Ciao Gabriella, benvenuta e grazie per avere accettato il nostro invito. Ai nostri lettori che volessero conoscerti quale artista delle arti visive e scultore, cosa racconteresti di te?
Roma, è la mia città natale dove vivo e svolgo la mia attività artistica nel mio studio . Attualmente mi dedico pienamente alla carriera artistica e all’Associazione culturale Ghellarte da me fondata, incentrata sulla promozione della cultura, della quale sono presidente. Sono Membro della Accademia Italiana d’ Arte e Letteratura, presieduta dalla Dottoressa Francesca Romana Fragrale della quale è Presidente, che con eccellenza è sempre attenta nella ricerca accademica.
Nel contempo ho l’onore e il prestigio di far parte della Corrente Effettista che nasce come reazione dell’attuale crisi culturale e sociale , fondata dell’Ing Maestro Franco Fragrale e promossa da Francesca Romana Fragrale sua figlia.
… chi è invece GABRIELLA nella sua quotidianità? Cosa ci racconti di te della tua vita al di là dell’arte e del lavoro?
Personalmente mi ritengo caratterialmente molto positiva vivace e curiosa, ho molti amici e tante relazioni sociali. Nel presente , sono coniugata e ho una figlia ormai adulta , oltre all’impegno di vita famigliare ,i miei interessi sono molteplici, pratico sport da sempre , il mio amore per eccellenza è il tennis e anche se ad oggi per vari motivi la frequenza è minore , frequento ancora circoli sportivi sempre oggetto di stimoli positivi e di relazione importanti.
La mia giornata si svolge dal mattino con una prima camminata di circa cinque Km , questo mi serve per mantenere attivo il mio stato fisico . Avendo la fortuna di abitare in un quartiere di Roma dove c’è molto verde lo stimolo a muoversi è sicuramente maggiore.
Sono appassionata della Cinematografia, della Lettura, dell’ Arte e delle molteplici Mostre e Convegni che la Città dove vivo mi offre. Mi piace molto viaggiare dove trovo lo spunto per i miei lavori artistici .
Come è nata la tua passione per l’arte e per le arti visive in particolare? Quale il tuo percorso professionale, esperienziale, accademico e artistico che hai seguito?
Già da bambina dimostro una notevole predisposizione artistica, durante le estati che passavo nel casale di famiglia, fuori città, insieme a mio nonno , ero affascinata nel vederlo dipingere e scolpire il marmo. La mia adolescenza si interrompe con la prematura scomparsa di mio padre , a soli nove anni affronto la vita con una responsabilità diversa dai bambini della mia età. Perfezionato gli studi Accademici , formo una famiglia e successivamente approdo nel Comparto della Ricerca Scientifica, con un ruolo di ricerca e analisi statistiche congiunturali economiche. Dopo circa 25 anni completo la mia carriera impiegatizia . Terminato l’impegno aziendale, mantenendo però sempre viva la passione per la pittura, mi perfeziono presso la Scuola Delle Arti Ornamentali San Giacomo di Roma, dove sono passati i più grandi artisti e decoratori italiani, da Boccioni a Severini, da Scipione a Mafai e Fazzini, successivamente sempre nella Capitale. alla Scuola Nicola Zabaglia. Acquisito la padronanza del colore e della tecnica comincio la mia carriera artistica. Annovero in Italia più di cinquanta esposizioni collettive che mi vedono a confronto con artisti di vario genere artistico e numerose personali, tra le più recenti quali: Anno 2014- I cinque sensi intuizioni e colori presso il Complesso dei Dioscuri al Quirinale- , Anno 2024- Paradigmi – Fantasia , Colori e Visioni nella Civiltà’ Moderna presso La Galleria La Pigna Palazzo Maffei Marescotti -Roma.
Partecipo a notevoli esposizioni all’estero: dal Giappone, con la mostra nel 2011 presso il Fukuoka Art Museum, a Miami con Art Spectrum, curata da EUART Panorama Europa, a Bruxelles, Boston, Berlino, fino all’esposizione Art States a New York nel 2017 e a Parigi, con la mostra Art Capital del 2018, curata dalla Societè Des Artistes Independants presso il Grand Palais.
