicato su Facebook, lo psicologo e criminologo Andrea Giostra interviene con una domanda che è al contempo un atto d’accusa: “possiamo davvero parlare di libero arbitrio per questi giovani, se non li mettiamo nelle condizioni di esercitarlo attraverso modelli comportamentali sani e un’educazione fondata sul rispetto del prossimo e delle regole?”
Giostra richiama l’attenzione sulla drammatica dichiarazione del padre di uno degli adolescenti uccisi, che ha minacciato di farsi giustizia da solo se la giustizia non sarà in grado di fare il suo corso. I commenti sui social media sono stati eloquenti: molti hanno espresso sostegno per l’uomo, affermando che avrebbe il diritto di farsi giustizia da solo. Siamo forse tornati ai tempi del Far West?
La dinamica dell’omicidio è agghiacciante: un gruppo di ragazzini litiga con altri per una questione di motorini, e poi ritorna armato di pistola per sparare nella piazza principale di Monreale, uccidendo tre persone e ferendone altre. Ma ciò che è ancora più inquietante è che questi giovani sono tornati sul luogo del delitto, sparando in aria per accertarsi dell’esito della loro azione.
Giostra non esita a tracciare un parallelismo tra questa scena e alcune serie tv che glorificano la criminalità, come “Criminogene”. Sono davvero queste serie tv un modo per combattere la mafia e la criminalità, o non sono piuttosto un veicolo per la loro propagazione?
La risposta a queste domande richiede un contributo importante da parte di psicologi, criminologi, operatori sociali e filosofi. È necessario definire degli obiettivi e delle strategie per aiutare la nostra società a ritrovare i suoi punti di riferimento e a offrire ai giovani un futuro sereno e tranquillo. Solo attraverso un’educazione fondata sul rispetto e sulla responsabilità possiamo sperare di fermare la deriva di questa società e di costruire un futuro migliore per tutti.
La tragica morte di Paolo Taormina, il giovane di 21 anni ucciso con un colpo pistola a bricia pelo alla fronte mentre cercava di fermare un pestaggio davanti a un locale vicino al Teatro Massimo di Palermo, è un’ulteriore conferma della deriva di violenza che sta affliggendo la nostra società.
Il fatto che il killer, Gaetano Maranzano, abbia confessato il delitto e abbia giustificato la sua azione come una reazione alla presunta molestia alla sua fidanzata da parte della vittima, non fa che aumentare la preoccupazione per la mancanza di controllo e di rispetto per la vita umana che sembra caratterizzare sempre più la nostra comunità.
La dinamica del delitto, così come descritta dalle indagini, è agghiacciante: un giovane che interviene per fermare una rissa e viene ucciso a distanza ravvicinata con un colpo alla testa. La giustificazione del killer, che sostiene di aver portato sempre con sé la pistola perché Palermo è una città violenta, è un’ulteriore prova della normalizzazione della violenza e della paura che sta prendendo piede nella nostra società.
La fiaccolata che si è svolta ieri sera per commemorare Paolo Taormina è stata un momento di grande emozione e solidarietà, e la presenza della madre e della sorella della vittima è stata un esempio di dignità e di forza. È importante che la comunità continui a esprimere il suo dolore e la sua rabbia per questo delitto assurdo, ma è anche fondamentale che si cerchi di capire le cause profonde di questa violenza e si lavori per prevenirla.
In questo senso, le parole di Andrea Giostra, lo psicologo e criminologo che ha parlato recentemente di “serie tv criminogene” che generano criminalità, sembrano ancora più attuali.
È possibile che la nostra società stia fallendo nel suo compito di educare i giovani ai valori della convivenza civile e del rispetto reciproco? È possibile che la violenza e la sopraffazione siano diventate così comuni da essere considerate normali?
Come ha detto il criminologo Lonnie H. Athens, “La violenza non è solo un problema di individui, ma di società”.
La risposta a queste domande richiede un impegno collettivo e una riflessione approfondita sulle cause della violenza e sulla nostra responsabilità come società. Solo lavorando insieme possiamo sperare di costruire un futuro più sicuro e più rispettoso per tutti.
Le Serie TV Criminogene e la Lotta alla Mafia: le esecuzioni di adolescenti prima a Monreale (notte del 26-27 aprile 2025) poi a Palermo (notte dell’11-12 ottobre 2025). Il parere dello psicologo e criminologo Andrea Giostra
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La Relazione di Andrea Giostra al Convegno Internazionale “Coscienza e Libero Arbitrio: I Pensatori” | martedì 29 aprile 2025 ore 9:00-14:00
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