Novembre: questo è il mese dei morti e dei lutti
Forse il più adatto al commiato, quello definitivo
Ma quando ci lascia un personaggio sopra tutti
Ti squarcia l’anima e poco importa il ruolo da divo.
Ornella Vanoni, se ne è andata via per sempre da noi
Forse nel modo giusto, come avrebbe voluto che fosse
Senza troppo clamore, come spesso accade agli eroi
All’improvviso, nella sua Milano, un’uscita di gran classe.
La Signora della musica italiana, così naturale e ironica
Con quella voce calda da brividi addosso, così sensuale
Intelligente, generosa, pungente e colta, figura iconica
Una carriera lunghissima e fino all’ultimo istante vitale.
Immensa, con sessantacinque milioni di dischi venduti
Regina della canzone d’autore, fuori da mode e dal tempo
Colonna sonora della nostra vita i suoi brani son divenuti
Sempre vera e sincera, la donna speciale senza inciampo.
Né tigre né pantera ma la regalità di una vera leonessa
Che aveva chiesto al sindaco di dedicarle teatro o aiuola
“Mi hanno detto che bisogna morire per averlo” confessa
“Allora aspetterò”. Ma toccherà ai milanesi l’ultima parola.
Sofisticata cantante “intellettuale” impegnata della “Mala”
Un vero e proprio repertorio le hanno cucito addosso
Ma resta un capitolo chiuso che nei récital più intercala
Impossibile tenerle testa ché non si passa: semaforo rosso.
Il primo grande amore fu Giorgio Strehler in giovane età
Poi quello tormentato e difficile con Gino Paoli è stato
Un marito, un figlio, altri amanti, depressione e ansietà
“La tua voce che scalda i cuori non scalda te stessa” citato.
Ciao Ornella e grazie per le emozioni che ci hai saputo dare
“Cercare di vivere di più è una cretinata” detto in quell’intervista
Il nostro ricordo con te è un appuntamento senza fine e amare
Quel filo di trucco e di tacco che hai indossato da vera artista.
Maria Rosa Bernasconi
“Ma mi, ma mi, ma mi
Quaranta dì, quaranta nott
Sbattuu de su, sbattuu de giò:
Mi sont de quei che parlen no!”