Tra i molti premi e riconoscimenti, ho ricevuto a maggio 2020 il Certificato Museale del Maco Museum di Veroli. Infine, alcune mie opere sono esposte in permanenza presso il Museo Sciortino di Monreale; Nel 2024 la nomina come Membro Dell’Accademia Italiana di Arte e Letteratura successivamente come Artista della corrente pittorica Effettista. Per la parte bibliografica sono presente in vari cataloghi e testi della Storia dell’Arte Contemporanea Italiana (Atti Scritti Archivistici per la ricerca e Tutela delle Opere d’Arte).
Come definiresti il tuo linguaggio? C’è qualche artista al quale t’ispiri?
Tra gli artisti che mi hanno suscitato interesse c’è Pablo Picasso uno dei più famosi del XX secolo evocando nel male e nel bene tutto ciò che la rivoluzione dell’Arte contemporanea significava. Anche nella ricerca della Pop Art non c’è uno stile , ma piuttosto un termine collettivo per definire fenomeni artistici dove a tutti era permesso tutto citando alcuni.. Andy Warol, Roy Lichtenstein e altri. In particolare sperimento un astrattismo geometrico, costruito sui contrasti delle stesure di colore, e al contempo, quasi in contrapposizione, uno stile dove il gesto domina e ricorda l’action painting di Jackson Pollock, dove i contrasti sono dati da colori sgocciolati su forme sfumate, da parti luminose e in ombra. Attualmente mi esprimo attraverso l’equilibrio e la sintesi dei molti elementi della ricerca astratta, creando opere dove le stesure, a volte monocrome, diventano materiche, e spazi geometrici frammentati sui quali, con intensi tocchi di colore, vado oltre la bidimensionalità della tela.
Chi sono stati i tuoi maestri d’arte che ami ricordare? Se ci sono, parlaci di loro…
In età matura ricordo con affetto il Professore Giovanni Arcangeli, del quale oltre alla grande professionalità ricevuta nutro una profonda stima, una persona gradevole e molto preparata riusciva a spiegare e a sollecitare il tratto artistico personale, data la sua enorme capacità nella pittura iperrealista riusciva a trasmettere e impartire lezioni coinvolgenti e artistiche in ognuno di noi. Citando altri Maestri che mi hanno piacevolmente coinvolto sono la Professoressa Laura Barberin persona dinamica e visionaria.
Come descriveresti la tua tecnica pittorica e artistica? Ci racconti il tuo percorso, come sei arrivata a questa definizione artistica, e poi quali gli strumenti che utilizzi, i materiali? Insomma, raccontaci di questo tuo modo di creare e di fare arte.
Nella mia fase di formazione, ho aderito da uno stile figurativo accademico, con dipinti olio su tela e soggetti emblematici della classicità e delle arti. In seguito, mi distacco dall’idea della perfezione formale e comincio a sperimentare un linguaggio figurativo espressionista, dove predominano i temi della natura e le figure femminili, costruiti attraverso pennellate espressive, rapide e colme di energia. La mia ricerca artistica non si esaurisce, tesa all’esigenza di abbandonare il limite della forma per poter esprimere le mie sensazioni emotive; mi dedico quindi alla pittura astratta, utilizzando tecniche diverse, olio, acrilico, smalti, fino all’apposizione sulla tela di diversi materiali quali malta, graniglia, gesso e altri.
Quali sono, secondo te, le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è “Artista” oggi secondo te?
L’arte, specie in questo momento storico, ha il dovere di trasferire quella pace interiore che sta perdendo il suo valore, il linguaggio comune che l’arte trasmette deve unire i popoli nello stesso respiro, le mie opere raccontano le emozioni nei diversi momenti della realtà: eventi attuali, scoperte di luoghi e persone, eventi sociali, ma anche testimonianze contemporanee. La varietà dei temi che tratto sono l’occasione di una riflessione intesa alla comprensione del soggetto e corrisponde alla varietà delle soluzioni delle tecniche utilizzate, come l’olio steso con la spatola o l’acrilico misto al gesso, e dei cromatismi, caratterizzati da una grande intensità espressiva. Analizzando il concetto di Cultura direi che la stessa fa bene a chi la osserva e chi la realizza. Tutti questi elementi, infine, sono trasposti nella dimensione astratta con una grande forza e una potente energia, che sono la mia firma indelebile e indimenticabile. In conclusione l’Artista è tale, quando ha capito il messaggio da trasferire ed è pronto per una rivoluzione gentile.
