CiaoAurora, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittrice?
Grazie a voi per il tempo e lo spazio che mi avete dedicato. Ai lettori direi che sono una persona che usa le parole per esplorare l’animo umano e, soprattutto, per capire meglio gli argomenti che mi appassionano profondamente. Per me la scrittura è uno strumento di indagine interiore: ne è un esempio il mio saggio sulla creatività pura, nato proprio dopo il lavoro su‘Francesco Adorno un filosofo a Firenze. Più che dare risposte pronte, mi piace invitare chi legge a fare un viaggio filosofico e personale, esplorando insieme i meccanismi profondi che vanno oltre il pensiero.
Chi è inveceAuroraal di là della sua passione per la scrittura, per la letteratura e la lettura? Cosa puoi raccontarci di te e della tua quotidianità?
Al di là dei libri, arte e vita quotidiana camminano rigorosamente a braccetto; non c’è separazione. La mia quotidianità è fatta di momenti di profonda riflessione, studio e meditazione. Pratico regolarmente ritiri con maestri di buddismo tibetano e, al tempo stesso, amo approfondire i testi scientifici. Tutto ciò che scopro e sperimento in questi mondi cerco di portarlo nella vita di tutti i giorni e di esprimerlo poi attraverso l’arte. Non ha senso spendere tempo nello studio e nella ricerca se poi non applichiamo ciò che impariamo alla vita di tutti i giorni, diventando esseri umani migliori. Tutta la nostra esperienza, infatti, è fatta della medesima sostanza: la qualità di presenza che mettiamo in ogni singola situazione in cui siamo coinvolti.
Aurora è semplicemente questo: una persona che cerca di fondere spiritualità e logica scientifica alla realtà di ogni giorno e di condividere le sue scoperte con gli altri.
Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni della scrittrice?
Definirei il mio percorso come una costante ricerca di ponti tra mondi apparentemente diversi. Una parte è legata alla struttura e al racconto visivo, nata a Firenze e cresciuta attraverso la formazione in cinema e marketing, che mi ha portata alla scrittura e alla sceneggiatura. Ma c’è anche una parte profondamente rivolta all’interno, verso le scienze della mente e dello spirito. Gli studi all’Università di Pisa – con il Master in Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative e il percorso in Performance Coaching – si fondono ogni giorno con la mia ricerca spirituale nel Buddismo tibetano. Ogni personaggio che creo, ogni saggio e ogni pagina che scrivo, a partire dalla biografia su Francesco Adorno, nasce esattamente in questa intersezione: dove lo studio scientifico della mente incontra l’esperienza vissuta e la creatività pura.
La vita può essere vissuta come una poesia attraverso la presenza continua, quando la mente non è più solamente una bandiera in balia del vento, ma è in grado di ancorarsi al puro sentire.
Come nasce la tua passione per scrittura, per la lettura e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato ad amare i libri, le storie da scrivere e raccontare, la lettura e la scrittura?
Sono nata in una famiglia dove i libri erano il pane quotidiano. Mio nonno aveva una bellissima biblioteca con un oblò e una vetrata aperte sul Duomo di Firenze. Nell’aria aleggiava un alone di mistero. Ho sempre visto ogni volume come un mondo a se stante o una possibilità. Posso veramente dire che i libri mi hanno salvato la vita nei momenti difficili. Leggo soprattutto saggi e mi piace mettere in relazione il pensiero dei diversi maestri che hanno varcato il nostro mondo: dal Buddha a Yogananda, San Francesco, Eckhart Tolle etc.
I libri sono pura magia: la trasmissione della conoscenza di generazione in generazione.
Ci parli del tuo libro,Creatività pura, come trasformare consumatori passivi in creatori consapevoli sulle tracce del nuovo Oridente,pubblicato nel2026? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale le storie che ci racconti senza ovviamente farespoiler?
Creatività puranasce da un’osservazione tanto cruda quanto necessaria: oggi viviamo assorti in un sonno frastornato, spettatori passivi di una realtà che ci scivola addosso. L’ispirazione profonda del saggio nasce proprio dal desiderio di scardinare questa apatia. Volevo ricordare a chi legge che la creatività non è una semplice dote artistica riservata a pochi, ma è la nostra vera essenza, la sorgente originaria da cui scaturisce ogni nostra visione del mondo.
