La Festa dei Morti in Sicilia è un’antica danza di ombre e di luce, un viaggio attraverso la memoria e la tradizione. Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, i defunti si risvegliano e lasciano doni ai bambini, come se la morte stessa si fosse trasformata in una generosa fata.
I “cannistri” traboccano di dolci e giocattoli, tesori nascosti che i bambini cercano con gli occhi luccicanti di meraviglia. I dolci tipici sono i simboli di una tradizione che si perpetua nel tempo: i “pupi di zucchero” sono i guardiani della memoria, le “ossa di morto” sono i resti di un passato che non muore mai. La “frutta martorana” e la “muffoletta” sono i sapori di una festa che unisce le generazioni.
Scriveva Leonardo Sciascia: «è soltanto nella festa che il Siciliano esce dalla sua condizione di uomo solo», ed effettivamente, a pensarci, le feste in Sicilia rappresentano importanti momenti di raccoglimento familiare. La sera prima di questa ricorrenza, si ripete un’antica filastrocca che recita così:
“Armi santi, armi santi
Io sugnu unu e vuatri siti tanti
Mentre sugnu ‘nta stu munnu di guai
Cosi di morti mittiminni assai”
“Anime sante, anime sante
Io sono solo e voi siete tante
Mentre sono in questo mondo di guai
Regali dei morti mettimene assai”
Questa filastrocca racconta di un’antica credenza che vuole che nella notte tra l’1 e il 2 novembre le anime dei morti vadano a fare visita ai familiari, portando con sé doni soprattutto per i bambini. I doni vengono nascosti opportunamente in giro per casa e la mattina del 2 novembre, i bambini vengono coinvolti in una vera e propria caccia al tesoro.
La tradizione prevede che i bambini trovino dolci e balocchi, come frutta martorana, pupi di zucchero, biscotti reginella e altri dolci tipici. In alcune zone dell’isola, era anche usanza regalare ai bambini scarpe ripiene di cioccolatini. Questa tradizione rappresenta non solo un momento di gioia per i più piccoli, ma anche un’occasione per mantenere vivo il ricordo dei cari scomparsi e per confrontarsi con il tema della morte in un modo gioioso e sereno.
La visita al cimitero è un pellegrinaggio di amore e di ricordo, dove i fiori e i lumini sono i segni di una devozione che non si estingue. Le fiere dei morti sono il teatro di una tradizione che si rinnova ogni anno, con bancarelle che traboccano di dolciumi e giocattoli.
In questa festa, la memoria è il filo che unisce i vivi e i morti, in un abbraccio di amore e di tradizione. La Festa dei Morti in Sicilia è un’esperienza unica, che unisce la gioia della festa alla malinconia del ricordo, e che continua a vivere nel cuore dei siciliani.
Da bambina, aspettavo con gioia il giorno dei Morti, quando i miei familiari defunti mi avrebbero portato dolci e giocattoli. E ancora oggi, le tradizioni popolari come questa sono parte del nostro patrimonio culturale e identitario, che ci unisce e ci fa sentire parte di una comunità più grande. Sono il filo che lega il passato al presente, e che ci permette di mantenere viva la memoria dei nostri cari e della nostra storia.
Stefania Lo Piparo