Ci racconti un episodio bello e che ti ha fatto piacere che hai vissuto nella tua esperienza artistica e un episodio che ti è molto dispiaciuto?
Fortunatamente, la mia carriera artistica è stata un susseguirsi di emozioni che mi hanno formato sia umanamente che professionalmente. La possibilità del confronto con altri artisti di varie città anche internazionali ha suscitato in me una grande consapevolezza, a tal proposito , ricordo con piacere il viaggio in Giappone nella città di Fukuoka , dove esponevo con altri artisti. L’incontro avuto con un famoso maestro artista e docente di scrittura Giapponese suo nome “Bokuden Matsuda “ il quale , superato il primo momento di incertezza e di sana diffidenza, mi invita nel suo studio per presentare e insegnarmi la tecnica di scrittura. Prima di entrare nel tempio meraviglioso del suo studio , dove tutto era perfetto gli strumenti posizionati come si esegue una operazione chirurgica, fu quella di togliere le scarpe . Qui ci sediamo in terra di fronte ad un tavolo basso , il Maestro con movimenti che sembravano più una danza che tecnica, comincia a insegnarmi i primi tratti di inchiostro di china sul foglio ….l’emozione e l’esperienza avuta è un ricordo bellissimo indelebile che porterò sempre con me. Altro episodio che purtroppo mi rattrista , è la perdita prematura di un caro amico e collega Presidente del Maco Museo di Veroli.
Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita artistica e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che hai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?
Ci sono molte persone le quali sento di essere riconoscente, sono tutte quelle persone che hanno creduto in me e tutt’ora lo fanno, In primis la mia famiglia ,mio marito che mi ha sempre sostenuta, i miei collezionisti, i curatori, i critici d’Arte, le gallerie che mi hanno ospitato, i miei amici , mia mamma per il coraggio che mi ha trasferito, Daniele Radini Tedeschi Storico e Critico d’Arte, David Guido Pietroni Produttore, Stefano Veneruso Produttore Scrittore e nipote di Massimo Troisi il quale mi ha inserito nel libro e nella mostra dedicata al Poeta Massimo , Jean Francois Bachis Pugliese Prof Critico Archivista, Giuseppe Giglio Storico e Critico d’Arte , la Presidente Francesca Romana Fragrale dell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura che profondamente stimo.
«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?
La bellezza, è una sensazione che lascia piacevolmente sorpresi , quando la bellezza è visiva , un prato il mare , il sole , una persona ecc. altro è così quando percepiamo la bellezza nei nostri sensi, il tatto riusciamo a capire ciò che è bello quando la percezione tattile ci provoca emozione, il gusto quando le nostre papille gustative si appagano del sapore allora diciamo è un bel piatto, l’olfatto quando le percezioni olfattive vengono stimolate piacevolmente dai profumi cosicché anche i nostri pensieri diventano più inclini alla serena bellezza.
«C’è un interesse in ciò che è nascosto e ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra visibile nascosto e visibile apparente.» (René Magritte, 1898-1967). Cosa ne pensi di questa frase detta da Magritte? Nelle arti visive qual è, secondo te, il messaggio più incisivo? Quello che è visibile e di immediata comprensione oppure quello che, pur non essendo visibile, per associazione mentale e per meccanismi psicologici proiettivi scatena nell’osservatore emozioni imprevedibili e intense?
Sono fermamente convinta che nell’Arte, mi riferisco alla bellezza dell’Arte pittorica, il maestro artista trasmette il suo messaggio, rappresentando oltre ciò che vede anche a quello che vuole dimostrare, per questo penso che l’opera visiva di immediata comprensione sia dimostrazione del questo e ora . Mentre la pittura espressionismo astratto, si traduce in un linguaggio universale dove nulla è scontato ma che scuote intensi ragionamenti ed emozioni .