Nel libro propongo una sintesi profonda tra la saggezza dell’Oriente e il ragionamento scientifico. Attraverso questo dialogo, cerco di condurre il lettore oltre l’illusione dei vincoli dell’ego, offrendo gli strumenti per trasformarsi da consumatori passivi a creatori consapevoli della propria realtà.
Senza fare spoiler sulle storie e sui percorsi che esploro, posso anticipare che il processo creativo viene ridefinito come un vero e proprio linguaggio universale, capace di integrare gli opposti. Da questa unione prende forma un nuovo orizzonte che ho definito Oridente Creativo: una visione in cui la ricerca spirituale e la precisione della scienza convergono finalmente in un’unica verità al servizio dell’uomo.
Il messaggio essenziale che desidero lasciare al lettore è un ritorno alla propria natura: la creatività pura non è qualcosa che si fa, ma è esattamente ciò che siamo.
Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?
Mentre scrivevo, ho immaginato tutte quelle persone che sentono il bisogno di svegliarsi da quel ‘sonno frastornato’ di cui parlavamo prima. Mi rivolgo a chi non vuole più essere un semplice spettatore passivo della propria vita, ma desidera riappropriarsi del proprio potere creativo. È un libro dedicato sia ai ricercatori spirituali, che cercano risposte nella meditazione e nella consapevolezza, sia a chi ha una mente logica e scientifica ma avverte che manca ancora un tassello per comprendere appieno se stesso. In fondo, il destinatario è chiunque sia pronto a superare l’illusione della separazione per iniziare a vivere la propria quotidianità come un atto di pura poesia.
Tu hai scritto altri libri. Ci parli delle tue opere? Quali sono, come sono nate, quale il messaggio che contengono? Insomma, raccontaci della tua attività letteraria, dei romanzi.
La mia attività letteraria ha avuto un inizio quasi magico e inaspettato. Il mio primissimo libro è nato quando avevo appena vent’anni, scritto quasi per gioco. Si intitolava‘Solo per ragazze’e vide la luce grazie a una bellissima coincidenza: l’editore, Zella, era il padre di un mio caro amico che lesse quelle pagine e decise di scommettere su di me. È stato il mio battesimo con la parola scritta, un’esperienza fresca e spontanea che mi ha fatto capire quanto amassi raccontare. Inaspettatamente trovai il mio libro nelle Ipercoop; la copertina con il mio viso che mi scrutava come il riflesso di uno specchio.
Successivamente ho esplorato toni diversi con‘Bubble’, una commedia nata da una bozza di sceneggiatura, in cui ho potuto sperimentare con il ritmo della narrazione, l’ironia e le dinamiche umane più leggere.
Il vero punto di maturazione, sia personale che letteraria, è arrivato con la biografia‘Francesco Adorno, un filosofo a Firenze’. Un vero viaggio attraverso le origini che mi ha cambiata profondamente, spalancandomi le porte verso quella sintesi tra logica, scienze della mente e presenza interiore che ha poi dato vita al mio ultimo saggio,‘Creatività pura’. Ogni opera, insomma, ha rappresentato un passo necessario per diventare la scrittrice che sono oggi. Scrivere è fatica, dedizione, a tratti quasi ossessione, una disciplina attraverso la quale ho imparato la costanza e l’abnegazione.
Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero comprareCreatività Purao gli altri tuoi libri? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portalionlineper acquistarli.
Amo le domande vere, dirette, a cui mi sento di rispondere con totale sincerità: i lettori dovrebbero scegliere i miei libri, e in particolareCreatività Pura, perché non troveranno teoria astratta, ma vita vissuta. Io non scrivo mai di concetti campati in aria: scrivo esclusivamente di ciò che sperimento, pratico e attraverso in prima persona nella mia quotidianità. Ogni singola intuizione sulla meditazione, ogni riflessione scientifica o filosofica legata alla presenza mentale, prima di finire sulla pagina, è passata attraverso il filtro della mia esperienza diretta.
Sfogliare queste pagine significa fare un viaggio senza filtri. Troverete storie e strumenti pensati per scuotere, per rompere l’illusione della separazione e per aiutarvi a riscoprire che la creatività non è un dovere o un talento per pochi, ma la vostra vera natura. Se sentite il bisogno di uscire dal quel ‘sonno frastornato’ e volete iniziare a guardare la vostra vita con occhi nuovi, vi invito ad andare in libreria o sui portali online. Regalatevi questa opportunità: non per leggere me, ma per riscoprire qualcosa in più su voi stessi.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare le tue opere letterarie? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?
