Giorno dei morti velato di tristezza
Il buio più della luce può sui giorni
Malinconia d’autunno di lieve bellezza
Alberi ingialliti, giardini disadorni.
Mazzi di crisantemi, lumini accesi e ceri
Fiori d’oro sulle tombe col marmo lucidato
Il ricordo si carica di nostalgici pensieri
Del tempo felice che poi più non è stato.
Il dolore riunisce ma non si è mai rassegnati
Degli uomini maestro, miglior educatore
E’ la vigile guida di allievi impreparati
Ché sulla sofferenza non rifiorisce il cuore.
Piangere in segreto lacrime defunte
Offrire preci al cielo per soffrire di meno
Risposte a quei perché non sono giunte
Il tempo non consola con sprazzi di sereno.
Nell’infinito in un abbraccio avvolti
Immaginarci insieme ai nostri cari
Per un istante rivedere i loro volti
Anche se ora navighiamo in altri mari.
Scheletri rassegnati, povere ossa
Portiamo ogni dì una pesante croce
Come serpenti tenuti nella fossa
E nel deserto grida la nostra voce.
Come i bambini che del buio han paura
Così gli uomini temono la Morte
Dell’esistenza il passo di chiusura
Che all’anima spalancherà tutte le porte.
Maria Rosa Bernasconi