«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?
Giovanni Falcone è stato un esempio di grande serietà e determinazione, se devo fare una analisi del comportamento mi trovo abbastanza incline al suo carattere determinato .
La vita mi ha insegnato che nulla è scontato , se vuoi raggiungere un obiettivo devi lavorare per ottenerlo , alcune volte si va incontro alla sfiducia, ma è proprio in quel momento che non bisogna arrendersi, la mia infanzia mi ha insegnato proprio questo , impegnarsi per avere, raggiungere l’obiettivo e conquistarlo.
«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua arte e nelle tue opere?
Ogni emozione, ogni sentimento, ogni progetto, ogni occasione, ogni fatto, sono lo stimolo per la mia parte artistica. Un progetto artistico ha bisogno di questi stimoli altrimenti non è arte.
Da ragazzo ho letto uno scritto di Oscar Wilde nel quale diceva cos’era l’arte secondo lui. Disse che l’arte è tale solo quando avviene l’incontro tra l’“oggetto” e la “persona”. Se non c’è quell’incontro, non esiste nemmeno l’arte. Poi qualche anno fa, in una mostra a Palermo alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Riso, ho ascoltato un’intervista di repertorio al grande Gino de Dominicis che sulle arti visive disse questo: «Le arti visive, la pittura, la scultura, l’architettura, sono linguaggi immobili, muti e materiali. Quindi il rapporto degli altri linguaggi con questo è difficile perché sono linguaggi molto diversi tra loro … L’arte visiva è vivente … l’oggetto d’arte visiva. Per cui paradossalmente non avrebbe bisogno neanche di essere visto. Mentre gli altri linguaggi devono essere visti, o sentiti, o ascoltati per esistere.» (Gino de Dominicis, intervista a Canale 5 del 1994-95). Cosa ne pensi in proposito? L’arte esiste se esiste l’incontro tra l’oggetto e la persona, come dice Oscar Wilde, oppure l’arte esiste indipendentemente dalla persona e dal suo incontro con l’oggetto, come dice de Dominicis per le arti visive? Qual è la tua prospettiva sull’arte in generale?
Vi sono due mondi- uno esiste e non se ne parla mai, è chiamato il mondo reale perché non c’è nessuna necessita per poterlo vedere. L’altro è il mondo dell’arte, se ne deve parlare perché altrimenti non esisterebbe. L’Arte non si appella in prima istanza né all’intelletto né alle emozioni, ma solo al temperamento artistico, Oscar Wilde.
«Poi c’è l’equivoco tra creazione e creatività. L’artista è un creatore. E non è un creativo. Ci sono persone creative, simpaticissime anche, ma non è la stessa cosa. Comunque, questa cosa qui dei creativi e degli artisti, nasce nella fine egli anni Sessanta dove iniziano i galleristi ad essere creativi, poi arrivano i critici creativi, poi arrivano i direttori dei musei creativi… E quindi è una escalation che poi crea questi equivoci delle Biennali di Venezia che vengono fatte come se fosse un’opera del direttore. Lui si sente artista e fa la sua mostra a tema, invitando gli artisti a illustrare con le loro opere il suo tema, la sua problematica. Questo mi sembra pazzesco.» (Intervista a Canale 5 del 1994-95). Tu cosa ne pensi in proposito? Secondo te qual è la differenza tra essere un “artista creatore” – come dice de Dominicis – e un “artigiano replicante” che crede di essere un “artista”?
L’artista creatore e colui che produce opere uniche partendo da un processo quasi sempre emotivo creando valore estetico e artistico. L’artigiano replicante produce oggetti decorativi il più delle volte riproducibili.
Gli autori e i libri che, secondo te, andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri e tre autori da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.
Sono Raffaello il Divin Pittore – Giulia Silvia Ghia e Alessia Muroni Ramu è uno dei massimi pittori del 500 . Ma era un uomo immerso in una rete di relazioni sociali professionali artistiche e amorose.