Dovrei citare almeno mille libri e mille persone senza i quali non avrei potuto realizzare niente di tutto quello che ho fatto. Due persone in particolare sono mia sorella Orchidea che faccio impazzire tra le varie correzioni e revisioni dei testi e mio fratello Alessandro, sostegno insostituibile.
«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”»(Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria, della poesia e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza… Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?
La bellezza è tutto ciò che facciamo con la purezza del cuore, senza doppi fini o aspettative. Proprio come diceva Agostino per il tempo, cercare di incatenarla in una definizione logica significa perderla. La bellezza non risiede nell’oggetto in sé, ma nella qualità della nostra presenza e nell’intenzione che mettiamo nell’esperienza.
Si riconosce quando crolla l’illusione della separazione: che si tratti di un verso poetico, di una verità scientifica o di un piccolo gesto quotidiano, la vera bellezza si manifesta quando l’ego si fa da parte e ci permette di sintonizzarci sul puro sentire. Bellezza è quell’istante di assoluta armonia.
«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.»(Giovanni Falcone,“Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?
Come spiego nel libro, mi rispecchio nelle parole di Falcone, ma con una sfumatura legata al mio percorso: per me la determinazione e la disciplina non sono un’ossessione per il risultato o per il successo, ma un atto di pura responsabilità e presenza. Più che al fato o alla fortuna, credo nell’impegno consapevole, perchéogninostra azione nel mondo non è altro che lo specchio fedele di ciò che siamo all’interno, a patto di saper bypassare l’ego. Quando riusciamo a mettere da parte le sue paure e le sue pretese, l’azione diventa pura ed esprimiamo la nostra vera essenza. Portare a termine un obiettivo significa quindi onorare ciò che stiamo compiendo nel qui e ora, traducendo la nostra realtà interiore in un atto concreto. La fortuna può offrire delle occasioni, ma è la qualità della nostra presenza e la disciplina quotidiana a fare la differenza. Non mi chiedo se sia difficile o se il destino sia a favore; mi concentro su come mettere tutta me stessa in ciò che faccio.
«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori»(René Descartes in“Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che:«La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali. (…) Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.»(Marcel Proust, in“Sur la lecture”, pubblicato su“La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust,“Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è“ricevere un pensiero nella solitudine”, ovvero,“leggere sé stessi”come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…
Non possiamo fare altro che proiettare noi stessi in ciò che leggiamo, dando colori e sfumature diverse. Col tempo, ogni libro diventa diverso, un po’ più profondo, mano a mano che la nostra consapevolezza si raffina.
«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.»(Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.)Secondo te perché un romanzo, un libro, una raccolta di poesie abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale, armonico, musicale, accattivante per chi legge), volendo rimanere nel concetto di Bukowski?
Rimanendo nel concetto di Bukowski, direi che la divisione tra ‘cosa si racconta’ (la storia) e “come lo si racconta” (il linguaggio) è l’ennesima illusione di separazione. Quando scriviamo bypassando l’ego e attingendo al nostro puro sentire, la forma e il contenuto smettono di essere due elementi distinti: nascono insieme, fusi in un’unica, spontanea necessità espressiva. Una storia incredibile non funziona senza una voce autentica che la sorregga, così come un linguaggio ricercato rimane un guscio vuoto se non veicola una verità sperimentata in prima persona. Un libro ha successo – o, per dirla con Bukowski, “funziona” – quando vibra di questa totale unità. Non è una questione di regole geometriche tra trama e stile, ma della qualità di presenza che l’autore mette sulla pagina: è quella sostanza che il lettore percepisce e che rende l’opera viva.
«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…»(Anaïs Nin,“Fuoco”in“Diari d’amore”terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua scrittura, nella tua arte e nel tuo lavoro?
Trovo le parole di Anaïs Nin straordinariamente vicine alla mia visione. Per me l’amore, i sentimenti e le passioni non sono semplici fatti della vita, ma la sostanza stessa dell’esperienza. Come ho scritto nel saggio, l’estasi e la creatività pura nascono proprio quando superiamo l’illusione della separazione e uniamo la realtà fisica a quella metafisica.
