Non mi conoscevi, lo stesso mi hai accolta
La tua è stata fiducia totale senza riserve
Una gioia immensa ho provato quella volta
Ho visto la luce, la contentezza, la verve.
Ti piacevano le mie rime e le pubblicavi
Dandomi totale fiducia e carta bianca
Pur con la pandemia in atto e senza ricavi
Il giornale raccoglie consensi e sbanca.
Ben strutturato e con redattori di valore
Ho camminato accanto a te con orgoglio
Ma poi l’IRA ha spezzato il filo conduttore
Dura la punizione inflittami per lo sbaglio.
Sono una persona buona, seppur iraconda
Sapessi che fatica nel dovermi controllare
Il sangue va alla testa e perdo la trebisonda
E’ un peccato mortale che sì mi fa dannare.
Mi pento subito se so di avere torto marcio
Mi dispero, piango, tardivo è chiedere scusa
Ogni tanto fa capolino questo caratteraccio
Della pazienza altrui la mia condotta abusa.
Al buon cristiano non è difficile perdonare
“Perdona loro ché non sanno quello che fanno”
Tu l’hai fatto e daccapo ho potuto ricominciare
Ma tu adesso già lo sai che non farò più danno.
Ho tanti bei versi custoditi nel carniere
Che vorrei donarti “con il cuore in mano”
Scrivere ancora di Estati e Primavere
Ché quel che si dice della gente di Milano.
Ho scritto anche dell’Ira i difficili versi
Che cos’è per me la Poesia nero su bianco
Un’altra occasione è stata data di proporsi
A Mary dai capelli bianchi e il cuore stanco.
Sei nato lo stesso giorno di mio marito
E la coincidenza per me è stata il segno
L’emozione si mischia con gli auguri di rito
Adesso si può brindare e continuare il sogno.
Maria Rosa Bernasconi