Quando eravamo i padroni del mondo di Aldo Cazzullo. Il libro racconta la fondazione leggendaria di Roma dal mito letterario di Enea a quello di Romolo.
L’uomo della Città Vecchia – Enrico Franceschini – Tra odore di caffè al cardamomo, nei labirinti che circondano il Santo Sepolcro, il Muro del Pianto e la Moschea, tra le pietre del cammino di Abramo Gesù e Maometto, un complotto che potrebbe cambiare la storia del Cristianesimo.
Potere Assoluto – di Danilo Ceirani – Il mondo sta vivendo una contraddizione storica , continua a parlare di diritto ma agisce con la logica della forza. E’ una trasformazione dell’ordine globale.
Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere assolutamente? E perché, secondo te, proprio questi?
C’è Ancora Domani – Paola Cortellesi Il film in bianco e nero è una storia basata sulla resilienza femminile e il tono che passa dal melodramma alla farsa..
Un mondo a parte – Antonio Albanese – Un insegnante che stanco della sua vita nella capitale , decide di andare in un paesino in abbruzzo dove ritrova la passione della sua professione fino a quando arriva la minaccia di chiusura della scuola.
Buen Camino – Checco Zalone – Un ricco miliardario che vive nel lusso sfrenato in discordia con la figlia che vuole affrontare il mondo da sola.
Ci parli dei tuoi imminenti impegni professionali, dei tuoi lavori e delle tue opere in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata?
Attualmente sono in esposizione fino al 30 Marzo 2026 , presso EX MAM Museo delle Arti e Mestieri di Cosenza . La mostra è dedicata a Gioacchino da Fiore (1130-1202) abate cistercense e profeta calabrese, persona mistica e visionario . Contemporaneamente sto seguendo un progetto ,con creazione di opere per una prossima mostra personale che avrò a fine anno 2026 nella città di Roma. La location Istituzionale è in fase di approvazione . A Maggio 2026 sarò in esposizione presso la Libreria Gangemi di via Giulia Roma con artisti colleghi della Corrente Effettista.
Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero comprare le tue opere? Prova a incuriosirli perché vadano nei portali online o vengano a trovarti nel tuo atelier di ROMA per comprarne alcune.
Interagire con l’Arte migliora l’auto comprensione sviluppando una intelligenza emotiva. Il quadro non è un oggetto solo decorativo ma l’unione tra il mondo interiore e quello esterno. Acquistare Arte oltre alla passione personale è un investimento che dura e migliora nel tempo, in particolare seguire un’artista può offrire l’opportunità di vedere la loro carriera e vedere il valore dell’opera acquistata crescere. Acquistare l’opera direttamente dall’Artista sostiene la propria attività creativa di chi produce bellezza. Per questo motivo la mia arte non finisce nel produrre opere certificate, ma sopratutto nello storicizzare il lavoro creato con pubblicazioni bibliografiche e sito WEB – il mio studio artistico si trova a Roma .
Dove potranno seguirti i nostri lettori?
Facebook , Instagram , Sito WEB Gabriellatolli.com
Catalogo Personale
GABRIELLA TOLLI Colori Cosmici Studio Byblos Editore
GABRIELLA TOLLI Paradigmi Edt Edditore
Gabriella TOLLI I Cinque Sensi Zeroottounografica
Per concludere questa chiacchierata, cosa vuoi dire alle persone che leggeranno questa intervista?
Voglio ringraziare tutti coloro che hanno prestato attenzione nel leggere la mia intervista e seguito il mio percorso artistico. Spero di aver trasferito in ognuno di Voi l’interesse per la mia arte, di aver spiegato quale è stato il mio cammino dimostrando che ogni cosa deve essere realizzata con professionalità e competenza. L’Arte è ..e rimane un bene comune. Un ringraziamento speciale va ad Andrea Giostra che con questa intervista ha creduto in me . Pertanto Invito tutti a visionare la mia Arte e qualora ci fosse interesse di contattarmi, di seguirmi sui social e nelle varie pubblicazioni dove sono presente. Vi aspetto … Con gratitudine, Gabriella Tolli.
Gabriella Tolli


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