«Lasciate che vi dia un suggerimento pratico: la letteratura, la vera letteratura, non dev’essere ingurgitata come una sorta di pozione che può far bene al cuore o al cervello – il cervello, lo stomaco dell’anima. La letteratura dev’essere presa e fatta a pezzetti, sminuzzata, schiacciata – allora il suo squisito aroma lo si potrà fiutare nell’incavo del palmo della mano, la potrete sgranocchiare e rollare sulla lingua con gusto; allora, e solo allora, il suo sapore raro sarà apprezzato per il suo autentico calore e le parti spezzate e schiacciate si ricomporranno nella vostra mente e schiuderanno la bellezza di un’unità alla quale voi avrete dato qualcosa del vostro stesso sangue»(Vladimir Nabokov,“Lezioni di letteratura russa”, Adelphi ed., Milano, 2021). Cosa ne pensi delle parole di Nabokov a proposito della lettura? Come dev’essere letto un libro, secondo te, cercando di identificarsi liberamente con i protagonisti della storia, oppure, lasciarsi trascinare dalla scrittura, sminuzzarla nelle sue componenti, per poi riceverne una nuova e intima esperienza che poco ha a che fare con quella di chi l’ha scritta? Qual è la tua posizione in merito?
Leggere senza filtri, come un viaggio in libera senza paracadute. Lasciando che i personaggi ci conducano ovunque, oltre le nostre paure, oltre le nostre credenze.
Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita professionale e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che avrai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?
I miei nonni perché mi hanno insegnato a pensare e a mettere sempre tutto in discussione.
Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.
Leggere è come fare l’amore. È bello quando troviamo la persona giusta. Più che citare un certo autore, posso consigliare di leggere ciò che ci nutre nel profondo, che ci scuote e che mette in dubbio le nostre credenze.
Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché secondo te proprio questi?
Kundundi Martin Scorsese: La vita del Dalai Lama raccontata non solo come biografia, ma come un viaggio visivo e spirituale straordinario sulla compassione, sulla forza della non-violenza e sulla profonda saggezza dell’Oriente.
Matrixdelle sorelle Wachowski: Sotto la veste della fantascienza si cela una potentissima metafora filosofica e buddista; rappresenta perfettamente il risveglio dal ‘sonno frastornato’ e il superamento dell’illusione della realtà in cui siamo immersi.
Creature luminose: Questo adattamento cinematografico è un’opera preziosa perché indaga con delicatezza e potenza visiva i confini dell’animo umano, ricordandoci che la nostra vera essenza è fatta di pura presenza e di luce interiore.
Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnato che puoi raccontarci?
I prossimi mesi saranno dedicati al riposo estivo e a condividere il percorso diCreatività pura.
Sarà un periodo di ascolto e di semina interiore perché a settembre, con l’arrivo dell’autunno, ho tutta l’intenzione di riprendere in mano la penna. Questa pausa estiva serve proprio a questo:fare il vuoto per riempirlo di nuovo, lasciando che lo spazio interiore generato dalla meditazione diventi il terreno fertile per la mia prossima forma artistica.
Oltre a insegnaremindfulness,continuerò a seguire le persone nel mio lavoro diperformance coach:accompagnare gli altri a migliorare il proprio potenziale e a sbloccare la propria creatività è per me una missione quotidiana che si nutre delle stesse consapevolezze presenti nel libro.
Dove potranno seguirti i nostri lettori?
Facebook, Instagram.
Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa intervista?
A chi ha letto questa chiacchierata vorrei dire: non cercate la creatività fuori di voi, perché essa è la vostra vera essenza. Prendetevi il tempo per fare il vuoto, bypassare l’ego e portare una qualità di presenza totale in ogni singolo istante della vostra quotidianità. Spero che le pagine diCreatività purapossano essere una mappa per ricordarvi che la vita non va solo subita, ma vissuta come un meraviglioso e consapevole atto di poesia. Grazie di cuore a tutti voi per il tempo e il cammino condiviso.

Il libro:
Aurora Adorno Säldrön,Creatività pura, come trasformare consumatori passivi in creatori consapevoli sulle tracce del nuovo Oridente, 2026.
Creatività Pura



